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Dal valore astratto al valore condiviso. Misura e identità nella comunicazione per i beni culturali
Costruire senso di appartenenza e di identificazione nel bene culturale; incentivare la richiesta di consumo di cultura da parte di un mercato che si definisce interno; trasformare l’idea ‘autoreferenziale’ del bene culturale in un’idea ‘relazionale’; creare le condizioni per cui si determini quell’intreccio tra relazioni conoscitive e relazioni emotive, che gli studiosi francesi del patrimonio definiscono suggestivamente ‘emozioni patrimoniali’. Questi dovrebbero essere gli obiettivi di una politica culturale – ancora praticamente agli esordi nel contesto italiano - il cui scopo non può limitarsi alla valorizzazione economica, ma deve tendere all’ampliamento, attraverso il rapporto con il patrimonio, dello ’spazio mentale’, cioè di quella condizione indispensabile perché si costruisca una società realmente orientata alla produzione di conoscenze.
Qual è il ruolo della ‘comunicazione’ in questo nuovo processo? E quale quello della ‘rappresentazione’ nelle dinamiche del progetto di comunicazione? Questi i temi affrontati nel saggio che in si ricollega alle analisi svolte all’interno di specifici progetti di ricerca ed esperienze progettuali elaborate in ambito di tesi di laurea
Il territorio e le sue trame. Strategie per un distretto culturale
Interpretare la vocazione di un territorio, valorizzarne le risorse e renderle ‘visibili’ nel sistema del mercato globale; sono questi i passi fondamentali di un processo che vede il territorio innanzitutto come oggetto di un atto di appropriazione e di conoscenza da cui è possibile, anzi indispensabile, far derivare ipotesi per una sua consapevole modificazione. Il questa direzione - e rivendicando all’area della Rappresentazione ruolo e competenza di coordinamento e gestione della integrazioni dei saperi e delle competenze indispensabili alla formulazione del progetto di un distretto culturale - lo studio che si propone ha individuato un’area di indagine che vede nel centro urbano di Caiazzo il nucleo propulsore di un’area più vasta comprendente le aree intercomunali dei centri di Ruviano e Alvignano, nell’alto Volturno, che per la ricchezza del patrimonio storico, architettonico e archeologico, ma anche per la varietà degli scenari paesaggistici nonché per la consolidata vocazione agricola e gastronomica può senza dubbio essere inteso come un sistema territorio-impresa - e in questo senso come possibile distretto culturale - attraverso cui innestare virtuosi processi di rivalutazione e di definizione di una offerta turistica e culturale
Artefatti. Fatti d’arte_fatti ad arte_fatti ed arte. Atti del III Seminario di Studi Idee per la Rappresentazione
Reale e virtuale nella rappresentazione dello spazio architettonico. Alcuni esempi di fabbriche religiose di Guarini Guarini
Identificazione dei sistemi configurativo-strutturali delle emtità spaziali dedotte dai grafici mongiani. Costruzione virtuale del processo di formazione delle entità figurative a cui le fomti iconografiche rimandano. Formulazione a posteriori di indaginipercettive, luminoso-cromatiche ecc. a cui i modelli rimandano
Disegno e Graphic Design: dall'investigazione grafica all'attribuzione di senso
E’ ancora utile alla formazione dell’architetto e del designer investigare graficamente i concetti di forma e configurazione? Ha ancora senso ai fini dell’azione progettuale interrogarsi sulle categorie di equilibrio, ritmo, iterazione, connessione, gerarchia, scala? Come si articola il delicato processo di ricerca dei nessi referenziali che definisce il passaggio di un segno allo statuto di ‘senso’? E qual è il ruolo del disegno in questo processo?
Sono questi gli interrogativi intorno ai quali si articolano le idee di un lavoro il cui obiettivo infondo è semplice: argomentare intorno alle categorie di disegno e di graphic design nella convinzione che per entrambe l’obiettivo primario sia quello di spazializzare il pensiero, trasformando, appunto, concetti in segni tangibili e componendo con essi parabole; utilizzando l’investigazione grafica come categoria operativa del pensiero spaziale e interpretando l’immagine come l’esito di un sofisticato processo di attribuzione di senso. L’intento è dunque quello di riportare al centro degli interessi della Rappresentazione la riflessione sul pensiero visivo e, in questo senso, le idee raccolte sono la testimonianza di un percorso di riflessione che vuole essere al tempo stesso un ripensare ad alcuni aspetti della disciplina e un ragionare sui possibili modi della sua didattica nel nuovo contesto dei percorsi formativi del graphic design e in senso più ampio del ‘design della comunicazione’
Di-segni di Identità. Il progetto di comunicazione nelle politiche dei beni culturali in: GSA _Giornate scientifiche di Ateneo edizione 2007 Edizione 2012 Sezione Scienza della natura dell'Innovazione e del Progetto NTP10 Cultura del progetto .
Città rete_rete di città. Nuove contrade del pensiero
La rete dei nuovi media è la nuova ‘contrada’ - nel senso profondo che Heidegger attribuiva al termine – del pensiero contemporaneo. E’ il luogo in cui il pensiero dimora, ma è anche il luogo in cui un nuovo modo di ‘abitare lo spazio’ si manifesta e prende forma. ‘Città rete_Reti di città’, possono essere intese, dunque come nuovi luoghi e nuovi modi dell’abitare. Città come nodi della rete, luoghi in cui di volta in volta si aprono nuove contrade; e ciascuna contrada – ancora con Heidegger - “raccoglie le cose nel loro reciproco con-appartenere ad essa. E nel luogo, il raccogliere ha il ruolo del custodire che rende libere le cose nella loro contrada”. Suggestiva descrizione, in cui i tre atteggiamenti che qualificano l’abitare la ‘contrada’ finiscono con l’assumere ruolo prioritario: raccogliere, custodire, rendere libere. Tre azioni in cui è difficile non intravedere, altrettante indicazioni preziose per il dibattito sul concetto di identità che caratterizza con insistenza il pensiero contemporaneo. Raccogliere e custodire le proprie identità, per sottrarsi al rischio dell’oblio del mondo globalizzato e alla omologazione delle forme culturali; renderle libere, però, quelle identità, di viaggiare in altri luoghi, di incontrare altre identità, proprio attraverso la rete e dando a essa quel senso reale di ‘passaggio e sostegno’ per le idee del mondo. Raccogliere, custodire e rendere libere, come azioni indispensabili perché ciascuna contrada, fondandosi sul suo ‘radicato storico’, divenga realmente ‘intersezione e snodo di permutazione’
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