A partire dall'esempio concreto della tradizione del dialogo "De vera nobilitate" di Poggio Bracciolini, si verificano vantaggi e limiti dell'applicazione del metodo di Lachmann alla filologia umanistica. L'articolo si propone come esempio di prassi ecdotica, riallacciandosi alle riflessioni di Sebastiano Timpanaro sul metodo filologico