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Bindo Guascappa copista per la Corona siculo-aragonese: l'apporto pisano al mito di Federico III
Quadro storico-culturale inerente l'attività del copista pisano Bindo Guascappa, così come testimoniata dal codice lulliano segnato Monaco, Bayerische Staatsbibliothek Hisp. 52 (596)
Indagini sull'Histoire ancienne jusqu'à César in Italia
La tesi indaga la circolazione italiana medievale dell'Histoire ancienne jusqu'à Césa
Sul più antico volgarizzamento dei Gradi di s. Girolamo (ms. Pisa, Biblioteca Cateriniana, n. 43)
Studio del più antico volgarizzamento dei Gradi di s. Girolamo e del codice che lo tramanda (ms. Pisa, Biblioteca Cateriniana, n.43
Effetto dei fluidi bioetanolo/acqua e bioetanolo/benzina su alcune proprietà geologico-tecniche delle terre argillose
Negli ultimi quarant’anni molti studi in letteratura si sono occupati dell’effetto dei contaminanti sui parametri fisico-meccanici delle terre (Olson e Mesri, 1970; Rao e Sridharan, 1985; Fernandez e Quigley, 1985; Chen et alii, 2000; Di Maio et alii, 2004; Singh et alii, 2008; Di Matteo et alii, 2011; Spagnoli et alii, 2011). La maggior parte degli studi ha focalizzato l’attenzione sull’effetto dei principali componenti dei carburanti tradizionali (benzene, esano, eptano, ecc.) o, più in generale, delle sostanze organiche derivate dagli idrocarburi. L’infiltrazione accidentale dei contaminanti nel sottosuolo può compromettere la stabilità generale delle opere costruite su di esso a causa delle modifiche indotte nei limiti di Atterberg, nella compressibilità e nella resistenza al taglio delle terre. Negli ultimi dieci anni, in accordo con il progetto BEST (2006) ed alcune direttive Europee in campo ambientale (vedi Direttiva 2009/28/CE), si sta puntando molto all’aggiunta, nelle benzine tradizionali, di frazioni più o meno elevate di bioetanolo di origine organica (dal 10% all’85%, rispettivamente denominati E10 ed E85); questo per ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera e per ridurre l’utilizzo dei carburanti derivanti dagli idrocarburi. A livello nazionale, il Decreto 25 gennaio 2010 del Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio, sulla base dei consumi annui dei carburanti convenzionali, ha fissato al 4,5% le quote minime di energia da biocarburanti da immettere sul mercato per il 2012. Tutto questo indica che è da attendersi in futuro un incremento dei casi di inquinamento da etanolo, o da carburanti ad alto contenuto di etanolo, a seguito di versamenti accidentali da serbatoi interrati o da impianti di produzione industriale. Questi possono perdurare anche per diversi anni modificando progressivamente le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni con cui i fluidi vengono a contatto. Il presente studio riporta i risultati di una serie di prove geotecniche di laboratorio (limiti di Atterberg e prove edometriche) condotte su caolinite e Na-montmorillonite contaminate da fluidi a base di bioetanolo. Queste due tipologie di argille sono state scelte in quanto rappresentano “gli estremi”, in termini di Attività, di quelle che si possono ritrovare nelle terre naturali. L’etanolo è stato miscelato, in differenti frazioni percentuali, sia con acqua che con benzina tradizionale. Per quanto riguarda gli effetti sulla compressibilità delle argille caolinitiche, lo studio ha dimostrato come, utilizzando, al posto dell’acqua distillata, della benzina contenente diverse frazioni di etanolo, la compressibilità dell’argilla tende ad aumentare. Nel complesso la compressibilità della caolinite miscelata con acqua risulta di circa la metà di quella ottenuta usando come fluido interstiziale l’E10 (fluido contenente il 90% di etanolo): 0.34 contro circa 0.60. Le modifiche osservate rispecchiano l’andamento delle forze attrattive interparticellari, la cui entità è strettamente legate alla costante dielettrica dei fluidi (epsilon); questa cambia da 78.0 a 2.8 (a 20 °C) passando dall’acqua all’E10 (fluido con maggior contenuto di benzina). Il lavoro ha inoltre investigato gli effetti sul limite liquido (LL) di diverse miscele bioetanolo/acqua, prendendo in esame non solo argille monomineraliche, come finora fatto in letteratura, ma anche miscele argillose formate da caolinite/Na-montmorillonite in differenti proporzioni. All’aumentare della costante dielettrica dei fluidi, le argille monomineraliche considerate mostrano tendenze opposte: all’aumentare della costante dielettrica del fluido interstiziale il LL della caolinite diminuisce mentre quello della Na-montmorillonite aumenta. Questi risultati concordano con quelli ottenuti anche da altri autori in letteratura quali Sridharan e Rao (1973), Kaya e Fang (2000) e Spagnoli et alii (2011). Come per la compressibilità, le variazioni del LL dipendono principalmente dalla tipologia di argilla e dalle interazioni interparticellari, legate alle proprietà fisico-chimiche ed elettriche dei fluidi. Per le argille caolinitiche, come noto dalla letteratura (Sridharan e Jayadeva, 1982), il LL tende a diminuire linearmente all’aumentare della costante dielettrica dei fluidi a causa dell’incremento delle forze di attrazione interparticellare. Al contrario nella Na-montmorillonite il LL aumenta all’aumentare della costante dielettrica del fluido a causa dell’incremento delle forze repulsive e quindi dello spessore del doppio strato diffuso (DDL). Miscelando le due argille in diverse proporzioni si osserva che, all’aumento della costante dielettrica, LL cresce purché la percentuale di Na-montmorillonite nella miscela superi il 5%. Tale crescita è tanto più marcata tanto maggiore è la percentuale di Na-montmorillonite nella miscela. Per percentuali di Na-montmorillonite pari al 5%, il valore del LL sembra essere pressoché indipendente dalle caratteristiche elettriche del fluido, attestandosi intorno ad un valore del 70%. Sono attualmente in corso altre prove su miscele caolinite/Ca-montmorillonite volte ad estendere l’analisi ad argille con valori di Attività intermedi tra quelli dei materiali finora investigati. I risultati ottenuti possono essere di qualche utilità anche nella caratterizzazione delle argille utilizzate nelle barriere reattive.
Bibliografia
BEST, 2006. Project Bioethanol for Sustainable Transport. www.best-europe.org.
Chen J., Anandarajah A., Inyang H., 2000. Pore fluid properties and compressibility of kaolinite”. Journal of Geotechnical and Geoenvironmental Engineering 126(9), 798-807.
Di Maio C., Santoli L., Schiavone P., 2004. Volume change behaviour of clays: the influence of mineral composition, pore fluid composition and stress state. Mechanics of materials 36, 435-451.
Di Matteo L., Bigotti F., Ricco R., 2011. Effect of ethanol-gasoline blends contamination on compressibility of kaolinitic clay. Journal of Geotechnical and Geoenvironmental Engineering 137(9), 846-849.
Fernandez F., Quigley R.M., 1985. Hydraulic conductivity of natural clays permeated with simple liquid hydrocarbons. Canadian Geotechnical Journal 22, 205-214.
Kaya A., Fang H.Y., 2000. The effects of organic fluids on physicochemical parameters of fine-grained soils”. Canadian Geotechnical Journal 37, 943-950.
Olson R.E., Mesri G., 1970. Mechanisms controlling the compressibility of clays. J Am Soc Civ Engrs 96, 1853-1878.
Singh S.K., Srivastava R.K., John S., 2008. Settlement characteristics of clayey soils contaminated with petroleum hydrocarbons. Soil & Sediment Contamination 17, 290–300.
Spagnoli G., Stanjek H, Sridharan, A. 2011. Influence of ethanol/water mixture on the undrained shear strength of pure clays. Bulletin of Engineering Geology and the Environment, DOI: 10.1007/s10064-011-0393-4.
Sridharan A., Jayadeva M.S., 1982. Double layer theory and compressibility of clays. Geotechnique 32, 133-144.
Sridharan A., Rao G., (1975). Mechanisms controlling the liquid limit of clays. Proc. Conf. on Soil Mechanics and Foundation Engineering, Istanbul. 1, 65-75
Frammenti dell'Histoire d'Outremer dall'Archivio Capitolare di Pistoia
Studio ed edizione di alcuni frammenti dell'Histoire d'Outremer rinvenuti presso l'Archivio Capitolare di Pistoi
Dante, i Malaspina e la diocesi lunense: presenze lucchesi alla pace di Sarzana e Castelnuovo Magra (6 ottobre 1306)
Il saggio indaga i personaggi di origine lucchese presenti alla stipula della Pace del 6 ottobre 1306 di Sarzana e Castelnuovo Magra tra i Malaspina e il vescovo-conte di Luni nella quale Dante Alighieri ebbe il ruolo di procuratore dei marchesi Malaspina
Dante e Tolomeo da Lucca: tangenze biografiche e spigolature d’archivio
Il saggio indaga le possibile tangenze biografiche tra Dante e Bartolomeo Fiadoni (Tolomeo da Lucca) prima e dopo l'esilio dell'Alighieri
«Riens ne fait li preudhome se li cuers non». Sul dialogo tra Lancelot e la Dame du Lac (Micha, VII, 1-9)
Analisi di un passo delle Enfances Lancelo
Influence of the geological setting on the response to climatic change and to increasing prolonged drought periods of fractured limestones system.
It is widely known that, in Southern Europe and the Mediterranean area, in the last hundred years, the temperature has risen by about 1°C, and the average annual precipitation has increased. The analysis at different time scales of historical thermo-pluviometric series recorded in South/Central Italy shows a higher frequency and duration of droughts in the last few decades: the number of three years lasting dry periods recorded since 1990 are as many as those recorded in the interval 1921-1989. The hydrogeological processes regulating both ground and surface water availability are greatly influenced by climate change. If the present trend should continue, a reduction of total yield of 10-20% with respect to present should be expected in the next 50 years. This work shows that the response of a specific hydrogeological system to climate change closely depends on the geological and lithological characteristics of the system. The aquifers hosted in the karst/fractured limestones extensively outcropping in the mountain areas of Central Italy, which supply several mountain springs with high-quality water, are taken as examples. The recharge areas of the springs fed by these aquifers are unaffected by human activity: the analysis of spring discharges is therefore useful to understand the effect of climate change on groundwater regimes. Some of the springs of the Umbria-Marche Apennines, (e.g., Bagnara, Scirca, Pescara di Arquata del Tronto) have long, continuous discharge data sets which show statistically significant negative trends of mean annual and monthly discharges. The Bagnara spring, which is of great importance on the water supplying point of view, is an example of “local system” representing the “overflow” of a deeper regional groundwater circulation, connected with larger “base springs”, the quality of which is often poor due to interactions with evaporitic sediments of Triassic age. Springs of this kind are quite frequent in the Umbria-Marche region. A dynamic groundwater divide, the position of which depends on the amount of recharge, separates the recharge areas of the regional flow from those of local springs as Bagnara: low recharge periods correspond to a low level of the piezometric surface, with the piezometric divide shifted towards the systems located at higher elevations and a consequent reduction of their recharge areas. On the contrary, the other system taken as an example in this work, the Lupa spring, although similar to Bagnara for lithological, topographical and climate characteristics and for mean annual discharge (about 120 l/s), has a geologically defined recharge area the extension of which does not depend on the recharge. The analysis of the recession curves of these two springs showed that the response to prolonged drought periods is more severe for the Bagnara than for the Lupa spring; this result can be extrapolated to all the springs connected to a deep regional groundwater circulation, which are more vulnerable to climate change than those with invariable geologically defined recharge areas
Climatic characterization and response of water resources to climate change in limestone areas: some considerations on the importance of geological setting
This work analyses the response of springs fed by karst/fractured limestone aquifers, extensively outcropping in Central Italy, to climatic variations which in this area is represented by a general decrease in annual and winter precipitation. It is shown how groundwater regime, the discharge of springs and their response to climate change depend to a great extent on the geologic and structural setting of the system. Some mountain springs of Central Italy are “local systems” representing the “overflow” of a “deeper regional flow” feeding larger “base springs”, often of poor quality. A dynamic groundwater divide separates the recharge areas of base springs from those of local springs: if, due to low recharge, the piezometric surface lowers, the watershed moves towards systems located at higher altitudes, reducing their recharge areas. Therefore, local springs connected to a base flow are more vulnerable to climate change than those which are not. The Bagnara and Lupa springs, taken as examples, have similar mean discharges (about 120 l/s) and recharge areas with comparable lithological, topographical and climate characteristics. Nevertheless, only the discharge of Bagnara, which is connected to a regional flow, fell dramatically during recent prolonged drought periods (e.g., 2001-2003 and 2006-2007)
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