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Qualificazione del condominio come consumatore: la questione rimessa alla Corte di Giustizia
Nota a Trib. Milano, sez. III, 1° aprile 2019 (ord.
Artt. 952, 953, 954, 955, 956 c.c.
Commento agli articoli del Codice Civile in materia di diritto di superfici
Artt. 952, 953, 954, 955, 956 c.c
Commento agli articoli del Codice Civile in materia di diritto di superfici
Mutui in valuta estera: sulla volontà del consumatore quale limite all’integrazione del contratto mediante norma suppletiva
Con la sentenza dell’8 settembre 2022, resa nelle cause riunite C-80/21, C-81/21, C-82/21, la Corte di
giustizia ritorna a pronunziarsi sui mutui in valuta estera e sui poteri di cui dispone il giudice per mantenere
in vita il contratto nonostante l’abusività delle clausole di conversione. Nel caso di specie, risulta di
particolare interesse quanto affermato dai giudici di Lussemburgo in merito alla rilevanza da attribuire alla
volontà del consumatore di veder dichiarata la nullità del contratto nel suo complesso, laddove esista una
disposizione nazionale suppletiva che potrebbe sostituire la clausola abusiva. Per la Corte, infatti, tale
volontà è destinata in ogni caso a prevalere, sebbene in astratto si potrebbero ipotizzare soluzioni differenti capaci di tutelare comunque il consumatore
Forma del patto fiduciario avente ad oggetto beni immobili
Con l’ordinanza n. 20934/2019 la Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite il compito di comporre il contrasto giurisprudenziale in ordine alla necessità per il pactum fiduciae immobiliare di rivestire la forma scritta a pena di nullità. La questione, in particolare, si è posta in virtù di una recente pronuncia con la quale la Suprema Corte, mutando il costante orientamento, ha ritenuto idonea a fondare l’obbligo di trasferimento anche la dichiarazione unilaterale scritta ricognitiva di un accordo privo del requisito formale
Contratti di abbonamento a servizi online e recesso del consumatore. La Corte di giustizia sull’importo dovuto per le prestazioni già eseguite
La riflessione dell’Autore trae spunto dalla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha precisato le conseguenze del recesso del consumatore nei contratti avventi ad oggetto la fornitura di servizi. La sentenza, in particolare, ha stabilito che l’importo dovuto dal consumatore per le prestazioni di cui ha medio tempore beneficiato debba essere calcolato pro rata temporis in relazione al prezzo complessivo del contratto, a meno che non si tratti di prestazioni integralmente eseguite con l’inizio della prestazione per le quali sia stato espressamente pattuito uno specifico corrispettivo. Essa ha poi specificato i parametri per valutare, in conformità alla normativa europea, se detto importo sia proporzionale a quanto fornito ovvero eccessivo. Inoltre, poiché la questione sottoposta all’attenzione dei giudici riguardava un contratto di abbonamento a servizi online, la Corte ha anche dovuto chiarire quando una prestazione debba essere qualificata come fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale, nel qual caso il recesso del consumatore è in linea di principio escluso dalla normativa europea. Dall’analisi della decisione, nei suoi diversi passaggi, emerge come nell’istituto del recesso la protezione del consumatore si coniughi con le esigenze di competitività ed efficienza del mercato
La figura del consumatore nel codice del consumo
Il contributo ha ad oggetto l'analisi della nozione di consumatore fatta propria dal Codice del consumo, a partire dalla sua origine ed evoluzione (fino ad arrivare al c.d. prosumer). Si dà poi conto dei diversi tentativi volti attribuire alla nozione di consumatore un significato più ampio, al fine di estendere la relativa tutela anche alle organizzazioni e alle imprese. Uno specifico approfondimento, a tal fine, riguarda il dibattito intorno al significato da attribuire, in ottica di sistema, alla disciplina consumeristica e alla sua eventuale capacità di porsi quale paradigma da utilizzare anche in altri settori. Sul punto, dunque, vengono analizzate le diverse teorie contrapposte e in particolare quella del c.d. contratto asimmetrico e quella fatta propria dai fautori della tesi del c.d. terzo contratto
Modelli innovativi di valutazione del merito creditizio: contesto normativo e prospettive di regolamentazione
1. Premessa. – 2. Le disposizioni contenute nel Testo Unico Bancario sulla valutazione del merito creditizio. – 3. La normativa europea e l’importanza delle regole contenute nel GDPR. – 4. Le indicazioni fornite dalle autorità indipendenti. – 4.1. Le linee guida della BCE. – 4.2. Gli Orientamenti dell’EBA. – 4.3. Il ruolo della Banca d’Italia. – 5. L’utilizzo delle nuove tecniche di credit scoring nel contesto italiano e l’esigenza di
nuove regole per la prevenzione dei rischi e la tutela effettiva del cliente. – 6. Verso una regolamentazione più compiuta: il Regolamento sull’intelligenza artificiale e la nuova Direttiva sul credito al consumo
La responsabilità civile dell'atleta, degli insegnanti e degli istruttori
Sommario: 1. La responsabilità civile dell’atleta. – 1.1. La responsabilità dell’atleta per i danni arrecati ai terzi. – 1.2. Orientamenti giurisprudenziali nelle principali attività sportive. Gli sport “a contatto necessario”. – 1.2.1. (Segue) Gli sport “a contatto eventuale”. – 1.2.2. (Segue) Gli sport “a contatto proibito”. – 1.2.3. (Segue) Le attività sportive pericolose. – 2. La respon- sabilità degli insegnanti e degli istruttori. Il danno ad altri allievi e a terzi. – 2.1. Il danno provocato dall’allievo maggiorenne. – 2.2. Danni cagionati ad altri allievi e a terzi. Casisti- ca. – 2.3. Il caso di danno auto-procurato
L'errata installazione dei beni con elementi digitali e l'errata integrazione dei contenuti e servizi digitali
1. Premessa. – 2. Alcuni aspetti della nuova garanzia per il difetto di conformità e la particolare attenzione del legislatore per i beni con elementi digitali. – 3. L’errata installazione dei beni con elementi digitali. – 4. L’errata integrazione del contenuto o servizio digitale nell’ambiente digitale del consumatore
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