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    Borghi Rurali e Nuclei Urbani di Fondazione. Disegno, rilievo e documentazione dei sistemi architettonici del primo Novecento in Basilicata

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    La Ricerca svolta durante le attività previste dal programma PRIN 2004/2006 si è orientata su temi specifici inerenti il programma preliminare. In particolare la ricerca è stata orientata sul periodo relativo alla prima metà del novecento, quando le vicende storiche ed economiche del tempo generarono nuovi criteri insediativi nelle città e nelle campagne, costruiti su progetti a scala urbana ed architettonica ex novo. In quegli anni, in generale densi di significativi mutamenti, molto ricca fu nel nostro paese la sperimentazione di nuovi linguaggi architettonici e principi urbanistici, definibili moderni per le loro finalità sociali esaltate dalla ricostruzione postbellica, prima ancora che per quelle estetiche e tecniche conseguenti l’uso di nuovi materiali e tecnologie. La riforma delle campagne provocò nuovi sistemi insediativi che caratterizzarono la vita ed il paesaggio rurale, dove borghi, centri di servizio e case coloniche ridisegnarono l’ambiente circostante. Ma accanto alla riforma delle campagne ed ai nuclei urbani (rispetto ai quali si è studiato il Rione Crispi di Potenza) si svilupparono, analogamente, i sistemi architettonici complessi che, sebbene non rispondono sempre ad esigenze abitative, rientrano in una organizzazione sistematica delle forme urbane legate alle funzioni specialistiche ed alle architetture. In quest’ambito si é analizzato il Progetto Ophelia a Potenza, redatto da Quaroni e da Marcello Piacentini nel 1906, che si struttura in un'area sub-urbana servita da una importante arteria stradale di collegamento con Avellino, dalla stazione ferroviaria e dalla caserma militare. L'impianto, progettato in ogni sua componente, associa il posizionamento planimetrico di ogni elemento ad una funzione precisa, leggibile già da una vista d'insieme. Dal punto di vista formale, geometrico e compositivo, il sistema architettonico complesso, così come concepito, ha molte analogie con le città di fondazione. Queste due realtà insediative (borghi rurali, nuclei urbani e sistemi architettonici complessi) della prima metà del 900 sono state oggetto di studio nella ricerca in oggetto

    Architettura e acqua. Piccoli manufatti e grandi cisterne a Matera. Rilievi, disegni e sperimentazioni con scanner laser3D

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    Il contratto di ricerca che la Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata ha affidato all’Università degli Studi della Basilicata - C.A.S.D., con sede in Matera, e l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, unità operativa di Potenza, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, per indagini conoscitive degli ambienti ipogei del Palombaro grande, è stato determinato dall’eccezionale valore storico/ambientale del complesso monumentale “Palombaro grande” di Matera e dei connessi locali ipogei, dal punto di vista storico, architettonico, artistico, idraulico e naturale. Il gruppo di ricerca multidisciplinare è stato coordinato dal Prof. Arch. Antonio Conte. La ricerca e l'attività documentaria è stata diretta principalmente all'affermazione del disegno di rilievo quale principale tramite di lettura e di conoscenza della realtà e come mezzo risolutore nella percezione e raccolta di informazioni visive e grafico-formali. L'operazione di rilevamento fornisce uno strumento di base il cui obiettivo è la conoscenza scientifica per la conservazione finalizzata agli interventi di recupero per la creazione di percorsi storico-culturali reali e virtuali e per una sostenibilità sia della risorsa acqua che delle tradizioni costruttive legate alla valorizzazione e tutela del territorio nel senso dei suoi manufatti, naturali ed artificiali. Una ricerca dei luoghi in cui la storia ha lasciato le sue tracce con piccole architetture destinate alla gestione e l’utilizzo della risorsa “acqua”, comparati a realtà e destini simili presenti nel contesto europeo
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