310,885 research outputs found

    Shelf-slope exchanges associated with a steep submarine canyon off Calvi (Corsica, NW Mediterranean Sea): A modelling approach

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    peer reviewedA three-dimensional, unsteady, nonlinear, high-resolution model is used to investigate the impact of the Calvi Canyon (NW Corsica) steep topography on the shelf-slope exchanges as well as on the circulation in the Calvi Bay in homogeneous winter and early spring conditions. A double σ coordinate system is considered in order to represent adequately the high depth gradients within the canyon. The studied region is under the influence of the West Corsica Current flowing northeastward along the NW Corsican coast (right-bounded flow). Model results show that the circulation in the Calvi Bay is determined by flow modifications in the canyon area. The mean horizontal flow is deviated southwestward upstream of the canyon to form an anticyclonic gyre in the western part of the Calvi Bay. Within the canyon the circulation is cyclonic leading to an offshore flow downstream of the canyon. Around the canyon rim, the cross-shelf currents become important, indicating that this region acts as a transition zone of high exchange between nearshore and offshore areas. Furthermore, the canyon topography generates high downwelling (upwelling) and downsloping (upsloping) velocities responsible for an intense vertical transport of material in the area. Numerical runs are performed for typical prevailing wind conditions. The wind is responsible for a drastic increase of cross-shore transports between the bay and the canyon area (3–4 times larger than in the no-wind case). SW winds induce a further enhancement of cross-shelf exchanges, whereas the effect of N-NE winds is to reduce exchange at the shelf break apart from the canyon head where an intense offshore flow occurs. Within the canyon, high vertical velocities are shown to be associated with high cyclonic vorticity which is enhanced (reduced) by the N-NE (SW) wind event. A comparison between model results and measured distributions of nitrate and chlorophyll a concentrations in the area shows the role played by this specific hydrodynamics as a strong constraint on the coastal pelagic ecosystem

    Memoria, malinconia e autobiografia dello spirito: Dionys Fitzherbert e Hannah Allen (introduzione, traduzione e note a cura di Lisanna Calvi)

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    Nell’Inghilterra della prima età moderna, due donne, nate e vissute tra il Cinquecento e il Seicento, Dionys Fitzhebert e Hannah Allen, sono protagoniste di altrettante vicende di disordine spirituale e alienazione mentale. Entrambe ne registrano il ricordo sulla pagina scritta, tracciandone le coordinate all’interno di un contesto culturale e familiare protestante. Alla ricerca di un linguaggio che possa dare senso al vissuto, esse affrontano, con diversa aderenza alle strutturazioni discorsive che appartengono alla diagnosi della cosiddetta ‘malinconia religiosa’ e alla nascente tradizione dell’autobiografia spirituale, la realtà di due esperienze tanto affini quanto dolorose e a tratti inspiegabili. E i loro scritti, qui presentati per la prima volta in edizione italiana, si fanno strumento per interpretare e ricostruire una relazione spezzata con Dio, con gli altri, ma anche con loro stesse

    La diffusione del sapere medico-scientifico di lingua inglese nella Milano del Settecento

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    Nel 1778 venne acquistata per volontà degli Asburgo la biblioteca privata del medico e scienziato bernese Albrecht von Haller (1708-1777). Questa acquisizione, che si inseriva in un ampio programma di promozione culturale e scientifica fortemente voluto da Maria Teresa d’Austria e dal suo successore Giuseppe II, implicava principalmente l’arricchimento del patrimonio librario della biblioteca Braidense . [...] Fu un evento importante per la Milano dell’epoca, una città che nell’intenzione dei suoi governanti doveva emergere come centro dinamico di riorganizzazione politico-culturale e di elaborazione e trasmissione del sapere in chiave moderna: un sapere che fosse condivisibile dentro le comunità scientifico-disciplinari ma fruibile anche dalla società civile. [...] È in questo contesto di rinnovamento che si inserisce, non a caso, l’acquisto della biblioteca privata dello scienziato e bibliofilo Albrecht von Haller. La collezione halleriana, essenzialmente di carattere tecnico-scientifico, metteva a disposizione di specialisti e di ‘curiosi’ materiale librario coevo e del recente passato, favorendo e supportando quel processo di rinnovamento culturale, disciplinare e formativo già in atto a Milano. [...] Nel corso del Settecento, e in particolare nella seconda metà del secolo, la Gran Bretagna vede l’intensificarsi della ricerca medica, degli sforzi per la riorganizzazione dei sistemi igienico-sanitari e ospedalieri, ivi compresi la progressiva istituzionalizzazione della figura del medico, del suo percorso formativo, e del suo ruolo. Tutto ciò in una società sempre più attenta e interessata alle scoperte scientifiche e ai benefici che possono derivare dalla loro applicazione pratica. Questo fenomeno favorisce l’attività divulgativa, soprattutto veicolata dalle riviste miscellanee e dai periodici di settore. L’attività editoriale estremamente intensa e produttiva in ambito medico-scientifico testimonia queste esigenze socio-culturali, così come la rinnovata prospettiva in cui studiosi, scienziati e praticanti si muovono. Il fondo halleriano, a sua volta, raccoglie e restituisce in un contesto geograficamente diverso ma intellettualmente affine, il dinamismo e la ricchezza della produzione d’oltremanica, mettendola così a disposizione di quanti, specialisti e non specialisti, volessero accedervi. Gli ambiti – o i sotto ambiti – medici che vi sono rappresentati sono innumerevoli: essi includono opere di anatomia, fisiologia, chirurgia, ostetricia, farmaceutica e terapeutica

    Guglielma : un’icona milanese nel medioevo e nella contemporaneità

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    La figura di Guglielma, una donna religiosa vissuta a Milano nella seconda metà del XIII secolo, ha suscitato grande attrazione da parte della storiografia internazionale per le stupefacenti anomalie contenute negli atti dei processi inquisitoriali che la riguardano. Contestualizzando l'"eresia" nella vita religiosa milanese medievale e analizzando le strumentalizzazioni che la storiografia successiva imprime nell'interpretazione di questa vicenda, l'autrice la colloca in un contesto storico-critico e demitizza i luoghi comuni consolidati dalla storiografia, anche molto recente, con l'ausilio di fonti non solo giudiziarie, ma anche economiche

    La incorporación de la voz del turista en los géneros digitales emergentes

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    En las últimas décadas, el perfil del discurso turístico ha cambiado de forma significativa, debido a distintos factores, tales como la diversificación de los ‘turismos’ (turismo rural, turismo cultural, turismo enogastronómico, etc.), el desarrollo del turismo 2.0 y la participación de los usuarios en la comunicación turística (Calvi 2016; Edo-Marzá 2016). Cabe replantear, por lo tanto, las clasificaciones tradicionales de los géneros del turismo (Calvi 2010), teniendo en cuenta tanto los géneros digitales emergentes (blogs, foros de viajeros, reseñas de hoteles, redes sociales, etc.) (Sanmartín Sáez 2014, Suau-Jiménez 2016) como las transformaciones de los géneros tradicionales (Calvi 2016). Uno de los rasgos más destacados de la comunicación turística en la era digital es la aparición de la voz del turista, como instancia discursiva que narra, evalúa e interactúa con los profesionales. No sorprende que la reseña de hoteles y servicios, por su difusión y fuerte impacto en la economía del turismo, sea uno de los géneros más estudiados (Mariottini y Hernández Toribio 2017; Mancera Rueda 2018). Asimismo, en algunos géneros como las plataformas de reservas (Booking, Atrápalo, Trivago, etc.), los testimonios de los turistas quedan incorporados dentro del discurso profesional. Esta intervención se plantea esbozar un panorama de los géneros digitales caracterizados por la presencia de la voz del turista, en un marco teórico que comprende la teoría de la valoración (Kaplan 2004; Martin y White, 2005; Thompson y Alba-Juez 2014), la polifonía discursiva, la interdiscursividad (Fuentes Rodríguez y Alcaide Lara 2002; Maingueneau 2012) y la construcción discursiva de la identidad a través de la Red (Yus 2011)

    Immigrazione e integrazione sociale : scuola e lavoro

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    La ricerca sugli aspetti psicosociali dell’immigrazione nei contesti lavorativo e scolastico è stata svolta nel 1999 nell’ambito del progetto Miur (Ministero Istruzione Università Ricerca). La ricerca è stata realizzata sulla base di quattro modelli teorici di riferimento: • la teoria del Sé; • le teorie dell’attribuzione; • le teorie delle dinamiche di gruppo e di intergruppo; • la dinamica dell’interazione intergenerazionale tra gruppi. L’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Milano da me coordinata ha studiato la percezione che gli italiani hanno dell’immigrato marocchino nel proprio gruppo aziendale. Nella ricerca lo studio delle reciproche attribuzioni è stato condotto in un contesto strutturato e formale, quello lavorativo aziendale e nel contesto “famiglia dell’immigrato”, ove i ricercatori hanno fruito della “mediazione culturale” del bambino, figlio dell’immigrato lavoratore, secondo una innovativa metodologia di ricerca. La microsocietà azienda genera modificazione dell’identità sociale del marocchino immigrato, costringendolo ad un processo di comprensione delle dinamiche intragruppo ed intergruppo esistenti in azienda. Allo stesso tempo l’immigrato va a modificare l’interazione tra i gruppi di lavoro in azienda stimolando a una migliore definizione della cultura del lavoro nel paese ospitante, che tenga conto delle nuove variabili intervenienti. La realtà aziendale considerata è la piccola e media impresa italiana (28 imprese industriali della provincia di Milano, Lecco, Brescia e Bergamo). I lavoratori immigrati sono marocchini, per la maggior presenza di questi lavoratori nella realtà lombarda nel 1999. Sono state effettuate in azienda 64 interviste ad un campione di soggetti (imprenditori, dirigenti, operai) equamente distribuito in funzione del ruolo e dell’età. Per un confronto della percezione sociale dell’immigrato marocchino in azienda sono stati, poi, realizzati cinque piccoli gruppi di discussione intergenerazionali composti da imprenditori, dirigenti, operai. La percezione sociale del lavoratore marocchino risulta essere caratterizzata da tre principali attribuzioni, registrate in ordine gerarchico: • lavoratore dipendente “di ripiego”; • immigrato; • marocchino. Le principali caratteristiche attribuite al lavoratore marocchino in azienda sono: astuzia, furbizia, intelligenza e non adattabilità al lavoro dipendente. Solo i lavoratori con figli sono percepiti come affidabili e più “stabili”, perché interessati all’integrazione sociale dei propri figli nel territorio italiano. Nelle aziende con più lunga esperienza di presenza di immigrati si registrano processi di integrazione interculturale stimolati da dinamiche intergenerazionali: un patto generazionale tra italiani adulti e anziani ed immigrati giovani salda i rapporti all’interno dell’impresa. Le interviste ai lavoratori marocchini sono state realizzate in famiglia con la mediazione dell’insegnante dei figli in età scolare. Tale modalità ha garantito un “clima di fiducia” e di collaborazione: il bambino (alunno dell’insegnante), in qualità di “traduttore”, è stato un facilitatore dell’interazione multietnica. La relazione intergruppo lavoratori marocchini - italiani è caratterizzata da mera compresenza nei tempi e luoghi aziendali, senza vere e proprie interazioni sociali. I dati di ricerca evidenziano la possibilità di relativizzare le categorie e gli stereotipi, stimolando nuove modalità di interazione e di integrazione sociale (A. Albanese, 1998, 2000, 2001, 2002). La ricerca evidenzia il ruolo del bambino/scolaro quale agente di cambiamento e l’importanza della collaborazione tra scuola - impresa - università per un graduale passaggio dall’assistenza all’interazione all’integrazione sociale dell’immigrato. I dati di ricerca sono stati oggetto di un Seminario di studio presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano a oggetto di forum Internet (dialogo tra imprenditori, dirigenti, studenti, insegnanti sul tema dell’immigrazione), stimolando nuove progettazioni e connessioni tra ricerca - formazione - progettualità

    Il Neolitico di Pienza-Cava Barbieri: la ceramica del saggio VI

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    Il complesso ceramico di Pienza-Cava Barbieri rappresenta uno dei contesti più importanti del primo neolitico dell'Italia centrale. Oggetto di brevi relazioni preliminari da parte di G. Calvi Rezia, il complesso viene ora presentato integralmente e inserito nell'ambito del Cardiale tirrenico e delle relazioni con la ceramica a linee incise, rinvenuta anche in un contesto di compresenza nella locale sequenza stratigrafica. Viene descritta l'intera serie degli scavi calvi rezia sino al neolitico finale

    Calvi Risorta e il parco archeologico di Cales. Il cuore antico della piccola città tra Appia e Casilina.

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    Il Comune di Calvi Risorta è in Provincia di Caserta e dista circa 27 Km dal Capoluogo e 54 Km da Napoli; confina con i Comuni di Francolise, Giano Vetusto, Pignataro Maggiore, Rocchetta e Croce, Sparanise e Teano. Calvi Appartiene al complesso territoriale dell’Agro Caleno, porzione della Campania Felix, la più vasta pianura in Campania, compresa tra i fiumi Garigliano e Volturno e parte integrante del settore nordoccidentale della Provincia di Caserta. Tale piana è generata dai depositi piroclastici e vulcanici provenienti dai Campi Flegrei e dal Roccamonfina, nonché dai depositi detritici di natura carbonatica provenienti dai versanti occidentali dei rilievi montuosi casertani, a causa dell’intensa erosione prodotta dal dilavamento delle acque di ruscellamento. Il territorio di Calvi è inserito in un’area con realtà caratterizzate da elevati valori sia paesaggistici-ambientali che produttivi non valorizzati adeguatamente rispetto alle loro potenzialità. Le caratteristiche fisico-geografiche del territorio rappresentano, oggi più che mai, le principali occasioni per favorire strategie di riqualificazione e di crescita a partire dalla tutela e valorizzazione, per cui la conoscenza della realtà fisica riveste un ruolo fondamentale per la formazione dei programmi di sviluppo e di gestione delle risorse presenti sul territorio. Lo sviluppo economico e culturale, può e deve partire, dunque, dalla valorizzazione delle risorse naturalistiche, storico-archeologiche del sito dell’Antica Cales ed agricole, che caratterizzano e rendono prezioso il territorio di Calvi e dei comuni contermini. Con il progetto di ricerca si intende ampliare l’offerta turistica dei siti archeologici minori della Campania che ancora non rientrano nei circuiti delle mete già note degli itinerari nazionali ed internazionali. Il sito archeologico dell’Antica Cales è ubicato a sud di Teano lungo l’arteria consolare della Via Casilina ed in prossimità dell’altra arteria consolare della Via Appia. Le emergenze archeologiche risalgono sia al periodo romano che alto medievale; a quest’ultimo periodo, infatti, risale il Castello e le opere difensive di accesso dalla Casilina. Il centro storico si è stratificato intorno alle originarie tre frazioni di Visciano, Zuni e Petruno edificate ai piedi della dorsale dei monti Grande (406 m. s.l.m.), Coricuzzo (463 m. s.l.m.), Lillo (402 m. s.l.m.) e La Costa (433 m. s.l.m.). Il tema della progettazione di piccole città, del recupero dei nuclei storici, della rigenerazione urbana delle aree edificate dal secondo dopoguerra in poi e della riqualificazione ambientale e paesaggistica parte da una base scientifica consolidata di studi e di sperimentazioni di numerose realtà sia italiane che europee. Le insule delle tre frazioni del centro storico un tempo erano caratterizzate dalla bellezza dell’architettura rurale e dalla continuità tra parti costruite e paesaggi agrari. Il tessuto edilizio attualmente è caratterizzato dalle tipologie edilizie delle case unifamiliari o dei piccoli condomini con giardini privati di piccole estensioni con accessi dalla viabilità comunale che generalmente conferma le sezioni di una viabilità rurale resistita fino ad un recente passato. I caratteri delle frazioni rurali persistono nelle porzioni di tessuto edificato nelle estreme propaggini collinari e intorno al sito archeologico. La particolare fisionomia all’interno del contesto cittadino è determinata dall’importante architettura del Palazzo Ducale poi trasformato in Collegio che ha accolto le scuole di Calvi fino alla costruzione dei nuovi edifici pubblici. L’articolazione dell’abitato, dal nucleo antico sulla Casilina fino alle tre frazioni pedemontane, trova corrispondenza tra la natura dei luoghi della pianura e la stratificazione storica degli insediamenti lungo le pendici tanto da ritenere utile volgere oggi l’attenzione alla tutela del paesaggio e degli spazi pubblici storici attraverso interventi progettuali di miglioramento delle condizioni di vita degli attuali abitanti partendo dalla rinascita del cuore antico-archeologico di Cales
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