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    I trasporti del Regno. Iniziativa privata e intervento statale in Italia 1861- 1946

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    Il volume prende le mosse dalla partecipazione dell’Italia alla grande rivoluzione dei trasporti di metà Ottocento, con la creazione di una rete ferroviaria nazionale e lo sviluppo di una grande marina militare e mercantile. Fin dall’Unità, i trasporti rappresentano uno dei principali settori dell’intervento dello Stato nell’economia e coinvolgono un considerevole personale dalle più diverse mansioni. I grandi investimenti pubblici fatti nel settore rappresentano il terreno di sviluppo di iniziative imprenditoriali e finanziarie che si collocano al centro della vita economica, nel contesto di una stretta relazione tra apparati dello Stato e interessi privati, che rappresenta uno dei tratti caratteristici del modello di sviluppo dell’Italia e di altri paesi late comers sulla via dell’industrializzazione. Lo sviluppo dei sistemi di trasporti viene così ricostruito quale risultato delle politiche dei diversi governi condizionati dalle pressioni dei settori direttamente interessati alla loro crescita. Il volume cerca di ricostruire momenti essenziali della definizione di scelte complesse, frutto di obiettivi mutevoli e di pressioni particolari. Sono così prese in considerazioni le diverse finalità dei moderni sistemi di trasporto, da quelle economiche, a quelle politiche legate al controllo del territorio e al prestigio che le classi dirigenti hanno cercato di assicurarsi con la creazione dei grandi sistemi di trasporto, fino alle questioni dell’emigrazione e del viaggio. Percorre il libro anche il riferimento ai temi dei costi pubblici delle grandi opere infrastrutturali e della loro gestione e dei bisogni collettivi, al grado cioè in cui i grandi investimenti nel settore abbiano soddisfatto esigenze collettive o “strategiche”, oppure le richieste di un numero ristretto di interessi privati più o meno grandi. Il volume è corredato da un’ampia e originale documentazione fotografica. La stesura del lavoro, concepito unitariamente dai due autori, si deve ad Andrea Curami per i capitoli I, III e IV (per quest’ultimo le parti sul trasporto automobilistico e aereo) e a Paolo Ferrari per i capitoli II e IV (parti sul trasporto ferroviario e marittimo)

    Alle origini della Breda Meccanica Bresciana/Breda Arms. The illustrated history of the Brescia factory until the '50s

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    La Breda Meccanica Bresciana ha le proprie origini quale VI sezione della Società Italiana Ernesto Breda di Milano. A Brescia la Breda concentrò la produzione di armi automatiche, settore nel quale entrò intorno al 1925 utilizzando le notevoli competenze acquisite nel settore meccanico in un momento favorevole dal punto di vista del mercato. La Grande guerra aveva infatti modificato le esigenze delle forze armate nazionali ed estere, ed era necessario un profondo rinnovamento del settore delle armi automatiche sulla base delle nuove dottrine d’impiego. Il volume ripercorre così le produzioni della fabbrica bresciana, che dovette confrontarsi con l’“accanita offensiva industriale” della Fiat nel settore, dalla metà degli anni venti alla fine del secondo conflitto mondiale, sulla base di documentazione archivistica e in particolare della documentazione fotografica proveniente dall’Archivio della Breda Meccanica Bresciana e, in parte minore, dalla Fondazione Negri di Brescia. La stesura dei testi compresi nel volume, frutto del lavoro comune degli autori, è stata suddivisa tra Andrea Curami (Parte 1, capitolo II e Parte 2, capitoli I, II, III, IV, VII, VIII, IX, X, XI, XIII, XV e Appendice), Paolo Ferrari (Parte 1, capitolo I) e Achille Rastelli (Parte 1, capitoli III e IV e Parte 2, capitoli V, VI, XII, XIV)
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