759 research outputs found
Vent'anni dopo
Salvatore Lupo e l'insegnamento della Storia contemporanea presso l' Università di Palerm
Il generale dalla Chiesa, il terrorismo, la mafia
Il 3 settembre 1982 a Palermo veniva ucciso dalla mafia il generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Nella storia dell’Italia repubblicana, dalla Chiesa era l’uomo per gli incarichi difficili, fin da quando aveva scelto di andare volontario nella Sicilia di Salvatore Giuliano. Successivamente le istituzioni democratiche si affidarono a lui in alcuni dei momenti più drammatici, chiamandolo a contrastare l’offensiva del terrorismo brigatista, sia prima che dopo il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro. La sua ultima missione, conclusasi con l’attentato che lo colpì assieme alla moglie, fu quella di prefetto di Palermo, dove era stato inviato a fronteggiare un’escalation di violenza della mafia senza precedenti. La sua carriera lo portò a vivere una molteplicità di situazioni, nel corso delle quali è stato dipinto come il più fedele dei servitori dello Stato, ma che, allo stesso tempo, lo hanno messo al centro di accuse e polemiche di varia natura. Finalmente la vita di uno degli uomini simbolo della nostra Repubblica viene ricostruita e raccontata da uno storico, grazie all’accesso a una documentazione vasta e inedita
Repressione antipartigiana al confine orientale:l'Ispettorato generale di pubblica sicurezza per la Venezia Giulia
Siciliani a Salò. Funzionari, politici e burocrati nella RSI
Non è vero, come vuole una idea diffusa, che la Sicilia non partecipò alla Resistenza. Ragioni storiche impedirono che nell'isola questa assumesse la forza, i caratteri, soprattutto la partecipazione che trovò al Centro-Nord, perché la Sicilia l'8 Settembre del '43 si era trovata già liberata dal nazifascismo. Ma essa non mancò di dare il suo contributo al grande evento alla base del futuro assetto civile, politico e costituzionale italian
Leggere la violenza politica dell'Italia repubblicana. La relazione Pellegrino alla Commissione Stragi
Christopher Duggan, the mafia and Fascism
Il saggio inizia discutendo alcuni aspetti del primo libro di Christopher Duggan, La mafia durante il fascismo, pubblicato nel 1986. L’argomento principale del libro era la campagna antimafia che il regime fascista aveva affidato al prefetto Cesare Mori nella seconda metà degli anni Venti. I suoi tratti distintivi erano la rigorosa impostazione storica e l’uso di fonti archivistiche. Questi elementi erano in quel momento comuni a pochi altri lavori su questi temi, dal momento che non si era ancora pienamente affermata l’idea che la mafia potesse essere trattata come l’oggetto di una ricerca di storia. Del resto, lo stesso libro nella sua tesi di fondo scontava l’influenza di precedenti letture del fenomeno, che ancora erano largamente condivise nel panorama scientifico, che negavano il carattere di organizzazione strutturata della mafia. Nella fattispecie, Duggan sosteneva che l’accusa di mafia fosse in sostanza uno strumento del fascismo per colpire i propri avversari politici. Nella parte conclusiva del saggio, infine, vengono presentati alcuni degli elementi principali di uno dei nuovi orizzonti di ricerca su mafia e fascismo, gli anni Trenta, periodo in cui avvenne una nuova, e molto meno propagandata, repressione del fenomeno
Charge and Phonon Transport in Suspended Monolayer Graphene
Thermal effectsThermal effectsare playing a crucial role for the design of electron nanoscale devices. The present contribution deals with charge and phonon transport under an applied external electric field in a suspended monolayer of graphene. A major question is represented by the phonon-phonon collision operator involving in general a three particle scattering mechanism. To model the phonon-phonon interactions a relaxation time approximation is employed. This requires the introduction of a local equilibrium phonon temperature whose definition is still a matter of debate for a general non equilibrium situation. Here, two different approaches are presented and discussed
Criminologia. Norme e regole
Gli autori propongono una criminologia che pone al centro le norme e le regole senza le quali non si potrebbe neppure parlare di delinquenza, devianza, trasgressione. Nasce così un viaggio nel mondo, in gran parte inesplorato, della questione normativa
Poliziotti, carabinieri e mafiosi a Palermo (1962-1974)
Vittorio Coco*
L’articolo consiste in un inquadramento della Pubblica sicurezza (Ps) a Palermo tra gli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta del Novecento. Si tratta di un momento significativo perché fu allora che gli apparati di sicurezza cominciarono a riattrezzarsi per il contrasto al fenomeno mafioso, in conseguenza della recrudescenza criminale e del mutato clima
politico. All’interno dell’articolo un particolare rilievo è stato dato sia alle figure dei questori
che si avvicendarono, sia alla squadra mobile che, esercitando le funzioni di polizia giudiziaria, rivestiva un ruolo centrale da un punto di vista investigativo. Inoltre, per ragionare in maniera più completa della risposta delle istituzioni al crimine organizzato, parallelamente alla
Ps si è voluto dare spazio anche alle vicende riguardanti le strutture periferiche dei carabinieri. Uno degli aspetti centrali che emerge dall’articolo è la complessa relazione che si è sviluppata tra gli organismi operanti sul campo, così come quella con laThis article examines the history of the police in the city of Palermo between the 1960s and
the first half of the 1970s. These years were particularly important, given the fact that the
security apparatus began to organize in order to contrast the mafia, following the increase
in criminality and the transformation of the political climate. The article devotes particular
attention to the various Quaestors involved, as well as to the mobile operational team which,
acting on behalf of the Judicial Police Force, had a crucial role from the point of view of
the investigations. Furthermore, in order to provide a thorough picture of the institutions’
response to organized crime, it examines the experience of the carabinieri’s peripheral
structures. What emerges from the article is the complex relationship that developed among
all the bodies involved, and between these and the judicial authorities, which led to the
slowing down of the actions aimed at fighting organized crime
- …
