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Psychologie Pathologique
traduzione degli aggiornamenti della 5 edizione di Vincenzo Calv
Il questionario ECR-R: aspetti di validazione della versione italiana dello strumento
La letteratura propone molti strumenti di self-report per la valutazione dell’attaccamento adulto. Fra questi, l’Experiences in Close Relationships (ECR, Brennan, Clark & Shaker, 1998) è uno dei più utilizzati e validati, anche in ambito italiano (Picardi et al., 2000, 2002; Agostoni & Manzoni, 2007). Alcuni anni dopo la pubblicazione dell’ECR, Fraley, Waller e Brennan (2000), hanno proposto una nuova versione riveduta del questionario, denominata appunto Experiences in Close Relationships-Revised (ECR-R), che si proponeva di migliorare dal punto di vista psicometrico le caratteristiche dello strumento originale. Lo scopo del presente lavoro era di proporre una versione italiana dell’ECR-R e di verificare alcune caratteristiche psicometriche dello strumento applicato ad un gruppo di soggetti adulti appartenenti alla popolazione italiana. Metodo: lo strumento è stato tradotto in lingua italiana ed è stata verificata la rispondenza con l’originale tramite la procedura della back-translation. Le istruzioni per la compilazione sono state ampliate, utilizzando la stessa formulazione di Picardi et al. (2000) per l’ECR, per rendere meglio comprensibile il significato di alcuni termini impiegati negli item. Analogamente all’ECR, si è scelto di alternare gli item relativi alla scala dell’evitamento (item dispari) con quelli relativi all’ansietà (item pari). L’ECR-R è stato somministrato a 210 giovani adulti (età: 19-30 anni) per verificare le caratteristiche psicometriche di consistenza interna e di validità fattoriale dello strumento. Le analisi preliminari indicano un’elevata consistenza interna per entrambe le scale dell’ECR-R e una struttura fattoriale in accordo con le attese teoriche
Rappresentazioni materne e stili di attaccamento in età scolare: il ruolo della sicurezza rispetto all'adattamento del bambino
La ricerca sull'attaccamento, in questi ultimi anni, ha accordato un nuovo interesse a fasi di sviluppo tradizionalmente meno trattate dalla letteratura, quali l’età scolare (Main & Cassidy, 1987, 1988; Main, Kaplan & Cassidy, 1985; Solomon, George & Ivins, 1987). Anche in riferimento a questo periodo, la teoria dell’attaccamento (Bowlby [1969] 1982, 1973, 1980) postula una sostanziale influenza dei modelli operativi interni del genitore nel determinare le rappresentazioni del bambino rispetto all’attaccamento e la sua percezione riguardo all’accessibilità della figura di riferimento (Crittenden, 1997; van IJzendoorn & Backermans-Kranenburg, 1997). In altre parole, viene sostenuta la trasmissione intergenerazionale dell’attaccamento, laddove si siano mantenute stabili le condizioni ambientali e di cure accordate al bambino. Tale ipotesi, tuttavia, manca ancora di verifica empirica, soprattutto in ambito italiano. Parallelamente, è comunemente ritenuto dagli studiosi che relazioni stabili e sensibili, sperimentate nel corso dell’infanzia, siano alla base di un solido sentimento di sicurezza e costituiscano importanti fondamenti nella costruzione di un adeguato senso di sé, di una buona autostima e adattamento all’ambiente sociale da parte del bambino (Bowlby, 1979; Cassidy, 1990; Cicchetti et al., 1990; Sroufe & Waters, 1977). Questo lavoro si rivolge specificamente a tali tematiche, cercando di delineare: (1) l’eventuale relazione esistente tra Modelli Operativi Interni della madre (IWM, Bowlby, 1980) e rappresentazioni di attaccamento del bambino in età scolare; (2) l’influenza della sicurezza materna, da un lato, e di quella del bambino rispetto all’adulto, dall’altro, nel favorire il senso di autostima del bambino e il tipo di inserimento e accettazione nel gruppo classe, considerato come contesto privilegiato per valutare l’adattamento sociale del bambino in questa fascia di età.
Metodologia e strumenti
Allo scopo di verificare le ipotesi delineate, è stato contattato un gruppo di 50 bambini di 4^ e 5^ elementare e le loro madri per la somministrazione dei seguenti strumenti:
1. Adult Attachment Interview (George, Kaplan & Main, 1985) alle madri al fine di valutare il loro “stato della mente rispetto all’attaccamento”;
2. IAL (Intervista sull’Attaccamento in età di Latenza, Ammaniti et al., 1990), per valutare i corrispondenti modelli operativi interni dei bambini.
3. Questionario Security Scale (Kerns, Klepac & Cole,1996), somministrato ai bambini per una valutazione del loro grado di sicurezza autopercepita rispetto alla disponibilità e accessibilità della figura materna.
4. Test di valutazione multidimensionale dell’autostima (TMA) di Bracken (1992), nella versione validata e standardizzata per la popolazione italiana, che fornisce un punteggio dell’autostima del bambino in 6 aree specifiche (interpersonale, competenza, emozionale, scolastica, familiare, corporea) e un punteggio di autostima globale.
5. Tecnica del sociogramma, basato su preferenze e rifiuti accordati al bambino dai membri del gruppo classe.
Dall'analisi dei risultati, confermati dalle prime elaborazioni preliminari, ci si attende una sostanziale conferma delle ipotesi proposte, che enfatizzano il ruolo della sicurezza nell'attaccamento come fattore protettivo per il bambino rispetto al suo adattamento sociale
The primary triangle. A developmental systems view of mothers, fathers, and infants
Titolo originale: The primary triangle. A developmental systems view of mothers, fathers, and infants. Basic Books, New York, 199
L'intervento di counseling psicologico nella transizione alla genitorialità
Il contributo intende presentare una panoramica delle caratteristiche peculiari dell’intervento di counseling psicologico, illustrandone gli obiettivi, le finalità e le principali metodologie connesse alla fase della transizione alla genitorialità. Saranno, inoltre, proposte e discusse alcune definizioni del counseling psicologico, tracciandone alcuni possibili ambiti di applicazione connessi all’area ostetrico-ginecologica e alle crisi e difficoltà che si presentano nelle transizioni alla genitorialità tipiche e atipiche. Un ulteriore approfondimento verterà sui compiti evolutivi e sulle crisi normative e paranormative di tale fase di sviluppo individuale e familiare, con particolare riferimento alla formazione e alla riorganizzazione delle rappresentazioni genitoriali e ai precursori delle relazioni di attaccamento
Il colloquio di counseling. Tecniche di intervento nella relazione di aiuto
Attraverso la costruzione di una relazione con il cliente caratterizzata da ascolto, fiducia e comprensione empatica, il counseling in quanto intervento di aiuto incoraggia il soggetto a riflettere in modo nuovo sulle sue difficoltà, ad esprimere autenticamente il suo punto di vista e ad immaginare e sviluppare soluzioni efficaci a problemi esistenti. Il counselor, dunque, è un professionista in grado di utilizzare appropriatamente le tecniche del colloquio come strumento per facilitare la comunicazione, la riflessione, la consapevolezza e il cambiamento del cliente, al fine di affrontare e risolvere problemi e difficoltà di varia natura. In modo chiaro e rigoroso il volume fornisce un quadro di riferimento teorico e concettuale dell'intervento di counseling, approfondendone inoltre i principali aspetti tecnici e operativi, anche grazie a numerosi esempi concreti. Illustrando in dettaglio la conduzione del colloquio di counseling, il testo costituisce un utile strumento per coloro che già utilizzano le abilità di counseling nella loro pratica professionale, così come per gli studenti in formazione e per tutte le figure professionali interessate alle relazioni di aiuto specialistiche
Discorso, predittività e studi recenti sull'attaccamento: implicazioni per la psicoanalisi
Una modalità di intervento nella trasmissione dell’attaccamento insicuro: studio di un caso
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