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    La mano pesante del Gaddus. Mascherate priapèe di Gadda

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    La nuova edizione di Paola Italia e Giorgio Pinotti (Adelphi 2016) del controverso saggio antifascista Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda, scritto nel 1944-45 ma pubblicato per la prima volta (e in forma parziale) da Garzanti solo nel 1967, consente una lettura diversa di questo pezzo di prosa parossistica. La maschera eteronima dell'editore «Alì Oco de Madrigal» non è solo un cliché letterario, ma il sintomo di un profonda imbarazzo in un autore che fu, in gioventù, un fervido fascista: l'incredibile veemenza verbale del suo j'accuse a Mussolini (e, inoltre, al popolo italiano, soprattutto alle donne italiane) è un'auto-accusa segreta e obliqua. E, in termini letterari, un notevole esempio dell'impulso manieristico di Gadda alla maschera e alla dissimulazione (non solo per ragioni letterarie o politiche, ma – forse originariamente – a causa della sua celata omosessualità). The new edition by Paola Italia and Giorgio Pinotti (Adelphi 2016) of Carlo Emilio Gadda’s controversial anti-fascistic essay Eros e Priapo, written in 1944-45 but first published by Garzanti only (and partially) in 1967, allows a different reading of this paroxysmal piece of prose. The eteronimous mask of the editor «Alì Oco de Madrigal» is not only a literary cliché, but the symptom of a deep embarassment in an author who was a fervid fascist, in his youth: the incredible verbal vehemence of his j’accuse to Mussolini (and, moreover, to italian people, especially to italian women) is a secret and oblique self-accusation. And, in literary terms, a remarkable example of Gadda’s manneristic impulse to the mask and the dissemblance (not only for literary or political reasons, but – perhaps originally – due to his hidden omosexuality)

    Libri segreti. Autori-critici nel Novecento italiano

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    Il volume, dopo un’introduzione storico-teorico sul tema, raccoglie una serie di interventi monografici su autori per lo più del secondo Novecento italiano nei quali la scrittura critica abbia una sua rilevanza, oltre che appunto in sede interpretativa, come rivelazione di sé (il «libro segreto» di cui parlava Gianfranco Contini a proposito di Emilio Cecchi) e, insieme, come autonomo valore testuale. Vengono trattati poeti come Eugenio Montale, Franco Fortini e Andrea Zanzotto, Alfredo Giuliani ed Edoardo Sanguineti; narratori come Alberto Savinio e Tommaso Landolfi, Carlo Emilio Gadda e Italo Calvino, Giorgio Manganelli e Gianni Celati

    La cosa in più

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