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    Le disposizioni testamentarie rimesse all'arbitrio del terzo

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    Dopo una ricognizione del quadro normativo di riferimento, il contributo evidenzia, in conclusione, un difetto di logica sistematica nella formulazione degli artt. 631 e 632 c.c. In particolare, si ritiene opportuna l’adozione di un criterio uniforme, per la determinazione sia dell’oggetto sia del beneficiario del legato, da parte di un terzo, idoneo ad un’effettiva e non soltanto formale salvaguardia del principio della personalità, nonché l’espressa previsione della facoltà di ricorso al giudice, nel caso di mancata determinazione dell’oggetto del legato, o di scelta iniqua, da parte del terzo

    Interdizione in giovane età e tutela congiunta

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    Dopo una disamina dell’attuale quadro normativo, così come delineato dalla legge sull’amministrazione di sostegno, si ritiene che la questione della nomina congiunta dei genitori quali tutori del figlio non costituisca, come pure sostenuto da parte della dottrina, una soluzione automatica, imposta dall’equiparazione delle posizioni genitoriali in seguito alla riforma del diritto di famiglia. Piuttosto, pare opportuno rimettere al giudice tutelare il compito di valutare, volta per volta, se sussistano condizioni particolari tali da giustificare, nell’esclusivo interesse dell’interdetto, la nomina congiunta. Una simile evenienza, infatti, potrebbe risultare pericolosa per l’incapace, sia per i possibili conflitti tra i tutori, sia perché, in caso di compimento di atti dannosi per l’incapace, sarebbe più difficile, se non impossibile, l’individuazione del tutore chiamato a risponderne

    La successione mortis causa nelle situazioni possessorie

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    La situazione possessoria passa all'erede solo a seguito di accettazione e presuppone sia l'esistenza del rapporto successorio in capo al de cuius al momento dell'apertura della successione, sia la qualità di erede, legittimo o testamentario, in capo al successore. L'accettazione è indispensabile per esercitare le azioni possessorie. Il discorso si complica con riferimento alle ipotesi di possesso precario, quale è il possesso a titolo di usufrutto, uso e abitazione. La Suprema Corte, sul presupposto che il possesso si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio non soltanto del diritto di proprietà, ma di ogni altro diritto reale, ha statuito che l'erede di chi possedeva la cosa come usufruttuario sia legittimato ad esperire la tutela possessoria anche nei confronti della persona divenuta piena proprietaria del bene per effetto dell'estinzione del diritto di usufrutto di cui era titolare il de cuius. La dottrina, dal canto suo, non ha mancato di manifestare qualche perplessità, specie con riferimento alla difficoltà di conciliare il passaggio del possesso in capo all'erede, in presenza di una norma (art. 1014, n. 2, c.c.) che dispone essere causa di estinzione dell'usufrutto la riunione dello stesso e della proprietà nella stessa persona

    Acquisti per accessione in regime di comunione legale tra coniugi

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    Il contributo ripercorre l’annosa questione giuridica, che ruota attorno all’ipotesi della costruzione edilizia realizzata, post nuptias, in regime di comunione legale, su un fondo di proprietà esclusiva di uno dei coniugi, quando i materiali impiegati o il danaro speso come corrispettivo dell’appalto non siano anch’essi beni personali del dominus soli, ai sensi dell’art. 179 c.c. Al riguardo, si osserva come la Corte di Cassazione interpreti restrittivamente l’art. 177, 1o co., lett. a), c.c., così escludendo dalla comunione legale tra coniugi gli acquisti per accessione, e, più ingenerale, quelli a titolo originario, in quanto la locuzione «acquisti compiuti» utilizzata dalla norma implica il pregresso espletamento di un’attività negoziale da parte del coniuge, vale a dire un acquisto a titolo derivativo. La giurisprudenza di legittimità, inoltre, nega la configurabilità, in favore della comunione, di un diritto di superficie sulla costruzione eseguita sul suolo di proprietà esclusiva di uno dei coniugi, presupponendo il diritto in questione un titolo costitutivo di natura negoziale soggetto alla forma scritta ad substantiam. Si ritiene, in conclusione, che la tutela del coniuge non proprietario del suolo operi non già sul piano del diritto reale – non potendo questi vantare alcun diritto di proprietà, anche superficiaria, sulla costruzione eseguita su suolo personale del coniuge – bensì su quello obbligatorio, nel senso che gli compete un diritto di credito, di valore, relativo alla meta dell’importo dei materiali e della manodopera impiegati nella costruzione

    L'obbligo di mantenimento dei figli e il concorso negli oneri

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    Prendendo spunto da un provvedimento reso dal Tribunale di Trieste, si analizza il contenuto dell’obbligo di mantenimento gravante su entrambi i genitori, nonché il criterio per la ripartizione degli oneri comuni. Viene poi esaminato l’àmbito di applicazione della tutela riservata ai crediti di mantenimento e la legittimazione passiva nello speciale procedimento ex art. 148 c.c

    L'adozione di maggiorenne nel caso particolare di famiglia ricostituita

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    La sentenza in commento affronta il problema della tutela dei vincoli affettivi all’interno della famiglia ricostituita. In particolare, la Corte di Cassazione ha statuito che la presenza di figli minori dell’adottante, come tali incapaci, per ragioni di età, di esprimere un valido consenso, non costituisce un impedimento alla richiesta di adozione, qualora riguardi un soggetto maggiorenne, figlio del coniuge dell’adottante, che già appartenga, insieme al proprio genitore naturale ed ai fratelli minorenni ex uno latere, al contesto affettivo della famiglia di accoglienza. Riconoscendo il valore della famiglia ricostituita, la Suprema Corte ha introdotto un nuovo tipo di adozione, definibile, per analogia con la fattispecie prevista dall’art. 44, 1o co., lett. b), l. n. 184/1983, come adozione del maggiore di età nel caso particolare di famiglia ricostituita. Tale forma di adozione assolve anche alla ratio del consolidamento dell’unità familiare, attraverso la formalizzazione di un rapporto di accoglienza già sperimentato e concretamente vissuto

    La trasmissione ereditaria delle c.d. <<nuove proprietà>>

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    Il contributo affronta il problema della trasmissione ereditaria delle c.d. "nuove proprietà", con particolare riferimento al posto di lavoro (c.d. property in job), alle abilitazioni, alle licenze ed alle concessioni necessarie per accedere o per esercitare determinate attività protett

    Locazione

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    Il contributo è incentrato sulla disciplina del contratto di locazione, anche alla luce dei pricipali arresti giurisprudenziali

    La fideiussione al fideiussore

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    Lo studio, muovendo dalla distinzione tra «fideiussione del fideiussore» e «fideiussione al fideiussore», analizza la natura della pretesa che discende da quest’ultimo contratto, al fine di esaminare il trattamento concorsuale del credito contro il fideiussore di regresso

    La successione mortis causa nei diritti reali

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    Il contributo analizza il trattamento successorio dei diritti reali di godimento e di garanzia. Sebbene il nostro ordinamento sia improntato alla tendenziale continuazione di tutti i rapporti patrimoniali facenti capo al defunto, vi sono, tuttavia, alcuni diritti reali che, in quanto strettamente personali, non possono eccedere la vita del loro titolare. Altri diritti, invece, non si trasmettono separatamente dalla cosa su cui gravano
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