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La misurazione del rischio operativo nelle banche
L'aumento della complessità della gestione aziendale e le proposte del Comitato di Basilea in merito ai requisiti patrimoniali minimi hanno stimolato l'avvio, da parte delle banche, di studi e progetti finalizzati a sviluppare framework di misurazione e gestione del rischio operativo. I tentativi compiuti in questa direzione hanno rivelato che, nonostante le notevoli difficoltà connesse con l'identificazione e la prevenzione/mitigazione del rischio operativo, causate dall'eterogeneità degli eventi da cui esso origina, le principali problematiche con cui il management delle banche deve scontrarsi riguardano la misurazione di tale rischio. Alla luce delle criticità emerse dall'analisi della letteratura in materia e delle esperienze di 10 grandi banche italiane che per prime si sono mosse in questa direzione, il volume vuole evidenziare i diversi aspetti connessi alla costruzione di un framework di misurazione. In particolare, nella prima parte si delineano i profili regolamentari, organizzativi e metodologici di tale misurazione, mentre nella seconda parte si entra nel merito delle singole problematiche della misurazione, soffermandosi sull'esame di alcuni modelli matematico-statistici adottati dalle banche. Le diverse prospettive lungo le quali viene analizzata la costruzione di un sistema di misurazione del rischio operativo rendono questo volume uno strumento di particolare utilità per le banche che intendono costruire un proprio modello in tal senso e che, pur nell'ampia discrezionalità di cui dispongono, potrebbero avere necessità di riferimenti teorici e pratici. La nuova edizione, arricchita da un approfondito esame delle Nuove Disposizioni di Vigilanza per quanto riguarda i metodi base, standardizzato e gli AMA, è stata aggiornata e contiene focus specifici sulle indicazioni della Banca d'Italia in materia di Internal governance e sulla metodologia per la determinazione della misura di rischio operativo (capital at risk)
Il CRM: un nuovo modello di relazione tra banca e cliente
L'abbandono delle strategie basate sulle imperfezioni del mercato e l'orientamento verso strategie di valorizzazione del patrimonio relazionale hanno generato la necessità di conoscere al meglio la propria clientela, di soddisfarne le esigenze e di prevederne i comportamenti, inducendo, anche le banche, a dotarsi di risorse, sia umane che tecnologiche, e di metodologie innovative che consentano di mettere in pratica politiche di selezione e di fidelizzazione.
Il Customer Refationship Management (CRM), fondandosi su ipotesi di relazione stabile tra le variabili service quality, customer satisfaction e customer loyalty e sugli effetti esercitati dalle stesse sugli obiettivi finali, mira a creare valore massimizzando il lifetime value di cliente attraverso la costruzione di relazioni più o meno personalizzate in funzione della redditività attuale e prospettica.
Il volume, che affronta la tematica dei CRM in ambito bancario anche in prospettiva storica e teorica, con ampio ricorso alla letteratura sull'argomento, propone numerosi spunti di analisi pratici, delineando la struttura di un modello di CRM nelle sue componenti soft e hard. Le prime sono relative alle tecniche e alle metodologie di marketing che supportano la gestione del rapporto banca-cliente, alle fasi strategiche su cui si fonda il modello di CRM e alle aree dell'organizzazione bancaria su cui occorre intervenire per rendere operativo l'orientamento al cliente; le seconde si riferiscono agli elementi dell'infrastruttura tecnologica (suddivisa nelle sue componenti analitica, operazionale e collaborativa) che consentono l'esecuzione dei processi iterativi del modello.
Queste argomentazioni sono seguite da riflessioni sulla valutazione della convenienza economica dell'investimento complessivo in un modello di CRM e da un'analisi dei metodi di rilevazione dei livelli di customer satisfaction, la quale assume la connotazione di obiettivo intermedio del modello.
Un rilevante momento di verifica pratica è offerto dalla presentazione, nel volume, dei risultati di una indagine effettuata su un campione di 7 banche, diversificate per dimensioni e assetti produttivi e distributivi, che hanno aderito all'implementazione di un modello di CRM: la lettura dei risultati è rivolta ad evidenziare i momenti di discontinuità tra il modello teorico di CRM e i modelli effettivamente realizzati, tentando di coglierne le cause di fondo e di ipotizzare soluzioni progettuali secondo una logica omologante
L’Operational Risk Management e l’avvio di Basilea 2: temi controversi e sfide per il futuro”
In materia dì rischi operativi, la maggior parte degli studi presenti in letteratura si è concentrata sullo sviluppo di metodologie di quantificazione del capitale economico e
regolamentare assorbito da tali
rischi.Vi sono, tuttavia, ancora molti aspetti su cui non emergono posizioni univoche e che dovranno formare oggetto di nuove prospettive di indagine: il pricing dell'esposizione al rischio operativo; gli indicatori di risk adjusted performance; il trade-off costi-benefici associati con l'adozione dei diversi metodi di misurazione del rischio operativo; la definizione di risk appetite
I requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo: il caso del factoring
Atti di convegno (SLIDE
L'oerational risk management e l'avvio di Basilea 2: temi controversi e sfide per il futuro
In materia di rischi operativi, la maggior parte degli studi presenti in letteratura si è concentrata sullo sviluppo di metodologie di quantificazione del capitale economico e regolamentare assorbito da tali rischi. Vi sono, tuttavia, ancora molti aspetti su cui non emergono posizioni univoche e che dovranno formare oggetto di nuove prospettive di indagine: il pricing dell'esposizione al rischio operativo; gli indicatori di risk adjusted performance; il trade-off costi-benefici associati con l'adozione dei diversi metodi di misurazione del rischio operativo; la definizione di risk appetit
La misurazione del rischio operativo nelle banche
L'aumento della complessità della gestione aziendale e le proposte del Comitato di Basilea in merito ai requisiti patrimoniali minimi hanno stimolato l'avvio, da parte delle banche, di studi e progetti finalizzati a sviluppare framework di misurazione e gestione del rischio operativo. I tentativi compiuti in questa direzione hanno rivelato che, nonostante le notevoli difficoltà connesse con l'identificazione e la prevenzione/mitigazione del rischio operativo, causate dall'eterogeneità degli eventi da cui esso origina, le principali problematiche con cui il management delle banche deve scontrarsi riguardano la misurazione di tale rischio. Alla luce delle criticità emerse dall'analisi della letteratura in materia e delle esperienze di 10 grandi banche italiane che per prime si sono mosse in questa direzione, il volume vuole evidenziare i diversi aspetti connessi alla costruzione di un framework di misurazione. In particolare, nella prima parte si delineano i profili regolamentari, organizzativi e metodologici di tale misurazione, mentre nella seconda parte si entra nel merito delle singole problematiche della misurazione, soffermandosi sull'esame di alcuni modelli matematico-statistici adottati dalle banche. Le diverse prospettive lungo le quali viene analizzata la costruzione di un sistema di misurazione del rischio operativo rendono questo volume uno strumento di particolare utilità per le banche che intendono costruire un proprio modello in tal senso e che, pur nell'ampia discrezionalità di cui dispongono, potrebbero avere necessità di riferimenti teorici e pratici. La nuova edizione, arricchita da un approfondito esame delle Nuove Disposizioni di Vigilanza per quanto riguarda i metodi base, standardizzato e gli AMA, è stata aggiornata e contiene focus specifici sulle indicazioni della Banca d'Italia in materia di Internal governance e sulla metodologia per la determinazione della misura di rischio operativo (capital at risk)
RISCHIO CALCOLATO
La principale problematica con cui il management bancario deve scontrarsi riguarda la misurazione del rischio operativo che genera un'oggettiva difficoltà di quantificazione, ossia. di i11dividua zione di un modello in grado di fornire informazioni atte a predire le possibili manifestazioni patologiche. Al contrario, le conseguenze economiche generate dalla manifestazione degli stessi è incontrovertibil
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