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    L'amore negato: Narciso ed Ermafrodito nella scultura pompeiana

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    Dalla tradizione greca al mondo romano fino alla cultura artistica dell'età moderna la storia di Narciso e quella Ermafrodito hanno fornito spunti per riflettere sulla natura dell'amore declinato nelle sue più varie espressioni: l'amore improvviso e rapito, concesso e negato. Questi miti rivivono nell'arredo scultoreo delle case pompeiane e ,nella temperie culturale di età augustea, assumono valore paradigmatico di comportamenti sociali censurati

    Viaggio nell'antico: Winckelmann e la “questione di Napoli"

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    J.J. Winckelmann visited four times the Reign of Naples. Which motivation did push him to these travels? Of course his interest for the discovery of Ercolano and Pompei sites; but not only! As he confessed to his closest friends, he was pushed by his desire of fame and glory, his secret wish to become a member of the Ercolanese Academia. The welcome of the court was disappointing indeed, the relationships with the Partenopei intellectuals were difficult. Also the impact with the city was not happy at the beginning. Nevertheless from the reading of his letters we see that Winckelmann later changed his first negative judgements. The reign of Naples with the vesuvian discoveries, the traces of the Magna Greece and Sicily let him acquire that science he poured in his most famous works. This essay analyses the origins of this relationship through the fresh examination of the epistolary. It collects private letters in which Winckelmann expresses his mind in all sincerity. Letters combine the scientific reflection and the projects of life in the “Neapolitan issue”

    Mito e storia su fregi fittili dalle ville imperiali di Capri

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    In the well-known collections of the antiques of Capri, Bismack, Cerio and Munthe, a lot of fictile plaques, belonging to the typology of the so-called “Campana reliefs”, are kept. In spite of the bad state of conservation, these architectural terracottas insert themselves consistently in the figurative culture of the first imperial age, both for the thematic orientation and their formal output, qualifying them as products of a good handcraft, which uses urban moulds. The provenance of these finds from the imperial houses, is supported here. So the patterns are analysed and attributed to the expressions of the political and religious propaganda of Augustus in Campania

    Il Gigante di Palazzo

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    Nel corso del XVII secolo fiorisce a Napoli quel fenomeno del collezionismo di antichità che alimenta la sistematica ricerca di manufatti pregevoli con cui decorare le dimore patrizie. Anche se non mancano manifestazioni d’interesse nelle epoche precedenti, è l’autorità vicereale che per prima individua nell’Antico un motivo di prestigio e di lustro. E’ esemplare il caso del Gigante di palazzo, il torso colossale di Giove, rinvenuto a Cuma da Ramiro Gusmán, Duca di Medina de las Torres, viceré dal 1637 al 1644. La statua era collocata nella piazza di Palazzo reale per volontà di don Pedro d’Aragona, viceré dal 1666 al 1672, chiamata a testimoniare la gloria del viceré le cui benemerenze erano elencate in un lungo testo celebrativo inciso sul trofeo. Si ripercorre la vicenda fino al suo trasferimento nell’attuale sede del Museo Archeologico; se ne analizza l’importanza per l’immaginario collettivo; si ricostruisce il tipo statuario corrispondente all’immagine di culto della triade capitolina

    Una coppa da Cuma della bottega di K(aeso) Atilio(s)?

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    Gli scavi condotti nel 2016 dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel Foro di Cuma hanno indagato una grande fossa di spoliazione tardoantica determinata dalla completa asportazione di un tratto del portico monumentale in tufo che chiudeva lo spazio aperto della piazza sul lato settentrionale. I livelli al di sotto della fondazione del portico hanno restituito manufatti ceramici che concorrono a fissare la datazione dell’impianto intorno alla metà del III secolo a.C. Tra questi materiali vi è un frammento di coppa a vernice nera decorata a rilievo. L’inquadramento morfo-tipologico e l’analisi del motivo decorativo del medaglione stampigliato sul fondo della coppa ne consentono l’attribuzione alla produzione calena di K(aeso) Atilio(s), ceramista attivo nella prima metà del III secolo a. C
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