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    Lezioni di società. L’eredità di Ulrich Beck

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    Questo libro è un’occasione di riflessione e di confronto a partire dall’opera di Ulrich Beck, il noto sociologo tedesco scomparso all’inizio del 2015. Ispirato al convegno organizzato dall’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), il volume si propone quale spazio di riflessione sull’attualità e sulle applicazioni nella ricerca sociale di parole-chiave come globalizzazione, seconda modernità, modernizzazione riflessiva, società cosmopolita, società del rischio. Sono questi solo alcuni stimoli intellettuali e categorie analitiche per la comprensione del presente che questo studioso ha elaborato nel corso di oltre quarant’anni di attività scientifica e sui quali vivace è stato il dibattito non solo nelle discipline sociologiche. Un volume, dunque, frutto di una comunità interpretativa, che trae linfa creativa e fa ricerca traendo ispirazione dalle opere di uno dei più significativi pensatori contemporanei. Contributi di: Antonio Camorrino, Andrea Cerase, Francesca Colella, Francesca Cubeddu, Mauro Di Meglio, Maria Paola Faggiano, Federico Fiorelli, Mihaela Gavrila, Andrea Lombardinilo, Sveva Magaraggia, Mariella Nocenzi, Massimo Pendenza, Andrea Rubin, Rossana Sampugnaro, Luca Toschi. Premessa di Paola di Nicola

    Lezioni di società. L’eredità di Ulrich Beck

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    Questo libro è un’occasione di riflessione e di confronto a partire dall’opera di Ulrich Beck, il noto sociologo tedesco scomparso all’inizio del 2015. Ispirato al convegno organizzato dall’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), il volume si propone quale spazio di riflessione sull’attualità e sulle applicazioni nella ricerca sociale di parole-chiave come globalizzazione, seconda modernità, modernizzazione riflessiva, società cosmopolita, società del rischio. Sono questi solo alcuni stimoli intellettuali e categorie analitiche per la comprensione del presente che questo studioso ha elaborato nel corso di oltre quarant’anni di attività scientifica e sui quali vivace è stato il dibattito non solo nelle discipline sociologiche. Un volume, dunque, frutto di una comunità interpretativa, che trae linfa creativa e fa ricerca traendo ispirazione dalle opere di uno dei più significativi pensatori contemporanei. Contributi di: Antonio Camorrino, Andrea Cerase, Francesca Colella, Francesca Cubeddu, Mauro Di Meglio, Maria Paola Faggiano, Federico Fiorelli, Mihaela Gavrila, Andrea Lombardinilo, Sveva Magaraggia, Mariella Nocenzi, Massimo Pendenza, Andrea Rubin, Rossana Sampugnaro, Luca Toschi. Premessa di Paola di Nicola

    BIOGRAFIE ATIPICHE. STRATEGIE DI COSTRUZIONE DELL'IDENTITA' NELLA VITA QUOTIDIANA DEI GIOVANI PRECARI

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    Per individuare e comprendere alcuni dei nodi cruciali che caratterizzano il lavoro oggi e per capire il suo mutamento nel corso degli ultimi dieci anni è necessario che a questa metamorfosi segua un cambiamento di prospettiva dal punto di vista concettuale. Questa ricerca empirica intende dar conto della complicata esperienza di vita che il lavoratore precario si trova a dover affrontare, caratterizzata non soltanto dalla debolezza e dalla discontinuità dei redditi, ma anche dall’assenza della progettualità della propria carriera non solo professionale, ma anche di vita. Si è altresì cercato di comprendere in che modo viene percepito il lavoro e quali siano i valori ad esso connessi, senza tralasciare, da un lato, l’importanza dei significati che rivestono le parole flessibilità e precarietà e, dall’altro lato, la reale conoscenza della propria situazione lavorativa dal punto di vista dell’inquadramento contrattuale e come questa si situa all’interno dei molteplici contratti sui quali le aziende, ad oggi, possono contare. Tutto ciò è possibile soltanto mettendo in luce la profondità dei vissuti biografici dei soggetti coinvolti e, a tal fine, è stato individuato quale punto di partenza l’analisi del loro background familiare e quella del loro percorso formativo. Le principali risultanze di questa indagine mostrano quanto, anche oggi, soprattutto oggi, il lavoro rappresenti uno degli elementi essenziali per la costruzione del processo identitario e quanto l’individuo sia esposto a rischi sociali da sostenere esclusivamente a livello personale. Il lavoro, nonostante il suo rarefarsi, rimane dunque una delle componenti fondamentali che concorrono alla costruzione della concezione di sé (cioè l’idea che il lavoratore ha di se stesso) e dell’immagine di sé per gli altri

    Mind The Gap. Disuguaglianze e giustizia sociale oggi

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    Il concetto di giustizia ha una virtù prevalentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui, attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge (Devoto, Oli, 1990, s.v.). Si tratta quindi di un ordine virtuoso tra le relazioni fra soggetti, con riferimento al riconoscimento e al trattamento istituzionale dei comportamenti di uno o più individui congiunti ad una certa azione, che può essere secondo la legge o contro la legge. La giustizia sociale, quindi, riguarda la società intera e richiama tanto l’uguaglianza quanto la libertà come diritti fondamentali dell’uomo, diritti che siamo chiamati a difendere non retoricamente, perché non ci si fermi ad una eguaglianza formale, attraverso pratiche ispirate a princìpi volti a garantire a tutti le stesse condizioni di partenza. In tal senso, se qualcuno parte svantaggiato – socialmente, culturalmente, geograficamente ecc. – è importante che intervengano correttivi a colmare questo gap

    I giovani e il volontariato: progetti per il futuro del nostro paese

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    Da sempre il mondo del volontariato è caratterizzato da confini evanescenti, sia che si parli di non profit oppure di Terzo settore: difatti, tali “etichette” non facilitano la comprensione esatta di una realtà tanto vasta ed eterogenea al suo interno. La prima etichetta, “non profit”, definisce una porzione di realtà per esclusione; la seconda, “terzo settore”, rimanda ad un luogo terzo, rispetto ai primi due, Stato e mercato, maggiormente identificabili (cfr. Peruzzi, 2016, 7). Per di più, all’interno di questo mondo, eludere imprecisioni e confusioni risulta essere abbastanza difficoltoso: accade ovviamente anche nel dibattito pubblico e politico di confondere cooperanti internazionali con volontari, oppure volontari con lavoratori di un’associazione (ibid.). Attualmente, nonostante alcuni segnali positivi, il livello di conoscenza del volontariato risulta insufficiente rispetto al ruolo che esso di fatto svolge all’interno della nostra società. In questo senso, vari studiosi riconoscono che tra le diverse possibili cause di ciò vi siano i gravi difetti di autoreferenzialità e politiche culturali e comunicative tradizionalmente non adeguate, quando non del tutto inesistenti (Volterrani 2006; Binotto 2010; Peruzzi 2011)

    Mass Media as Agencies of Socialization: their contribution to the construction of new social representations

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    The mass media, today more than yesterday, take on the role of a socialization agency and as such contribute to the construction of new social representations. In particular, they contribute to produce and perpetuate stereotypes that tend to crystallize in the individual and public imagination. The individual and public imagination is determined by the cultural industry. There is an important aspect that should not be overlooked, namely that social representation, which undergoes a sort of labeling process on the part of the mass media, revolves around three main social actors: migrants, social fabric of arrival and the media. Having stated this, the present paper intends to explore the role of the mass media as a socializing agency according to two different but complementary lines. On the one hand, the more the viewer belonging to the social fabric of arrival feels that the representations produced by the media conform to his/her common sense, the more he or she will perceive them as reassuring, accepted and shared. On the other hand, the media influence the construction of the migrant’s worldview even before he or she reaches the country of destination. However, the media lose their authority in the long run, that is, when the integration process reaches a more advanced stage

    Diseguaglianze sociali e Piano di Ripresa e Resilienza in Italia: una riflessione critica

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    This article presents a critical reflection about social inequalities as a col- lective problem, with particular reference to the challenges posed by the National Recovery and Resilience Plan concerning various thematic areas and different dimensions. In Italy, the PNRR aims to address multiple crit- ical issues characterizing our societies and is part of a broader and ambi- tious strategy for the modernization of our country regarding a new cohe- sion policy, based on the financial instrument called Next Generation EU. If we want to fully understand the issue, interconnected to social justice, it is necessary to deal with the evident critical issues that the NRRP seems to bring with it, so that it can effectively be configured as a fundamental tool for accelerating the processes of social inclusion for development sustain- able, ecological and digital transition of our country

    Per una lettura del rapporto tra società e individuo come dedalo di sentieri sociologici

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    Risulta oramai acquisita dalla teoria sociologica l’importanza del considerare congiuntamente biografie e storia e il loro mutuo rapporto nella società. Si tratta di quella immaginazione sociologica che dovrebbe ricondurre il disagio personale degli individui a turbamenti oggettivi della società per trasformare la pubblica indifferenza in interesse per i problemi pubblici (Mills 1973). Infatti, i soggetti non sono in grado di sciogliere le difficoltà che il sistema crea loro: il disagio dei singoli rimane quindi non definito e gran parte del malessere pubblico non giunge mai al livello di problemi pubblici. Si tenterà dunque di comprendere se tale crisi strutturale tra vita pubblica e privata possa essere letta attraverso una riflessione sociologica non-ovvia (Collins 2008): per fare ciò, si porrà particolare attenzione al modo in cui tale nodo critico è stato studiato dai sociologi (e con quali strumenti metodologici) e se la spiegazione corrente abbia la forza di una legge generale. Bibliografia minima Bauman Z., La solitudine del cittadino globale, Feltrinelli, Milano, 2000 Collins R., L’intelligenza sociologica. Un’introduzione alla sociologia non-ovvia, Ipermedium libri, Caserta, 2008 Goldthorpe J.H., Sulla sociologia, il Mulino, Bologna, 2006 Gouldner A.W., La crisi della sociologia, il Mulino, Bologna, 1972 Mills C.W., L’immaginazione sociologica, Il Saggiatore, Milano, 197

    Il collezionismo come tratto identitario: il ritorno del vinile

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    Il ritorno del vinile al tempo dello streaming: non è solo “operazione nostalgia”, ma qualcosa di molto più profondo che caratterizza il fenomeno come una vera e propria novità, assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. È questa oggi la realtà della musica nel nostro paese: per la prima volta nella storia, si vende più musica digitale che non su supporto fisico ma, in questo contesto, svetta l’impennata delle vendite di vinili. Nel momento in cui ogni forma e tipo di contenuto musicale è disponibile con un click, il sempreverde fascino del long playing (LP) torna a conquistare tanto le vecchie quanto le nuove generazioni. Non si tratta solo di un oggetto collezionato per il piacere di possedere copie fisiche della propria musica preferita o in riferimento, prevalentemente, al valore storico-culturale ed estetico, ma rappresenta anche un veicolo identitario

    Immaginari dell’alterità nelle società complesse

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    La questione dell'immaginario inizia lì dove termina la dicotomia che lo vede contrapporsi al reale. Fuoriuscendo da questa logica disgiuntiva, è possibile considerare l'immaginario come la sorgente della costruzione e della trasformazione della realtà sociale. Una serie di saggi - dedicati ai processi generativi degli ambienti socio-antropologici, alle dinamiche d'integrazione, di dominio e resistenza, al mutamento sociale, alle metamorfosi dei media, della politica, dell'economia e delle rappresentazioni dell'alterità, nonché al mondo degli oggetti - dà forma a un volume che, nato nell'ambito della neocostituita sezione "Immaginario" della Associazione Italiana di Sociologia, si propone di individuare nell'immaginario una possibile via d'accesso alla comprensione profonda della vita sociale
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