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La lunetta Antinori a Villa Le Rose: mecenatismo, ricchezza e devozione nel Rinascimento/The Antinori Lunette at Villa Le Rose: patronage, wealth and devotion during the Renaissance
Senza imperio né violenza. I Ranuzzi e l'amministrazione dei Bagni di Porretta, feudo papale nello Stato della Chiesa (sec. XVII)
Promesse da realizzare. I fedecommessi nello « Stato Nuovo » di Siena (secc. XVI-XVIII)
Attraverso un’ampia ricerca documentaria, il saggio offre una riflessione sul fedecommesso non solo quale partita accesa dell’amministrazione familiare e clausola giuridica volta alla trasmissione patrimoniale, ma anche come significativo indicatore dello sviluppo economico e culturale dei gruppi sociali insediati alla periferia del Granducato. Sull'arco cronologico chiuso in maniera elastica tra il 1550 e il 1750, il contesto è offerto dallo Stato Nuovo di Siena, una compagine territoriale vasta e composita, caratterizzata dall’esistenza di grossi borghi distanti dalla dominante e strutturati da una loro specifica storia comunitaria, feudale e istituzionale nonché da gruppi dirigenti locali connotati e capaci di considerevoli accumulazioni patrimoniali. Senza trascurare l’analisi dell’istituto fedecommissario all’interno del patriziato senese e del contesto cittadino, il saggio si concentra in particolare su questi nuclei demici decentrati, in grado di fornire elementi diversi alla valutazione delle varie realtà economiche dello Stato Nuovo. Nello spazio territoriale che si apre tra Siena e Roma, l’approccio degli individui alla prassi e alle strategie trasmissorie porta a riconsiderare con nuovi elementi le dinamiche di gruppi familiari e di agglomerati extraurbani capaci di svilupparsi in autonomia dalla forza centripeta della dominante. Risulta con chiarezza l’importanza degli organismi educativi presenti in loco (collegi, seminari), delle carriere ecclesiastiche locali, dei ruoli militari, delle diverse risorse della comunità e del paesaggio, quali efficaci fattori di avanzamento sociale ed economico sia nelle diverse strutture istituzionali della Toscana medicea che in quelle di altri Stati italiani.Ample documentary research supports the author’s reflections on the fideicommissum, not only as an aspect of family accounting and a jurisdictional instrument for property transfer but also as a significant indicator of the economic development and cultural evolution of the social groups installed at the periphery of the Grand Duchy. The timespan is defined, somewhat elastically, as embracing the years from 1550 to 1750; the context is the « Stato Nuovo » of Siena, a vast and complex territorial compages characterized by large villages, quite distant from the seat of regional power, each structured by its own specific feudal and institutional community history and shaped by local « establishments« with specific connotations and capable of accumulating considerable assets. Without slighting analysis of the institution of the fideicommissum within the Sienese patriciate and the context of the city itself, the author’s research concentrates on these decentralized demic nuclei, which provide different elements for evaluating the various facets of the economy of the Stato Nuovo. Individuals’ approaches to the praxes and strategies of property transfer in the territory stretching from Siena toward Rome invites consideration of the dynamics of the family groupings and of the extra-urban agglomerates that proved capable of developing autonomously despite the centripetal force exerted by the dominating power. The analysis clarifies the importance of the in loco educational institutions (colleges, seminaries), the local ecclesiastical hierarchy and military orders, and the various community and land resources as factors providing efficacious support for social and economic advancement in the various institutional structures both of Medici Tuscany and of other Italian states of the time
Educazione, pratiche di mestiere, cultura, propaganda: a proposito del volume Saperi a confronto nell'Europa dei secoli XIII-XIX
Giurisdizione e fedeltà: poteri feudali dentro lo stato mediceo
Il saggio indaga la complessa dimensione storica di alcuni feudi inseriti nel Granducato di Toscana, cercando di collegare le pratiche di giurisdizione interna attuate dai feudatari e la fedeltà da costoro mostrata al potere sovraterritoriale del principe, all'interno del quadro più ampio delle norme e della concreta applicazione della giustizia di antico regime. L'analisi si svolge quindi secondo prospettiva di storia sociale sia del potere che dei sudditi ad esso sottoposti
Lo spirito del dominio: giustizia e giurisdizioni feudali nell'Italia moderna (secoli XVI-XVIII)
La giustizia feudale costituì la norma giudiziaria egemone in molte realtà territoriali dell’Italia moderna, regolando la vita dei corpi sociali a essa sottoposti dalla fine del Medioevo al Congresso di Vienna e oltre. Il volume indaga forme e pratiche della giustizia signorile all’interno di numerosi feudi dell’Italia centrale tra Cinque e Settecento.
Ne emerge un quadro dai tanti chiaroscuri, dove si profilano equilibri delicati e mutevoli tra arbitrio del feudatario e statuti delle comunità, tra negoziazione e severità, tra il governo di giurisdizioni rurali o periferiche e modelli giuridici sovranazionali quali furono il feudo e lo ius commune. Uno scenario sfrangiato e in evoluzione, emerso dalla messa a fuoco di situazioni e protagonisti e caratterizzato dalla domanda di giustizia dei vassalli e dalla determinazione dei signori a preservare la propria autonomia giudiziaria. La pratica della giustizia feudale appare uniformarsi a una ricorrente clemenza, dettata da principi etici o da opportunismo politico, che accantona progressivamente il ricorso alla pena capitale, a differenza di quanto accade nella dinamica di consolidamento degli Stati assoluti e dei tentativi di disciplinamento perseguiti dalla Chiesa della Controriforma
Dietro lo scudo incantato: i fedecommessi di famiglia e il trionfo della borghesia fiorentina (1400 ca-1750)
Governare secondo la legge nell’Italia del Cinquecento: alcune riflessioni su Cosimo I de’ Medici legislatore verso la città di Arezzo
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