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    Simbologie della soglia nei "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni: Renzo tra Porta Orientale e Porta Nuova

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    L’intervento si sofferma su due situazioni significative dei "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni, in cui l’oggetto ‘porta’, in quanto spazio di soglia, assume diverse valenze semantiche e funzioni metaforiche a seconda del differente "status" narrativo del protagonista. In particolare, si vuole analizzare il momento di passaggio “iniziatico”, raccontato nel capitolo XI, che Renzo compie nel suo primo viaggio a Milano, attraversando Porta Orientale. Tale oggetto immetterà il personaggio su una strada, anche esistenziale, non ancora percorsa. In seguito, si riflette sulla seconda entrata in città di Renzo, descritta nel capitolo XXXIV: l’ingresso attraverso Porta Nuova rappresenterà, invece, per il protagonista l’inizio di un "descensus ad inferos" alla ricerca della donna amata. Alla luce della stretta correlazione esistente tra il personaggio e tali oggetti della soglia, il contributo mette in evidenza l’importanza fondamentale che questo cronotopo, come lo definisce Bachtin, ha nel romanzo manzoniano e approfondisce le valenze simboliche insite nei manufatti che lo concretizzano

    Spazi e oggetti della soglia nei "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni: Renzo e l'"usciaccio"

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    L’articolo intende riflettere sulla rilevante importanza degli spazi e degli oggetti della soglia nei "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni. Si propone, quindi, una schedatura ragionata dei vocaboli afferenti al campo semantico in questione che s’incontrano nella Quarantana. A partire dall’esame dei dati quantitativi raccolti, si considerano i termini riguardanti la soglia anche al di là della loro mera referenza materiale. Attraverso l’analisi di un oggetto particolare assunto come esemplare studio di caso, l’intervento intende mostrare che nel romanzo la frequente presenza di soglie materiali e immateriali non è accidentale, ma rivela valenze semantiche e funzioni simboliche, esplicite o implicite

    Recensione a: Scrivere agli altri, scrivere di sé, scrivere per sé. Niccolò Tommaseo e i generi epistolografia, autobiografia, diario. Atti del convegno internazionale di studi (Verona, 14-16 aprile 2021), a cura di Fabio Danelon, Michele Marchesi, Maddalena Rasera, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2021, pp. 240

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    Questo nuovo convegno internazionale di studi tira le fila di una serie d’incontri tenutisi in anni passati sul controverso poligrafo ottocentesco, proponendosi di considerare «antiche e nuove linee di ricerca» (p. 7). Gli atti raccolgono, dunque, i risultati cui sono pervenuti studiosi e studiose, che, da diverse angolature, hanno riflettuto sull’eccezionale figura di Niccolò Tommaseo e sulle scritture dell’io/del sé, variamente declinate dall’autore nei suoi scritti

    Usci «segnati d’una croce» e soglie di speranza: il racconto della peste nei "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni

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    Il contributo intende soffermarsi sul racconto della peste manzoniana, momento di catastrofe naturale e di disperazione umana, attraverso l’analisi di particolari spazi e oggetti della soglia, che portano impressi i segni dello sconvolgimento causato dall’epidemia. Si prende poi in esame il modo in cui le medesime soglie possono diventare testimoni di una rinascita, facendosi carico di un messaggio di rinnovamento. Nello specifico, l’intervento vuole riflettere su tutti quegli usci «segnati d’una croce» che costellano i capitoli XXXI-XXXIV e che raccontano la devastazione procurata dal diffondersi del contagio. Il discorso si concentra, quindi, sui capitoli XXXIII-XXXIV, in cui, proprio nel mezzo della distruzione, compaiono due soglie che simboleggiano la speranza di una nuova vita: quelle delle case dell’anonimo amico di Renzo e di Cecilia

    Ricorrenze della solitudine nel «Conciliatore»: la recensione di Silvio Pellico a "Della solitudine secondo i principii di Petrarca e di Zimmermann" di Giovanni Zuccala

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    La solitudine: «orribilissima fra le calamità umane» o «possibilità di una voluttuosa dolcezza d’animo»? È a questa domanda che Silvio Pellico cerca di dare risposta, recensendo l’opera di Giovanni Zuccala, "Della solitudine secondo i principii di Petrarca e di Zimmermann" (Milano, Presso Paolo Emilio Giusti, 1818), in un articolo pubblicato domenica 20 settembre 1818, nel n. 6 del «Conciliatore: foglio scientifico-letterario». Tenendo in considerazione che, dopo la «morte» del “foglio azzurro”, i compilatori si sono ritrovati soli, chi in esilio in un paese straniero e chi in una prigione, il contributo intende verificare quante volte il termine ‘solitudine’ è usato nel periodico e in quali contesti. Preso atto che nel «Conciliatore» si trova una rappresentazione convenzionale della solitudine, costituita da τὸποι letterari, l’intervento vuole poi analizzare la recensione di Pellico all’opuscolo di Zuccala, particolare per quanto riguarda struttura, stile e contenuto

    Testo, autore, pubblico. Forme di ricezione dall'antichità alla modernità

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    a cura di A. Arena, L. Buffatti, S. Caiola, F. Carnazzi, I. Menin, G. Meriani, M. Nimis Il volume raccoglie i contributi presentati in occasione del secondo convegno dottorale internazionale del Corso di Dottorato in Filologia, letteratura e scienze dello spettacolo dell’Università di Verona (24-26 novembre 2022). Spaziando dal classico al contemporaneo, attraverso molteplici linee di ricerca e approcci metodologici, giovani ricercatrici e ricercatori esplorano il tema della ricezione, mettendone in evidenza forme e modalità a partire da testi letterari, scenici e musicali. I saggi afferiscono a tre aree disciplinari – antichistica, letteratura moderna e contemporanea, scienze dello spettacolo – e, riflettendo anche sulle relazioni tra linguaggi diversi, presentano nuove o rinnovate vie di ricerca attorno ai concetti cardinali di testo, autore e pubblico

    "Il Conciliatore: foglio scientifico-letterario". Una nuova edizione commentata

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    Il progetto di ricerca che ho portato a compimento nei tre anni di Dottorato ha realizzato una nuova edizione del «Conciliatore», foglio scientifico-letterario che esce a Milano dall’editore Vincenzo Ferrario, con cadenza bisettimanale, dal 3 settembre 1818 al 17 ottobre 1819. L’edizione di riferimento cui fino a oggi ci si è rifatti è quella curata da Vittore Branca in tre volumi per Le Monnier tra il 1948 e il 1965, completa, sì, e filologicamente abbastanza affidabile, ma sostanzialmente priva di un puntuale commento storico-critico. L’edizione che propongo è integrale, sorvegliata dal punto di vista filologico e, soprattutto, commentata. La presente Tesi di Dottorato inizia con un’introduzione storico-critica, che inquadra il periodico nel contesto culturale e letterario della prima metà dell’Ottocento. Si definisce, quindi, la struttura e l’organizzazione dei numeri del foglio e si riflette su qualche argomento tra i più discussi dai compilatori nel giornale e su alcuni dei nomi citati di maggior rilievo. Una sintesi critico-interpretativa chiude il discorso. Seguono la nota al testo e la tavola delle abbreviazioni. Il corpo centrale della Tesi offre il testo del Programma, dei Patti dell’associazione e dei 118 numeri del «Conciliatore», il tutto corredato da note di commento. In appendice si riportano poi quegli scritti che possono rendere completo lo studio del giornale. Si tratta del n. CXIX, rimasto in bozza di stampa e, per questo, non incluso nelle più autorevoli raccolte del “foglio azzurro”, del frontespizio tipografico e dell’Introduzione, realizzati una volta chiusa la rivista, dell’“atto di morte” con cui l’editore dichiara la fine dell’impresa. Inoltre, si aggiungono le riproduzioni digitali del n. 1 e del n. CXVIII, per mostrare com’è impaginato il giornale, la riproduzione del timbro di tassa e del timbro “Il Conciliatore”, nonché quella di un articolo sottoposto ai tagli della censura. Si propongono pure cinque tabelle utili alla consultazione del periodico: la prima propone l’indice dei numeri; la seconda, generale, mostra il numero degli articoli totali scritti da ciascun compilatore suddivisi per mese; la terza, particolare, segnala mensilmente quanti interventi escono in ogni numero e a firma di chi; la quarta cataloga gli articoli per estensore, per sigla o firma di incerta attribuzione, per mancanza di firma e gli annunci tipografici; la quinta presenta il prospetto delle sigle e delle firme dei compilatori. L’indice dei nomi e la bibliografia, ripartita in bibliografia primaria, bibliografia critica, sitografia e nell’elenco delle opere esaminate e annunciate dal «Conciliatore», concludono la Tesi

    Il potere dietro la porta. Su alcune soglie difficili per Renzo nei "Promessi sposi"

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    Il contributo intende esaminare alcune situazioni significative nelle quali Renzo si trova ostacolato sulla soglia da certo potere ecclesiastico. In particolare, l’intervento si propone di analizzare valenze semantiche e funzioni simboliche dell’uscio e dello sportello che il promesso sposo vede chiudersi in faccia, rispettivamente da don Abbondio (cap. VIII) e dal frate portinaio del convento di Milano (cap. XI)

    Effect of desiccation on envelopes of the cyanobacterium Chroococcidiopsis sp (Chroococcales)

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    Chroococcidiopsis sp. cells present hypolithically in quartz flints collected in the Negev Desert (Israel) and in wet and desiccated laboratory cultures were examined by light and transmission electron microscopy. The composition of Chroococcidiopsis cell envelopes was characterized by cytochemical tests for detection of sporopollenin-like compounds, and acid, sulphated and beta-linked polysaccharides, positively charged glycoproteins, lipids and proteins. These compounds were present as very elaborate structures in the envelope of cells from stones and in desiccated cultures. An increased envelope thickness is probably useful in the prevention of water loss, although it could cause cell death by reducing exchange with the environment. Isolated living cells that occurred in desiccated cultures might be regarded as resting forms allowing the survival of the cyanobacterium

    GUITAR PARTY / Al CAIOLA, sa guitare et son orchestre

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    Comprend : JEZEBEL / Wayne SHANKLIN - MEXICO / B. BRYANT - BIG GUITAR / AL CAIOLA - TWO GUITARS / folklore - FOOT STOMPIN' / A. COLLINS - VAYA CON DIOS / RUSSELL - JONES et PEPPER - GUNS OF NAVARONE / D. TIOMKIN - MOON RIVER / J. MERCER et H. MANCINI - GUITAR BOOGIE / A. SMITH - MAGNIFICENT SEVEN / E. BERNSTEIN - I'LL WALK THE LINE / G. CASH - WORLD IS WAITING FOR THE SUNRISE / E. LOCHART et E. SELTZBnF-Partenariats, Collection sonore - BelieveContient une table des matière
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