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Il trionfo della morte di Palermo. Un'allegoria della modernità
Originariamente collocato nel cortile dell’Ospedale Grande e Nuovo in Palazzo Sclafani, il Trionfo della morte – ora custodito nella Galleria di Palazzo Abatellis, a Palermo – è una straordinaria enciclopedia iconografica medievale e moderna, di cui non conosciamo l’autore.
Il libro di Michele Cometa è una guida all’interpretazione del tessuto narrativo di questo formidabile affresco. Le molteplici fonti pittoriche e letterarie che ne costituiscono la trama convergono nel tratteggiare – evocando la peste nera che imperversava in Europa da più di un secolo – una sorta di confutazione iconologica del retribuzionismo medievale. Le pene mondane, infatti, non sono qui più riconducibili al peccato, ma si stemperano in una melanconia tutta modernaOriginally located in the courtyard of the Great and New Hospital in Palazzo Sclafani, the Triumph of Death - now housed in the Gallery of Palazzo Abatellis, in Palermo - is an extraordinary medieval and modern iconographic encyclopedia, of which we do not know the author.
Michele Cometa's book is a guide to interpreting the narrative fabric of this formidable fresco. The multiple pictorial and literary sources that make up the plot converge in outlining - evoking the black plague that raged in Europe for more than a century - a sort of iconological refutation of medieval retribution. In fact, worldly pains are no longer attributable to sin, but are dissolved in a wholly modern melancholy
The Literary Life of Pictures: A Theory of Description
This book offers a theory of ekphrasis—the literary description of an artwork—from the perspective of Visual Culture studies. A theory of ekphrasis must take into account not only the rhetorical strategies articulated in the description of artworks, but also the complex interplay that holds together the pictures that are described, the gazes that rest on them, and the dispositives that mediate them. It is therefore a matter of linking the study of the verbal rhetoric with the dynamics that are established between the author, the reader, and the visual artworks, real or fictive, as well as the performative aspects of description and the mediascapes that, from time to time, condition the gaze and the visual experience of the authors and the readers. This book proposes thus to consider both the intradiegetic aspects of description and the extradiegetic ones that condition its verbal texture. Following the rhetorics of ekphrasis throughout the Western tradition, from its origins in Philostratus, its reappraisal by Johann Joachim Winckelmann, to the twentieth-century avant-garde, this book shows how ekphrastic techniques are historically determined by the relationship between pictures, gazes, and dispositives
Goethe e i siciliani. Il dialogo delle affinità
Il viaggio e il soggiorno di Goethe in Sicilia costituiscono certamente uno dei grandi miti lette¬rari della Modernità . Da esso – vera “macchina mitologica” – si dipartono e a esso tendono le fila dei grandi progetti della Goethezeit, dalle mitologie intorno alla vagheggiata Arcadia, alle teorie sull’analogia universale esemplificata dalla metamorfosi della piante, dalla teoria del colore ai miti più personali della formazione dell’artista . Quando Goethe, il 20 maggio 1815, scrive all’amico Karl Friedrich Zelter (1758-1832) che la sua Italienische Reise sarebbe diventata una «graziosa fiaba» (anmuthiges Märchen) si fa consapevole artefice di questa mitologizzazione.Goethe's journey and stay in Sicily is absoloutely one of the great literary myths of Modernity. From it - true "mythological machine" - the ranks of Goethezeit's great projects depart, and from it, from the mythologies around the longed-for Arcadia, to theories on universal analogy exemplified by the metamorphosis of plants, from color theory to the most personal myths of training of the artist. When Goethe, on 20 May 1815, wrote to his friend Karl Friedrich Zelter (1758-1832) that his Italienische Reise would become a "pretty fairy tale" (anmuthiges Märchen) he became aware of the author of this mythologization
La svolta ecomediale. La mediazione come forma di vita
Già negli anni Sessanta del secolo scor- so Marshall McLuhan e Neil Postman delineavano un’ecologia dei media so- stenendo che il loro sviluppo vertigino- so poteva essere compreso solo come la creazione di un ecosistema culturale a cui l’Homo Sapiens avrebbe dovuto adattarsi. Oggi la crisi ecologica del pia- neta ci impone non solo una rinnovata riflessione sull’impatto che il sistema ecomediale ha sull’ambiente, ma anche una più articolata analisi della relazione tra organismi biologici e media.
Questo studio ricostruisce i più recen- ti sviluppi dell’ecologia dei media e si propone di definire la svolta ecomediale a partire da una prospettiva compiuta- mente bioculturale che sappia pensare insieme tecnologia e biologia, ambienti hardware e software, materia e organi- smi, ecologia e politiche culturali
Archeologie del dispositivo. Regimi scopici della letteratura
La cultura visuale contemporanea è interessata a uno studio contestuale delle immagini, dei media che le producono e riproducono e degli sguardi che su di esse si posano. In quest’ottica, il presente saggio procede a uno studio comparato di discorso letterario e visuale, cercando di individuare le profonde trasformazioni che immagini, dispositivi e sguardi hanno prodottto sulla scrittura letteraria, sia dal punto di vista tematologico sia da quello formale. Lo studio delle trasformazioni e delle sovrapposizioni dei regimi scopici dal XVIII al XX secolo si rivela così uno strumento ermeneutico indispensabile per comprendere la letteratura nel contesto più ampio della comunicazione artistica
Come si studia la cultura. Pratiche, tattiche e forme di scrittura
Lo studio della cultura è una pratica ermeneutica che si costruisce attraverso la riflessione critica su se stessa e la continua messa in crisi di se stessa. Questo libro introduce il lettore all’esercizio di una mentalità, di un habitus critico e di un’attitudine alla ricerca essenziali per lo sviluppo degli studi umanistici. Si tratta di intercettare i modelli di critica proposti da tradizioni che discendono dalla scienza della cultura in Germania e dai Cultural Studies internazionali ponendo particolare attenzione agli studi culturali in Italia così come sono stati interpretati da Antonio Gramsci, Pier Paolo Pasolini ed Ernesto De Martino.The study of culture is a hermeneutic practice and it is built through critical reflection on itself and the continuous crisis of itself. This book introduces the reader to the exercise of a mentality, a critical habitus and an attitude to research that are essential elements for the development of humanities. The book evaluates the models of criticism proposed by traditions that descend from the science of culture in Germany and from international cultural studies, paying particular attention to cultural studies in Italy as they have been interpreted by Antonio Gramsci, Pier Paolo Pasolini and Ernesto De Martino
Perchè le storie ci aiutano a vivere. La letteratura necessaria
Non sappiamo perché e come l’Homo sapiens abbia sviluppato la capacità di costruire storie. Possiamo però ipotizzare come presumibilmente siano andate le cose. Cioè come un ominide abbia sviluppato la facoltà di narrare storie e come queste lo abbiano avvantaggiato tra tutte le specie. Si tratta dunque di studiare la narrazione, la fiction e la letteratura nel contesto della teoria dell’evoluzione e delle scienze cognitive, prendendo le mosse dalle recenti acquisizioni dell’archeologia cognitiva che mettono in relazione la produzione di utensili e lo sviluppo di capacità narrative. Si comprende così che la narrazione ha un ruolo decisivo nella costituzione del Sé e delle sue protesi esterne, come da tempo sostengono i teorici della mente estesa e della cognizione incarnata. Questo studio si inserisce nel quadro più ampio di una teoria biopoetica della narrazione e di un’antropologia filosofica che non trascura il bios rispetto allo spirito. Per questo, categorie fondamentali come la compensazione e l’esonero possono essere rilette in chiave evoluzionistica e fornire alcune spiegazioni del comportamento narrativo dell’Homo sapiens: il riequilibrio dei suoi deficit funzionali ed esistenziali e il contenimento dell’ansia
Frammenti di estetica
Edizione dei frammenti di estetica di Friedrich Schelgel.Edition of Friedrich Schelgel's fragments of aesthetics. Schlegel conveys in these few but very intense pages the experience of almost half a century of reflections on art and beauty, from Baumgarten to Kant, thematizing, with dazzling originality, the fundamental problems of that "new science" which in the mid-eighteenth century had found its epistemological status and its name: aesthetics
Il fotografo bracconiere
L’opera di Maurizio Galimberti ci ha abituato a vedere nella fotografia del Novecento, e anche in quella dei primi decenni del nuovo secolo, un repertorio inesauribile di mosse teoriche che egli – senza intellettualismi – ha saputo ripensare attraverso la sua peculiare prassi artistica.Maurizio Galimberti's work has accustomed us to seeing in the photography of the twentieth century, and also in that of the first decades of the new century, an inexhaustible repertoire of theoretical moves that he - without intellectualism - was able to rethink through his peculiar artistic practice
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