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    Asius fr. 13 Davies (= Bernabé = West = Tsagalis): note testuali e proposta di esegesi (con qualche osservazione su Duride)

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    The paper offers a critical discussion of the main textual problems of the fragment (esp. ll. 3, 4 s., 7), an analysis of the citation context both in Duris of Samos and in Athenaeus, and an overall interpretation of the text that reverses the canonical one established by Bowra (1957) and shared by the majority of scholars until today: instead of thinking that Duris manipulates Asius’ text to blame his fellow citizens, it is more likely that Athenaeus manipulates Duris; the fragment of Asius, for its part, seems to be pervaded by a certain irony towards the customs of the Samians, and characterized by a serio-comic tone that was perhaps typical of the poet, who cannot be placed with confidence in the full archaic age

    Schol. Soph. OT 1025 and Its Possible Contribution to Sophocles’ Text

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    Costituzione testuale del v. 1025 dell'Edipo re sofocleo: lo scolio ad l., se ricondotto alla sua probabile stesura d'origine, dimostra la necessità di correggere il pass

    Come grida Filottete? Soph. Ph. 11 e altro Sofocle in Sofocle (con un excursus sulle varianti della ‘famiglia romana’)

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    At Soph. Phil. 11 the manuscript tradition is divided between the variants στενάζων (more widely attested) and ἰύζων (found in the socalled ‘Roman family’). Editors often prefer στενάζων because they believe that the difficilior ἰύζων derived from the locus similis of Soph. Tr. 787. A thorough examination of the main variant readings offered by the ‘Roman family’ shows that this eventuality is very unlikely: ἰύζων is almost certainly to be preferred to στενάζων. The textual problem leads us to reflect on certain aspects of Sophocles’ formulaic style, and more particularly on the possibility that identical or very similar expressions can occur in works very distant from a chronological point of view

    Pericle disse «sì»? Nota senofontea (Mem. I 2,46)

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    Osservazioni d'ordine critico-testuale, esegetico e storico al dialogo senofonteo fra Pericle e Alcibiade circa la natura "legale" o "tirannica" della democrazia atenies

    Ancora su Thgn. 39-52

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    Exegetical and textual observations on Thgn. 39-52, with special attention to ll. 43-50 and 51f., also in the light of the probable imitation of these discussed verses in Sophocles and Herodotus

    Tragedia e “traduttese” (questione d’esegesi, non solo di gusto)

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    L'articolo approfondisce le ricerche dell'autore sullo stile e sugli effetti della lingua standard delle traduzioni classiche contemporanee ("traduttese", secondo una definizione ormai invalsa): di tale lingua standard si descrivono le caratteristiche generali sotto il profilo stilistico, si sintetizzano le origini sotto il profilo storico, e si precisano gli effetti con alcuni esempi tesi a mostrare come la lingua media della traduzione contemporanea da un testo antico (nel caso specifico, l'Elettra sofoclea) celino essenziali aspetti del testo originale, compromettendone l'intelligenza non solo in termini di stile, ma anche in termini esegetici più estesi. Il "traduttese" non occulta solo il livello espressivo del testo originale: ne occulta il senso

    Sofocle, Edipo a Colono

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    Traduzione, appositamente pensata per la pubblica lettura, di una fra le più celebri tragedie della produzione attica di età classic

    I filologi e gli angeli. È di Eugenio Montale il «Diario postumo»?

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    Ricerca dedicata a dimostrare l'impossibilità di attribuire il cosiddetto "Diario postumo" (Milano, Mondadori, 1996) al suo autore presunto, Eugenio Montale. Il volume rilancia il dibattito suscitato da Dante Isella nel 1997-1998 e adduce nuovi argomenti per ritenere la raccolta un falso

    Le "gnomai" di Crizia. Noterella a Philostr. VS I 16

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    Nota esegetica dedicata a una problematica espressione di Filostrato: se correttamente intesa, tale espressione può fornire utili indicazioni in merito alla conoscenza dell'opera di Crizia in età imperial

    Un vecchio falso che ritorna in vita: le inverosimili “Petrarchiste marchigiane” fra questioni di autenticità e questioni di genere

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    L’articolo discute l’autenticità degli undici sonetti attribuiti a un presunto gruppo di poetesse marchigiane del Trecento (Leonora della Genga, Ortensia di Guglielmo, Livia da Chiavello, Elisabetta Trebbiani), noti a partire dal xvi secolo e giudicati falsi da numerosi critici (maschi) del xix secolo. Di recente, i sonetti sono stati rivalutati alla luce degli Women Studies contemporanei, e sono stati considerati l’autentico prodotto di una scuola poetica femminile ispirata dal modello di Petrarca. Tuttavia, sulla base di argomenti stilistici, metrici e tematici, è facile dimostrare la falsità dei sonett
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