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Assisteza domiciliare integrata
Nell’ultimo decennio il progressivo invecchiamento della popolazione con il conseguente incremento delle patologie cronico-degenerative e della disabilità (secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Istat, in Italia le persone non autosufficienti
sono 2 milioni e 609 mila di cui il 77% persone anziane), hanno fatto sì che la rete dei percorsi assistenziali offerti dal Servizio Sanitario Nazionale si sia sempre più sviluppata a livello territoriale, lasciando all’ospedale principalmente il compito di garantire le cure per le malattie acute.
Uno dei nodi più importanti di tale rete è rappresentato dall’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), modalità assistenziale che negli ultimi anni si è andata diffondendo in maniera disomogenea, su tutto il territorio nazionale
Malattie cutanee nei frequentatori delle piscine: identificazione dei principali fattori di rischio
INTRODUZIONE: Il problema delle patologie dermatologiche nei frequentatori abituali degli impianti natatori non viene approfondito in Letteratura.
OBIETTIVI: Valutare la diffusione delle patologie cutanee nei frequentatori delle piscine ed in particolare i possibili determinanti delle verruche.
METODI: In quattro piscine del Comune di Verona sono stati arruolati 1136 soggetti (età media 31,0±11,1 anni; 41,0% maschi) a cui è stato somministrato un questionario per valutare la durata della frequentazione della piscina, il rispetto
delle norme igieniche e la presenza in anamnesi di patologie cutanee. Successivamente, gli stessi soggetti sono stati sottoposti a visita dermatologica. Una stima del numero medio di frequentatori annui delle quattro piscine prese in considerazione è stata ottenuta mediante i registri delle presenze del 2006.
RISULTATI: La frequenza media annua nelle quattro piscine era: piscina “A” 80.500 presenze/anno; piscina “B” 71.500 presenze/anno; piscina “C” 115.000 presenze/anno; piscina “D” 120.000 presenze/anno. Il 64,3% dei soggetti ha dichiarato in anamnesi una malattia cutanea, mentre alla visita dermatologica,
123 soggetti (10,8%) hanno presentato una malattia cutanea trasmissibile. Nel modello di regressione logistica la presenza di verruca in anamnesi è risultata significativamente associata agli anni di frequentazione (OR=1,043; 95%CI:1,023-1,065; p<0,001) ed alla piscina frequentata (OR piscina D vs piscina B = 1,903; 95%CI: 1,114-3,250; p=0,019).
CONCLUSIONI: Lo studio evidenzia come più del 10% dei frequentatori abituali delle piscine continui ad accedere agli impianti nonostante presenti una patologia cutanea trasmissiva. Con particolare riferimento alle verruche, sembra che la probabilità di insorgenza sia proporzionale agli anni di frequentazione degli impianti e al numero di frequentatori. Ulteriori studi dovranno essere condotti per confermare tale ipotesi
Valutazione dell’applicabilità del modello organizzativo della weeksurgery alle Chirurgia Generale di un Presidio di un’AziendaOspedaliera del Veneto
OBIETTIVI: Lo sviluppo di innovative tecniche chirurgiche ed
anestesiologiche e l’implementazione di modelli organizzativi orientati all’appropriatezza dei percorsi di cura nella gestione dell’assistenza ospedaliera, hanno determinato modifiche dell’attività chirurgica con lo sviluppo della week-surgery (w-s). Lo studio intende valutare l’applicabilità di tale modello alle tre Unità Operative di Chirurgia Generale dell’Ospedale Civile Maggiore nell’A.O. di Verona.
MATERIALI: Dalle schede di dimissione ospedaliera del 2008 sono stati estratti i ricoveri programmati in regime ordinario delle tre U.O. Per il calcolo delle giornate di degenza e dei posti letto dedicati alla w-s sono stati considerati solo i ricoveri con DRG chirurgico, che presentavano in più dell’80% dei casi una degenza post-intervento superiore alle 24h ed inferiore o uguale a 4 giorni. Un ulteriore selezione dei ricoveri è stata effettuata attraverso un audit con gli specialisti chirurghi, sulla base dell’applicabilità del modello organizzativo alle diverse tipologie di intervento.
E’ stata infine calcolata la dotazione di posti letto dedicata e l’organico totale necessario.
RIASSUNTO: Complessivamente 1.340 ricoveri (il 57,8% dei ricoveri ordinari programmati) sono risultati essere ordinari programmati, con DRG chirurgico e aventi una degenza post-intervento superiore alle 24h ed inferiore o uguale a 4 giorni. Di questi, a seguito dell’audit interno, 772 sono stati selezionati per la w-s. Le giornate di degenza per tali ricoveri sono risultate essere 2.504. Considerando un tasso di occupazione dell’80%,
il numero di posti letto dedicabili alla w-s risulta essere di 13-14 su un totale di 60. Si prevede un recupero mensile di 7 turni di assistenza infermieristica.
CONCLUSIONI: L’applicazione del modello organizzativo della weeksurgery integrata tra le tre U.O. sembra rispettoso del criterio di efficienza ed appropriatezza nella gestione del percorso assistenziale in chirurgia generale, comportando una migliore razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse umane. Gli eventuali vantaggi sul piano economico gestionale dovranno essere approfonditi con ulteriori studi
Monitoraggio e criticità del processo di dimissione in un reparto internistico di un'Azienda Ospedaliera del Veneto
INTRODUZIONE: Un ruolo cruciale nel percorso assistenziale di ogni paziente al fine di garantire un’appropriata continuità delle cure è svolto dal processo di dimissione dalle unità operative ospedaliere per acuti.
OBIETTIVO: Monitorare il processo di dimissione all’interno di un’unità operativa di medicina interna dell’Azienda Ospedaliera di Verona, identificandone le eventuali criticità.
MATERIALI E METODI: Sono stati studiati 113 pazienti (età media 73,8±15,5; 50,4% maschi) ricoverati presso l’Azienda dal 16 novembre al 31 dicembre 2007. È stata predisposta una scheda di rilevazione per la raccolta dei dati riguardanti le condizioni cliniche, le modalità di dimissione ed il coinvolgimento
dei familiari e/o pazienti nel processo di dimissione. È stata considerata “difficile” la dimissione che ha determinato una riorganizzazione a livello familiare del paziente.
RISULTATI: 97 pazienti (85,8%) presentavano tre o più patologie concomitanti. La degenza mediana è stata di 12 giorni (RI:10-17). 64 (56,6%) hanno avuto una degenza superiore al valore medio riferito al DRG di appartenenza e 12 (10,8%) superiore al valore soglia; 39 (34,5%) sono stati dimessi nel week-end e 10 (8,8%) hanno avuto una dimissione difficile. Per 7 pazienti
(6,2%) è stata attivata l’ADI e solo in 1 caso vi è stato un coinvolgimento diretto del medico di base al di là della lettera di dimissione. Il colloquio predimissione con familiari e/o paziente è stato effettuato solo nel 41,6% dei casi e la comunicazione della dimissione è avvenuta nel 48,2% il giorno stesso, nel 40,2% il giorno precedente e nell’11,6% due o più giorni prima.
CONCLUSIONI: La nostra indagine sembra evidenziare come il processo di dimissione presenti delle criticità (dimissioni del fine settimana, mancato coinvolgimento dei familiari e dei pazienti e non attivazione dell’assistenza territoriale) che possono minare la continuità assistenziale e che rendono necessaria una riorganizzazione del percorso di dimissione stesso
Gli indicatori AHRQ PSI per la gestione della sicurezza del paziente nell’Azienda Ospedaliera di Verona
La US Agency for Healthcare Research and Quality (US AHRQ) ha ideato degli indicatori (chiamati AHRQ PSI) da utilizzare al fine di individuare, caratterizzare e prevenire gli eventi avversi legati all’assistenza ospedaliera. Il nostro studio ha valutato la capacità degli AHRQ PSI applicati presso l’Azienda Ospedaliera di Verona di fornire
informazioni adeguate per tale scopo
Associazione tra alterazioni posturali ed apparato stomatognatico in un campione di adolescenti della provincia di Cuneo
INTRODUZIONE: In Letteratura si ipotizza possa esistere un’associazione tra presenza di alterazioni occlusali e squilibri della postura.
OBIETTIVO: Obiettivo del presente studio è valutare i determinanti della dismetria funzionale degli arti inferiori.
MATERIALI E METODI: Nell’ambito di un progetto riguardante la salute nelle scuole della provincia di Cuneo, è stato condotto uno studio trasversale su 215 alunni di scuole medie inferiori e superiori di età compresa tra 11-17 anni.
I partecipanti sono stati sottoposti alle seguenti valutazioni: inclinazione dei piani frontali di spalle e bacino; lunghezza degli arti inferiori, misurata in clinostatismo dalle spine iliache antero-superiori al malleolo mediale; presenza di schiocco dell’articolazione temporo-mandibolare; identificazione della
classe occlusale (1a, 2a, 3a e mista); distanza sul piano occlusale tra il bordo dell’incisivo superiore e quello inferiore (overjet).
RISULTATI: 154 soggetti (71,6%) erano femmine e 107 (49,8%) nella fascia di età compresa tra 11 e 13 anni. L’81,4% presentava un’inclinazione dei piani spalle-bacino, ed il 28,4% una dismetria funzionale degli arti inferiori. Il 52,5% era in 1a classe dentale e lo schiocco dell’articolazione temporo-mandibolare era presente nel 23,3%; l’overjet è risultato in media pari a 3,0 mm (±1,8). Dal
modello di regressione logistica emerge che l’età più avanzata (OR=2,40; 95%IC: 1,04 ; 5,56; p=0,041), lo schiocco dell’articolazione temporo-mandibolare (OR=2,87; 95%IC: 1,34 ; 6,15; p=0,007) e la classe dentale diversa dalla prima (OR=2,17; 95%IC:1,09 ; 4,33; p=0,027) sono associati con la dismetria funzionale degli arti inferiori.
CONCLUSIONI: Il presente studio suggerisce che la presenza di difetti funzionali della mandibola e dell’occlusione possa influenzare lo sviluppo di alterazioni posturali. Tuttavia l’indagine non è conclusiva e sono necessari ulteriori studi per confermare tale associazione
Avvio di un sistema gestionale per la performance dei medici presso il pronto soccorso di un'Azienda Ospedaliera del Veneto
INTRODUZIONE: Negli ultimi anni in Italia si riscontra un costante
aumento da parte della popolazione generale a ricorrere alle strutture di emergenza-urgenza ospedaliera, con importanti ripercussioni sul versante organizzativo e gestionale.
OBIETTIVO: Valutare mediante indicatori di performance quali-quantitativa l’attività del Pronto Soccorso (PS) dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona.
MATERIALE E METODI: È stato sviluppato nell’ambito del sistema
informativo del PS un sistema gestionale per l’analisi della performance dei medici afferenti all’Unità Operativa. Sono stati considerati gli accessi avvenuti dal 1° gennaio al 31 luglio 2007.
RISULTATI: Sono stati registrati 48.889 accessi. I tempi di attesa sono risultati proporzionali alla priorità assegnata al triage: in media 4,4 minuti per i codici rossi (dovuti ai tempi tecnici di registrazione della scheda), 9 per i gialli, 31,6 per i verdi e 30,3 per i bianchi. 5.848 accessi (12,0%) sono esitati in ricovero di cui oltre il 30% (1.970) in un reparto geriatrico. In media sono state erogate 2,9 prestazioni, 8 esami di laboratorio e 1,5 esami strumentali per paziente. Quest'ultimo dato si differenzia per alcuni esami strumentali a seconda del medico prescrittore: -Rx addome: max=1/5 pz; min=1/333 pazienti - Ecodoppler: max=1/20 pazienti; min=0 -Ecoaddome: max=1/17 pazienti;
min=1/1000 pazienti -Rx torace: max=1/3 pazienti; min=1/200
pazienti. La variabilità di accesso alla diagnostica per immagini registrata tra professionisti può essere solo parzialmente giustificata dalla variabilità clinica dei casi, trovando spiegazione anche nella variabilità dei percorsi diagnostici seguiti dai singoli medici.
CONCLUSIONI: I risultati sembrano indicare che il sistema di valutazione gestionale implementato possa fornire una prima base di dati per analizzare l’appropriatezza clinico-organizzativa dei percorsi assistenziali seguiti nella gestione degli accessi al PS. La variabilità nel ricorso alla diagnostica per immagini sembra indicare la necessità di adottare protocolli condivisi tra i diversi professionisti e di avviare un sistema di monitoraggio del loro utilizzo
Diagnosi precoce del cancro polmonare in una popolazione ad alto rischio a Verona
Il tumore del polmone rappresenta la principale causa di morte per cancro in Italia e nel mondo. Attualmente le possibilità terapeutiche, dopo diagnosi sintomatica, sono limitate dall’avanzato stadio di neoplasia.Il progetto S.T.O.P. (Studio Tumori Operabili Polmonari), del quale vengono presentati i primi risultati, si pone l’obiettivo di realizzare un programma di diagnosi precoce dei tumori polmonari centrali e periferici in soggetti volon-tari ad alto rischio, arruolati nella Provincia di Veron
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