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    Biblioteca della Camera di Commercio a Palazzo Pallavicino, Genova

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    La nuova biblioteca della Camera di Commercio di Genova si colloca all’interno del palazzo Tobia Pallavicino, aggiungendosi al sistema di edifici per la cultura di strada nuova (tra cui i musei di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Doria Tursi, la sede del Municipio presso Palazzo Tursi). Per inserire i nuovi spazi nel complesso programma di eventi che si sviluppa all’interno di questo sistema, è necessario che la nuova biblioteca appaia come luogo accogliente, accessibile, pubblico. Per questo motivo la nuova biblioteca dovrà mostrarsi all’interno di palazzo Tobia Pallavicino con chiarezza, rendendo evidente il suo ruolo urbano, pur all’interno dell’edificio esistente. Il sistema di strada nuova sembra suggerire una strategia di intervento, fornendo interventi esemplari, che possono guidare la nostra proposta per la nuova biblioteca. Nell’immediato dopoguerra infatti, di fronte alle rilevanti distruzioni causate dai bombardamenti, Franco Albini e Franca Helg intervengono nei musei di Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, facendosi mediatori tra il pubblico, gli edifici storici e gli oggetti esposti. Albini ed Helg non intervengono sugli spazi, semplicemente li disseminano di segni ed oggetti che ne suggeriscono possibili usi, ne sottolineano rapporti spaziali, definendo così un nuovo insieme di possibili relazioni. Proponiamo di rimuovere il solaio che copre la sala centrale del piano fondi e costituisce l’attuale pavimento del cortile interno. Rimosso il solaio, si mostra la possibilità di utilizzare la sala centrale del piano fondi come stanza a cielo aperto (il cortile infatti è già coperto), illuminata naturalmente dall’alto, ed accessibile direttamente dalla quota di piazza del Ferro. La sala viene così occupata da una grande stanza quadrata, interamente rivestita di libri. La nuova stanza dei libri stabilisce una relazione con le grandi sale di lettura europee. Al di là delle sue dimensioni relativamente ridotte (un cubo di 7,50 m di lato), la stanza dei libri attribuisce alla collezione della biblioteca della Camera di Commercio un ruolo esplicitamente monumentale, adeguato al sistema urbano in cui si va ad inserire. Dalla quota superiore, provenendo da via Garibaldi, è possibile entrare nel Palazzo, attraversare la sala “del Bergamasco” e affacciarsi sulla stanza dei libri. In un sorprendente capovolgimento, una voragine di libri si apre al di sotto del cortile settecentesco. Il cortile appare letteralmente fondato sulla collezione di libri della Camera di Commercio

    Raccolta provinciale degli usi della Provincia di Livorno per il quinquennio 2005-2010

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    La Camera di Commercio presenta la nuova Raccolta degli Usi della provincia di Livorno per il quinquennio 2005-20010, approvata dalla Giunta Camerale con deliberazione n. 141 del 6 novembre 2012. La Camera di Commercio, nel quadro di una consolidata tradizione, avvalorata dalla più recente normativa volta alla tutela dell'equilibrio e della correttezza del mercato, si è impegnata in un'opera di puntuale analisi dei comportamenti non scritti ma fortemente condivisi da tutti gli operatori dei vari settori economici della provincia. Il lavoro svolto in questa ultima occasione si è rivelato molto consistente, essendo stata effettuata un’opera di sfoltimento degli usi ormai non più vigenti ed essendo stata data evidenza agli usi interpretativi (evidenziati in carattere corsivo). La Raccolta comprende quindi le regole di condotta che sono osservate dalla comunità locale in modo uniforme e costante, con la convinzione di obbedire ad un preciso imperativo giuridico. In un mercato che vive in perenne trasformazione, ma le cui regole devono necessariamente essere certe, a garanzia e tutela degli operatori e dei consumatori, le Camere di Commercio sono chiamate ad assolvere la loro funzione di regolazione del mercato anche attraverso la redazione della Raccolta degli usi provinciali. La Camera di Commercio, nel presentare la nuova Raccolta degli Usi, che viene posta a disposizione anche attraverso il sito web www.li.camcom.gov.it, esprime ai componenti della Commissione Provinciale, egregiamente presieduta dal Dr. Carlo Cardi, magistrato del Tribunale di Livorno, agli esperti giuridici che con la loro professionalità hanno indirizzato i lavori, ed ai membri dei Comitati Tecnici che hanno collaborato con la Commissione, il più vivo apprezzamento per l’importante lavoro svolto

    La camera di commercio e la liuteria classica cremonese

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    Il contributo ricostruisce il ruolo della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cremona nella rinascita del sapere e saper fare liutario a Cremona. Nella prima parte, attraverso la consultazione della banca dati delle precedenti istituzioni conservate dalla Camera di Commercio, l'autore individua alcune tendeze dell'artigianato cremonese. Nella seconda parte, attraverso documenti d'archivio e interviste si individua il ruolo della Camera di Commercio nella rivitalizzazione della liuteria cremonese, dall'istituzione del Consorzio liutai all'organizzazione di concerti e summer school di orchestre giovanili del mondo. Soprattutto condurre a Cremona musicisti e maestri di rilevanza internazionale alimenta la circolazione della fama dei liutai e consente di eventualmente ampliarne il mercato

    LA CAMERA DI COMMERCIO DI NAPOLI E LA RIFORMA DEL 1993

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    Storia della Camera di Commercio di Napoli e importanza per la imprenditoria local

    LE FINANZE DELLA CAMERA DI COMMERCIO NAPOLETANA DAL 1979 AL 2003

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    PASSAGGIO DELLA cAMERA DI Commercio di Napoli da pubblica a privat

    Gli Incoterms 2010 della Camera di Commercio Internazionale

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    Il volume raccoglie gli atti del convegno sui nuovi Incoterms 2010 della Camera di commercio internazionale tenutosi a Ravenna in data 2-3 dicembre 201

    Opere dalla collezione d'arte contemporanea della camera di Commercio di Brindisi,

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    Presentazione critica dell'esposizione permanente della Collezione d'arte contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi. L'allestimento nella sala convegni si compone di una selezione tra l'ottantina di opere tra pitture, grafica, scultura e stampe dal XIX al XXI secolo , di proprietà dell'ente camerale

    Dalle origini all'abolizione del porto franco (1850-1891)

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    La Camera di Commercio di Trieste, sorta nel 1850 succedendo all’antica Borsa fondata nel 1755, svolse il ruolo di rappresentanza degli interessi economici locali, stabilendo un solido legame con la pubblica amministrazione dello Stato austriaco. Erede delle tradizioni di autogoverno della borghesia commerciale e finanziaria cresciuta intorno al porto-emporio, ne continuò i compiti in un difficile periodo, contrassegnato dal venir meno della funzione del porto franco. Trasformando il particolarismo in un rapporto di cooperazione e di scambio con il governo centrale, essa seppe superare questa fase per proiettarsi nella nuova realtà del porto di transito, destinato a diventare negli anni del nuovo secolo il “primo porto della monarchia” e sbocco di tutto il Centro-Europa
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