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Le alterne vicende del reato di mendicità
Il decreto legge n.113/2018, convertito con modificazioni dalla legge n.132/2018, più comunemente noto come decreto Salvini, reca disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, e molto altro ancora. Questo contributo si concentra sul commento alla nuova fattispecie di accattonaggio, che rivitalizza una previgente disciplina (art. 670 c.p.) abrogata in parte nel 1995 dalla Corte Costituzionale, poi del tutto depenalizzata dal legislatore nel 1999
Il decreto Salvini, immigrazione e sicurezza. Commento al d.l. 4 ottobre 2018, n.113, conv. con mod. in legge 1 dicembre 2018, n.132
Il 5 ottobre 2018, su proposta del Ministro degli Interno on. Matteo Salvini, viene varato dal Consiglio dei Ministri il cosiddetto “decreto sicurezza”. Il 9 ottobre inizia l’esame in Parlamento della legge di conversione. Il primo passaggio è in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Gli originari 40 articoli diventano 73, con l’aggiunta di numerosi nuovi commi. Per l’approvazione in Senato, il Governo pone la questione di fiducia. Il provvedimento passa successivamente al vaglio della Camera che, con un nuovo voto di fiducia, approva senza apportare emendamenti o integrazioni. Il testo della legge 1 dicembre 2018, n. 132 viene quindi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 281, del 3 dicembre 2018, ed entra in vigore il giorno successivo
Il ruolo dei modelli organizzativi previsti dal d.lgs. n. 231/2001nell’ambito della sicurezza nei commerci
Il capitolo esamina il ruolo dei modelli previsti dal d.lgs. n. 231/2001, nel contesto delle politiche di sicurezza
La giurisdizione in alto mare: tra universalità tentata e territorialità consumata (commento a cassazione, sez. 1, 2 luglio 2021, n.31652)
Con la sentenza in commento la Cassazione afferma la giurisdizione del giudice penale
italiano per i reati di cui all’art. 12, co. 1 e seguenti, TUI, ovvero favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina, e per omicidio volontario plurimo, di cui all’art. 575 c.p., avvenuti in alto mare. Il
presupposto normativo è costituito dall’art. 7, co. 1, n. 5, del codice penale, al quale si riconosce
natura «autoapplicativa», così come alla Convezione ONU di Palermo contro la criminalità
organizzata transnazionale. Tuttavia, non manca il richiamo anche all’art. 6 c.p., là dove si
qualificano le condotte come «correlate» a reati commessi sul territorio italiano.With the sentence in question, the Supreme Court affirms the jurisdiction of the Italian criminal judge for the offenses described in Article 12, co. 1 and following, TUI, i.e. aiding and abetting illegal immigration, and for multiple voluntary homicide, as codified in art. 575 of the Criminal Code, which took place in high sea. The regulatory premise is constituted by Article 7, first paragraph, no. 5, of the Criminal Code, which is recognized as «self-applying», as well as the UN Convention in Palermo against transnational organized crime. However, there is also a reference to Article 6 of the Criminal Code, where the conduct is qualified as «related» to crimes committed on Italian territory
La tutela del capitale umano attraverso la compartecipazione organizzativa. Per un diritto penale sussidiario una responsabilità autonoma dell’ente
Il saggio affronta il tema della tutela del benessere lavorativo, proponendo una rilettura del ruolo del diritto penale in chiave sussidiaria. A partire da una riflessione storica e filosofica sul concetto di lavoro, l’autrice analizza le criticità dell’attuale sistema punitivo, evidenziando l’inefficacia dei meccanismi sanzionatori tradizionali nel garantire il benessere psicosociale dei lavoratori. Viene proposta una responsabilità autonoma dell’ente, fondata sulla colpa di organizzazione, che superi il filtro dell’agente individuale. In questa prospettiva, la compartecipazione organizzativa dei lavoratori, sostenuta da modelli di compliance integrata e da strumenti normativi recenti come la legge n. 76/2025, diventa centrale per costruire ambienti di lavoro sicuri e inclusivi. Il saggio si conclude con l’auspicio di un autentico investimento nel virtuoso intreccio dei modelli organizzativi, così come di norme tecniche, tale da tessere una compliance aziendale integrata, che riduca al minimo le forme di costrittività lavorativa
IL reato di accattonaggio: "a volte ritornano"
Il decreto legge n.113/2018, convertito con modificazioni dalla legge n.132/2018, più comunemente noto come decreto Salvini, reca disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, e molto altro ancora. Questo contributo si concentra sul commento alla nuova fattispecie di accattonaggio, che rivitalizza una previgente disciplina (art. 670 c.p.) abrogata in parte nel 1995 dalla Corte Costituzionale, poi del tutto depenalizzata dal legislatore nel 1999
Modifiche al codice della strada in tema di sequestro, confisca e fermo del veicolo, nonché di censimento dei veicoli sequestrati, fermati, rimossi, dissequestrati e confiscati (art. 23-bis d.l. n. 113/2018, conv. con modd. da l. n. 132/2018 – artt. 213, 214, 214-bis e 215-bis c.d.s..)
Il contributo consiste in un commento delle modifiche al codice della strada apportate dal c.d. decreto Salvini (d.l. 4 ottobre 2018, n. 113, conv. con mod. in legge 1 dicembre 2018, n. 132) in tema di sequestro, confisca e fermo del veicolo, nonché di censimento dei veicoli sequestrati, fermati, rimossi, dissequestrati e confiscati
Il Daspo urbano: “l’eterno ritorno dell’uguale”
Il cosiddetto decreto Lamorgese (d.l. 130/2020, convertito in legge n. 173, 18/12/2020) ha introdotto modifiche significative riguardanti la disciplina del divieto di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento, cosiddetto Daspo urbano. Accanto alla novità legislativa, alcune considerazioni sulle misure di prevenzione personale
Liberare il lavoro dalla fatica. Per un’organizzazione responsiva e un diritto penale sussidiario
Si parte dall’evoluzione del concetto di lavoro e nell’ottica di attuare una concreta sussidiarietà dell’intervento penale, si analizzano le misure responsive disciplinate dall’universo della compliance aziendale. La funzione promozionale, insita in un sistema di due diligence, ben rappresentato nell’apparato normativo che istituisce la responsabilità amministrativa degli enti, ma rinvenibile anche in altri contesti normativi che regolamentano la vita dell’impresa pubblica e privata, rappresenta una delle principali leve virtuose per assicurare il benessere lavorativo. Valorizzando il principio di autonomia disciplinato dal d.lgs. n. 231/2001 si potrebbe ascrivere direttamente all’ente una responsabilità per costrittività occupazionale, indice di una disorganizzazione o di una organizzazione aziendale malsana
La responsabilità degli enti collettvi
A seguito dell’entrata in vigore della legge delega n. 123 del 3 agosto 2007, anche l’ente collettivo è chiamato a rispondere per illeciti riguardanti la salute e sicurezza sul lavoro. L’art. 25 septies ha contribuito ad arricchire quella che ormai può legittimamente definirsi come parte speciale del corpo normativo, riguardante la «responsabilità amministrativa da reato delle persone giuridiche», ovvero il d.lgs. 231/2001. 1. La responsabilità delle persone giuridiche in materia prevenzionistica: art. 25 septies, d.lgs. 231/2001. – 2. Qualche richiamo essenziale al “sistema 231”: la natura della responsabilità. – 3. La compatibilità tra i criteri di imputazione oggettivi e i reati colposi. – 4. L’art. 30 d.lgs. n. 81 e i modelli organizzativi. – 5. Il “sistema di controllo” sull’attuazione del modello da parte dell’ente. – 5.2 L’incidenza dei modelli di organizzazione sul dovere di vigilanza del datore di lavoro
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