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    Sciolta trasformazione delle cose

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    Il panorama dell'architettura contemporanea presenta figurazioni che sembrano ispirarsi agli sviluppi delle scienze della vita. Analogie delo mondo delle cose inanimate con il mondo degli organismi viventi e metafore biologiche animano buona parte della letteratura critica dell'architettura. In ogni caso sciense della natura e della vita ed architettura conoscono una nuova stagione di relazioni più o meno esplicite. Il problema della forma riguarda l'organizzazione strutturale nella quale si danno la realtà fisica, la materia vivente, ed il mondo fenomenico. La questione dell'origine e della natura delle forme è dunque trasversale alle dimensioni scientifica, estetica, filosofica e coinvolge necessariamente la stessa costruzione architettonica. Il seminario ha confrontato il "pensiero delle forme" tra studiosi di campi diversi, tra i quali quello costruttivo, disponibili essi stessi al confronto in vista di una visione sistemica del proprio sapere

    Vitalismo e vivibilità

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    Il convegno internazionale aveva quale tema centrale la "vivibilità" del nostro pianeta con riferimento ai parametri ecologici e, quindi, alla sostenibilità. L'intervento ha messo in luce come la "vivibilità" non sia un concetto da riferire a parametri tecnici, ma, con riferimento alla filosofia tra Dilthey e Bergson, alla coscienza stessa dell'uomo cui puntare per la salvaguardia dell'ambiente

    La fine senza fine dell'architettura

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    Il saggio si occupa delle odierne dichiarazioni di fine dell'architettura emanate sia da storiografi che dagli stessi architetti operanti nello star system del progetto. A partire dalle analisi sulla morte dell'arte tra Hegel e Benjamin nel saggio si mostra come di fatto tutta l'architettura contemporanea si muova lungo la consapevolezza della fine, del suo destino cioè di rivolgersi ad un mondo di valori declinanti ad una storia priva di storicità, sì che le odierne affermazioni circa la fine dell'architettura non sono che riedizioni di atteggiamenti passati rivolti, in fondo, a proseguire la vita

    Il palazzo Littorio di Terragni

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    Il testo si occupa di un noto progetto di Giuseppe Terragni inquadrandolo nella cultura dell'epoca, tra il relativismo pirandelliano e la filosofia della prassi di Gentile, luogo anche del manifestarsi della crisi dell'architetto rispetto alla possibilità per l'architettura di trasmettere valori

    L'espressionismo sociale di Bruno Taut

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    Il saggio tende a contrastare l'interpretazione dell'Espressionismo, in un autore molto significativo per il movimento tedesco, come legato esclusivamente al creativismo artistico che lo rende luogo dell'individualismo irrazionalistico, e, persino, nell'esegesi di Vittorio Gregotti, vome modo propedeutico al nazismo, Il testo mette quindi in luce la formazione politica dell'architetto e l'impegno sociale sia nell'elaborazione teorica che operativa di Taut sull'architettura

    La città infinita

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    L'articolo analizza l'attuale crescita della città che ha perduto ogni contorno, così come era già nella originaria vocazione dell'urbs. Di qui il non più rivolgersi del progetto di architettura all'urbano, secondo una progressiva evoluzione dal moderno ad oggi. L'assenza di riferimenti, secondo la posizione espressa nell'articolo, non deve però condurre ad un solipsistico autocompiacimento, così come accade a tanta architettura odierna, quanto a scoprire il senso etico del costruire per abitare

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    Paolo Cresci, progettista della società di progettazione inglese Burohappold, con sedi in 49 paesi del globo e traduttore in concreto, mediante progettazione esecutiva, delle idee dei maggiori architetti contemporanei da Zaha Hadid a Libenskind ad Eisenman o a Foster, ha illustrato le dinamiche del progetto complesso con esempi di architetture ormai famose nel mondo, che la sua società ha contribuito a realizzare o ha realizzato. Il seminario ha messo in luce come la risposta alle complessità attuali della progettazione, tanto più di opere a grande scala, non sia più data all'architetto tradizionale, isolato artigiano del progetto, quanto a team di specialisti che rendono attuabili in termini strutturali, impiantistici, tecnologici, le idee formali dei progettisti
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