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A Transport Theory Route to the Dirac Equation
Starting from the similarity between the spherical harmonics approximation of order one to the linear transport equation (usually referred as P1 approximation) and the Klein-Gordon equation of the quantum physics, an extended set of equations is introduced, which is proved to be equivalent to the Dirac equation with imaginary mass. Conversely, when a real mass is restored into the extended P1 system, a new equation is obtained, whose solutions are superposition of the spinors for a 12− spin particle and the corresponding antiparticle
Study on electron emission by a spherical object: dynamics of trapped particles
In this paper, the dynamics of electrons emitted by a spherical object when the total charge of the system is constant is studied in detail. In particular, the condition for which the total electron charge presents damped oscillations is deduced rigorously by considering a perturbation with respect to the steady-state solution. The results obtained can be of utility in simulating the expansion of a spherical plasma by separating the ion and electron time scales
Enhanced platelet response to PAF in children with atopic asthma.
World Asthma Meeting. Barcelona, Spain
“VEDERE È UNA DANZA”. L’APPROCCIO AMERICANO PRAGMATICO ALLA TECNOLOGIA E QUELLO COMPOSITIVO E SIMBOLICO DI MATRICE EUROPEA
L’immagine della città di Kevin Lynch, uno dei testi che definiscono quel crinale della
storia dell’architettura contemporanea, databile intorno agli anni 1960 del secolo scorso,
in cui si mettono in discussione i principi del Movimento Moderno, tanto rispetto
all’oggetto architettonico quanto in relazione alla città, muove da una posizione riformista:
confrontandosi con la velocità e la vastità delle trasformazioni indotte nell’ambiente
urbano dalla pluralità dei processi di espansione e di ricostruzione. L’autore si pone
l’obiettivo esplicito di dotare il pianificatore degli strumenti di analisi necessari per
arrivare al controllo della produzione dell’immagine urbana tramite la stesura di un piano
visivo della città, che promuova il riordino delle immagini mentali pubbliche dell’ambiente
urbano, in vista di una maggiore integrazione del cittadino col proprio luogo di residenza
e di lavoro (A. Vezzani).
L’approccio lynchano tende ad accentuare un possibile ordine esistente al di sotto
delle apparenze caotiche della scena urbana e si propone di accentuarlo aumentandone
la figurabilità, ovvero l’individualità ed evidenza visiva delle forme.
Lynch, del resto, in un suo testo pubblicato postumo, The travel journals (1952-53),
propone ancora la città italiana, Firenze, Roma e Venezia come modello urbano di
figurabilità, e riconosce però allo stesso tempo anche ai segnali della comunicazione Pop
un valore di strutturazione dell’immagine urbana, ad esempio nella sua analisi di Scollay
Square a Boston.
Il progetto a cui punta Lynch è il progetto della figurabilità urbana, destinato a
formalizzarsi in un piano visivo che l’autore non circoscrive al solo ambito estetico: Lynch
mira a quel benessere e a quella sicurezza psichica degli utenti urbani (feeling of
adeguacy) che si lega alle capacità di orientamento; la figurabilità è quindi leggibilità delle
matrici visive.
Il fine è quello di poter arrivare a progettare un’immagine mentale pubblica condivisa
della città. Il progetto di architettura allora deve costituire un tratto saliente della città in
quanto costitutivo della sua immagine mentale. Quello che Lynch chiama landmark,
allora, possiamo intenderlo non solo come meta visiva, quanto piuttosto come “marchio
del piede” della torre e soprattutto come costruzione di uno skyline per un paesaggio
totale reso visibile. Firenze diventa modello di paradigma urbano che dispone le piante e
prepara le scene. Torre urbana e Cattedrale sono allora marchi diversi per il flusso
pedonale e sono potenti indici di posizione. La torre di Giotto, allora, danza con la cupola
del Brunelleschi, perché “vedere è una danza”, ma già nella storica Firenze, quando la
città salta di scala nella terza cerchia, il landmark deve assumere la funzione di marchio
alla scala del paesaggio deve mettersi in relazione con i suoli, le reti e i paesaggi.
Oggi, infatti, il grattacielo viene inteso come elemento che costringe la tipologia a
ibridarsi
Thermodynamic and metrological issues in environmental measurements
Environmental measurements represent a phenomenal societal and scientific challenge of ever-growing importance in the light of the ongoing and future climate variability. Thermal quantities (air, sea, snow and soil temperature, humidity, permafrost depth) are key among the Essential Climate Variables (ECVs) as defined by the WMO Global Climate Observing System in these areas. In order to accurately capture climatic trends and enable early detection, metrological rigor in terms of sensor calibration and uncertainty budget evaluation are of paramount importance. For this reason, the metrology and meteo/climatic communities have started a decade-long ongoing cooperation through the mutual recognition accords between the WMO and BIPM, which led to the exchange of representatives in WGs, the co-hosting of a series of joint workshops (“Metrology for Climate Action”), and a general strict cooperation, through the development of new measurement techniques and instruments; the understanding of uncertainty components both for laboratory calibration and for field conditions; the accurate evaluation of quantities of influence; and the development guidelines, best practices and recommendations
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