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    Governare l’impero: la "praefectura fabrum" fra legami personali e azione politica (II sec. a.C. – III sec. d.C.)

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    La praefectura fabrum era una posizione istituzionale affidata su base fiduciaria dai magistrati cum imperio, figure apicali della politica romana. Indipendentemente dalle mansioni dei prefetti, definite dai loro deleganti, l'incarico dimostrava l'esistenza di vincoli di lealtà personale e politica fra magistrati curuli e personalità dei municipi, delle colonie e delle province. Per profilo e funzioni, la prefettura era dunque uno strumento ideale per stringere e consolidare relazioni fra le classi proprietarie dell'Urbe e quelle della "periferia". Questo libro affronta in modo sistematico la documentazione relativa alla prefettura dei fabri, dalla sua più antica attestazione, nel II sec. a. C., all'età severiana e ne esamina l'evoluzione e la funzione all'interno del mutevole sistema istituzionale e politico romano. Il volume è arricchito da un ampio catalogo prosopografico dedicato ai prefetti attestati. Ampio spazio è dedicato al ruolo dei prefetti nel contesto socio-politico ad essi contemporaneo e alla posizione della praefectura fabrum nella cultura e nella prassi politiche delle élites (urbane e non), evidenziandone l'importanza per il governo dell'Impero

    Duoviri a Luna: le domus di Porta Marina e le risorse del notabilato lunense all’avvento del Principato

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    Questo lavoro si propone di investigare le risorse politiche ed economiche dell'élite di Luni fra I sec. a.C. e I sec. d.C., dalla Repubblica post-sillana all'età giulio-claudia. Il servizio nelle istituzioni locali e la ricchezza definivano il ruolo e l'importanze dei domi nobiles nel loro contesto civico. Sfortunatamente, le loro iscrizioni si concentrano soprattutto sulle magistrature locali ricoperte e celano quasi del tutto ogni informazione circa i loro interessi economici. Questo studio compara i ritrovamenti archeologici da Luni e dal territorio della colonia con le iscrizioni che fanno menzione di coloro che rivestirono la più alta magistratura locale: il duovirato. Gli scavi promossi dall'Università di Pisa presso Porta Marina hanno portato alla luce due domus (A e B), che certamente appartenevano ad alcuni membri dell'élite locale fra 70 a.C. e 70 d.C., quando un modesto tempio su podio fu elevato al di sopra dell'atrio della domus B. Un confronto con la coeva evidenza archeologica ed epigrafica, dall'interno e dall'esterno delle mura urbiche, rivela un quadro coerente della storia locale e offre spunti importanti alla comprensione delle risorse politiche ed economiche delle élite di una città italica all'alba dell'età imperiale.This paper aims to investigate the political and economic resources of the civic élite of Luna between the 1st century BC and the 1st century AD, from the post-Sullan Republic to the Julio-Claudian age. Service in local institutions and wealth defined the role and significance of the domi nobiles in their civic contexts. Unfortunately, their inscriptions mainly dealt with civic offices and withheld almost any information about their economic interests. This study compares the archaeological findings from Luna and its surroundings with the inscriptions mentioning the holders of the highest post in local institutions – the duumvirate. The excavations promoted by the University of Pisa near Porta Marina brought to light two domus (A and B), which belonged to some members of the local élite between the 70s BC and the 70s AD when a small temple on a podium superseded the atrium of domus B. A comparison between contemporary archaeological and epigraphic evidence from inside and outside the city reveals a consistent picture of local history, providing some relevant insights into the political and economic resources of the civic élite of an Italian town at the dawn of the Imperial age

    Ettore Pais, 'un giovane laboriosissimo': lettere e documenti (1878–1884)

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    Negli ultimi anni, aspetti rilevanti della complessa personalità e della produzione scientifica di Ettore Pais sono stati rivelati dalla pubblicazione di lettere e documenti a lungo inediti. Particolare attenzione, a questo riguardo, ha ricevuto il carteggio con Theodor Mommsen, presso il quale Pais trascorse alcuni mesi fra 1881 e 1883. A quel tempo, il giovane poteva già vantare una formazione d’eccellenza, conseguita presso l’Istituto di Studi Superiori di Firenze; egli era inoltre Direttore del Museo dell’Università di Sassari (più tardi divenne Direttore del Museo archeologico di Cagliari). È difficile sopravvalutare l’importanza che, in quei primi anni di attività, rivestì Giuseppe Fiorelli, Direttore generale alle Antichità e Belle Arti, da cui Pais dipendeva e che assicurò al giovane importanti opportunità di carriera e, in particolare, la possibilità di recarsi in Germania. Il successo più tardi conseguito da Pais ha parzialmente oscurato i suoi primi anni di intensa attività scientifica. La presente selezione raccoglie documenti e lettere inedite, datati fra 1878 e 1884 e concepiti o indirizzati alla Direzione Generale; Pais vi figura come destinatario, mittente o oggetto. Il materiale che qui si pubblica offre importanti elementi per la comprensione del percorso formativo e professionale del giovane Ettore Pais, che in quegli anni sviluppò in autonomia quel metodo d’indagine fondato sull’analisi rigorosa dei documenti antichi, che fu poi cifra caratterizzante della sua attività scientifica. Per quanto importante, l’esperienza berlinese si iscrisse dunque in un percorso scientifico pienamente coerente, in cui la formazione fiorentina e l’esperienza alla guida dei musei sardi esercitarono un’influenza di assoluto rilievo.In recent years, important aspects of Ettore Pais’ complex personality and scholarly production have been revealed by the publication of letters and documents. The correspondence with Theodor Mommsen, with whom Pais spent several months in Berlin between 1881 and 1883, has received particular attention in this regard. By that time, Pais had already received an excellent education at the Istituto di Studi Superiori in Florence; he was also Director of the University Museum at Sassari (he later became Director of the Archaeological Museum of Cagliari). It is hard to overestimate the importance of Giuseppe Fiorelli, Director General of Antiquities and Fine Arts, on whom Pais depended in those early years and who ensured him important career opportunities, and notably the chance of travelling to Germany. Pais’ later success somewhat overshadowed those early years of intense scientific activity. The selection of unpublished documents and letters that I offer in this article dates b etween 1 878 and 1 884 a nd w as conceived or addressed to the Directorate General; Pais features in them as recipient, sender or subject. These materials offer important elements to the understanding of the training and professional career of the young Ettore Pais, who in those years independently developed his method of investigation based on the rigorous analysis of ancient documents that was later to be the hallmark of his scholarly work. Pais’ Berlin experience was therefore part of a coherent scientific trajectory, on which the training he received at Florence and his later experience at the helm of Sardinian museums had a major impact

    Q. Lutazio Catulo: una biografia politica della Repubblica postsillana

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    Sebbene si tratti di uno dei più influenti statisti attivi nei due decenni compresi fra l'allontanamento di Silla dalla politica e il Primo Triumvirato, Q. Lutazio Catulo (cos. 78 a.C.) ha raramente attratto l'attenzione della ricerca. Coloro che se ne sono interessati tendono spesso a semplificarne la lunga carriera, presentandolo come un partigiano di Silla e un fiero oppositore dei c.d. populares. Lungo tutti gli anni del suo impegno politico, Catulo si impegnò tuttavia per promuovere presso i ceti abbienti e i veterani di Silla un programma politico coerente, fondato sulla tutela della legge contro ogni minaccia all'ordine e alla proprietà. Attraverso una disamina dei documenti letterari ed epigrafici legati alle iniziative e alle risorse di Catulo, questo contributo si propone di indagare la pratica politica nella Repubblica post-sillana e verificare l'effettiva possibilità di dare vita ad un programma politico coerente negli anni precedenti all'accordo illegale fra i potentes. Come si vedrà, Catulo rappresentò interessi concreti e la sua eredità politica gli sopravvisse sino alla piena età imperiale.Despite being one of the most prominent statesmen in the two decades between Sulla’s demise and the compact of 60 BC, Q. Lutatius Catulus (cos. 78 BC) has received little academic attention. Scholars often tend to oversimplify his long career, presenting him as a Sullan partisan and a fierce opponent of the so-called populares. Yet, throughout his career, Catulus struggled to propose a consistent political agenda – grounded on the idea of strengthening the law against any threat to order and property – to the wealthy classes and the Sullan veterans. By focusing on the literary and epigraphic evidence dealing with Catulus’ accomplishments and resources, this paper aims to investigate practical policy-making in the post-Sullan Republic and to inquire into the opportunity to start a consistent political agenda before the potentes took over the Republic. As we shall see, Catulus represented concrete interests, and his political legacy outlived him well into the imperial age

    Select Correspondence of Ronald Syme, 1927-1939, ed. Anthony R. Birley («History of Classical Scholarship», Supplementary Volume, 1), Newcastle upon Tyne-Venezia, 2020

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    La recensione è dedicata all'ultimo lavoro curato da A. R. Birley, 'Select Correspondence of Ronald Syme' - una selezione commentata di lettere ricevute e composte da R. Syme. La maggior parte delle lettere è datata prima della pubblicazione di 'The Roman Revolution' (1939).The review is devoted to the last published work of A. R. Birley, 'Select Correspondence of Ronald Syme' - a commented selection of letters both received and written by R. Syme. Most of the letters dated before the publication of 'The Roman Revolution' (1939)

    Of sheep and warriors: the military prowess and political significance of provincial élites in Cicero’s Letters from Cilicia

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    According to Suetonius, Tiberius told governors who were suggesting to impose burdensome taxes on the provinces, that ‘it was the part of a good shepherd to shear his flock, not skin it’ (Tib. 32.2). Such a paternalistic approach was deeply rooted in the mentality of senators of the late Republic and early Empire: provincials were (almost) harmless subjects whom governors had to protect, rather than abuse. As it is well known, Cicero clearly shared this perspective. This paper will deal with some remarks on military matters and provincial élites included in his correspondence as governor of Cilicia. As a matter of fact, even if he styled himself as an exemplar governor and boasted the enthusiastic support of Cilician communities, provincials played a minor role in his correspondence, whose outlook is strikingly similar to Tiberius’. Especially regarding military matters, the governor did not credit the provincials with giving a significant contribution to the defence of their province and his later success against the tribes of the Amanus mountain. As we shall see, the actual reality of Cicero’s campaign in Cilicia reveals the role played by the provincials and their élites in keeping under control and defend their home regions. Cicero was possibly unwilling to admit that the local élites were needed to protect the Mediterranean empire, as this conclusion could have practical consequences on their political standing. Cicero’s (and Tiberius’) words are deceptive: the leading men of the provinces were much more than a flock of sheep, and the extent of their actual influence still awaits to be fully recognised

    Senatus milesque et populus: il Senato, le legioni, l’impero secondo il senatore Tacito

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    Riconoscendo il ruolo interpretato dalle legioni nella conservazione del regime imperiale, Tacito mutò l'antica formula che da sempre definiva lo Stato romano in Senatus milesque et populus. Da molto tempo, gli storici moderni hanno riconosciuto il significato politico delle legioni romane in età imperiale, sebbene l'attenzione degli studiosi sia sia generalmente concentrata sul legame fra gli imperatori e i soldati. L'esistenza di una qualche reale relazione fra Senato e legioni è stata invece generalmente sottovalutata, quando non addirittura negata. Le opere di Tacito e, in particolare, le Historiae sembrano tuttavia indicare l'esistenza di una realtà ben più problematica. «The senator as historian» (Syme) descrisse infatti il Senato e le legioni come veri centri di potere. Mentre nel primo trovavano rappresentanza le classi proprietarie, le seconde esercitavano il totale monopolio della violenza: la stabilità dell'impero dipendeva dall'equilibrio di potere esistente fra questi soggetti e gli imperatori. Attraverso un'analisi delle opere di Tacito, questo lavoro si propone di ridefinire il ruolo giocato dall'assemblea dei patres e dai cittadini in armi, nel contesto dello Stato imperiale – una relazione che, come si vedrà, era necessaria al di là (e malgrado) gli imperatori stessi.Reconnaissant le rôle joué par les légions dans la préservation du régime augustéen, Tacite a redéfini l’État romain en tant que Senatus milesque et populus. Les historiens modernes ont depuis longtemps reconnu la signification politique des légions romaines à l’époque impériale, bien que l’attention des érudits se soit principalement concentrée sur le lien entre les empereurs et les soldats. L’existence réelle de toute relation entre le Sénat et les légions a généralement été sous-estimée, voire niée. Les travaux de Tacite suggèrent une approche plus problématique, en particulier dans les Historiae. «The senator as historian» (Syme) a décrit le Sénat et les légions comme de véritables centres de pouvoir. Le premier était le plus haut représentant des classes de propriété, tandis que le second jouissait du monopole total de la violence: la stabilité de l’empire dépendait de l'équilibre des pouvoirs entre ces acteurs et les empereurs. À travers l'analyse des œuvres de Tacite, ce travail vise à redéfinir le rôle joué par le conseil des patres et des citoyens en armes dans le contexte politique de l’État impérial – une relation extrêmement nécessaire au-delà (et même malgré) des empereurs eux-mêmes

    Un’ara iscritta dal Museo di Fucecchio, Firenze

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    Il contributo presenta un'iscrizione inedita, incisa su di un'ara di età imperiale. Il manufatto è stato rinvenuto presso Ponte a Cappiano durante il Diciottesimo secolo ed è oggi esposto a Fucecchio (Firenze).The article deals with an unpublished inscription on a Roman altar. The monument has been found near Ponte a Cappiano during the 18th century and is now displayed in Fucecchio (Firenze)

    Primus esse: rivendicare un primato nelle iscrizioni dalle province occidentali

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    Il contributo si concentra sull'impiego del termine 'primus' nelle iscrizioni dalle province occidentali, fra l'età augustea e l'età severiana. Questa espressione ha attratto l'interesse degli studiosi, dal momento che serviva a riconoscere i 'primi' in una data comunità. Le élite urbane e italiche avevano sempre vantato una tale distinzione e questa abitudine si diffuse gradualmente nei contesti provinciali. Attraverso la raccolta dei documenti disponibili e l'analisi del profilo di coloro che si definirono 'primi', questo contributo si propone di investigare la cultura epigrafica e la mentalità delle élites locali nelle province occidentali.This paper deals with the use of the term 'primus' in the inscriptions from the Western provinces, between the Augustan and the Severan age. This expression has attracted much scholarly attention, as it was used to identify the ‘firsts’ in a given community. The élites in Rome and Italy used to boast such a distinction, and this custom gradually spread across the provinces. Through the collection of the available evidence and the analysis of those who styled themselves as 'primi', this paper aims at investigating the epigraphic culture and the mentality of the local élites in the Western provinces

    Perdute e (ri)trovate: le iscrizioni latine dalla villa di Loro, Empoli

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    Con questo contributo, si provvede alla pubblicazione di un'iscrizione inedita e di due manufatti iscritti già noti, ma di cui si erano perse le tracce (NSA 1909, 230 = CIL VI 38565 e CIL X 6578), oggi conservati presso la villa medicea di Loro, nei dintorni di Empoli (FI).Three Latin inscriptions are at the core of this paper; one of them was unpublished, while the other two were long considered lost (NSA 1909, 230 = CIL VI 38565 e CIL X 6578). The inscriptions are now held in the Loro Villa, near Empoli
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