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The tomb of the Cacni at Perugia. The ideology and culture of an aristocratic family between hellenism and romanization / Il sepolcro dei Cacni a Perugia. Ideologia e cultura di una famiglia aristocratica tra ellenismo e romanizzazione
S. Bernard, Building mid-republican Rome. Labor, Architecture and the Urban economy, Oxford, Oxford University Press, 2018.
Porta Capena, Capena, e Capua; Gabii e Cavum : toponomastica e archeologia dei paesaggi
L’articolo propone una nuova interpretazione di un gruppo di toponimi latini ed etruschi: Gabii, Cavum, Capena, quali originariamente denominazioni derivate da grandi cavità naturali o valli.
Porta Capena – sulla base delle fonti letterarie, epigrafiche e dei dati recentemente desumibili dall’archeologia dei paesaggi.
A livello glottologico, emergono due etimi su altrettante basi linguistiche: una base etrusca per Capua, Capena (e Porta Capena
a Roma) ed una base latina per Gabii e Cabum. Sebbene si tratti di due forme onomastiche differenti, entrambe risultano
semanticamente isofunzionali; sono infatti concepite in aree linguistiche limitrofe, ma con nomi locali che condividono
caratteristiche geomorfiche e paesaggistiche comuni, ovvero dei contesti di forte avvallamento, tra cui crateri vulcanici,
doline carsiche, sinkholes. Lo sviluppo di estesi insediamenti in prossimità di queste aree a partire dalla tarda Età del Bronzo
e nella prima Età del Ferro offre un possibile riferimento cronologico sulla diffusione di tali termini in area centro-tirrenica,
nonché della progressiva ibridazione culturale tra le comunità stanziate nelle aree geografiche dell’Etruria meridionale
tiberina, Lazio e Campania
Opening the Frontier: the Gubbio – Perugia frontier in the course of history
The frontier between Gubbio (ancient Umbria) and Perugia (ancient Etruria), in the northeast part of the modern region of Umbria, was founded in the late sixth century BC. The frontier endured in different forms, most notably in the late antique and medieval periods, as well as fleetingly in 1944, and is fossilized today in the local government boundaries. Archaeological, documentary and philological evidence are brought together to investigate different scales of time that vary from millennia to single days in the representation of a frontier that captured a watershed of geological origins. The foundation of the frontier appears to have been a product of the active agency of the Etruscans, who projected new settlements across the Tiber in the course of the sixth century BC, protected at the outer limit of their territory by the naturally defended farmstead of Col di Marzo. The immediate environs of the ancient abbey of Montelabate have been studied intensively by targeted, systematic and geophysical survey in conjunction with excavation, work that is still in progress. An overview of the development of the frontier is presented here, employing the data currently available
I confini settentrionali del territorio veiente
Il contributo critica la ricostruzione del territorio dell'antica città di Veio quale finora avanzata e suggerisce di inquadrare le comunità falisca e capenate come interne ad un più vasto comparto di influenza veiente tra VIII e VI secolo a.C. nell'ambito di rapporti egemonici inquadrabili nel modello di uno stato territoriale policentrico, dove il rapporto tra centro e periferia può aver favorito processi di parziale autonomia delle aree di frontiera. In questa nuova prospettiva, la formazione di un'identità politica autonoma falisca e capenate si verifica progressivamente a partire da epoca arcaica, in parallelo con il declino politico di Veio connesso ai conflitti con Roma
Visibility Matters: Notes on Archaic Monuments and Collective Memory in Mid Republican Rome
Architettura e paesaggi rurali di età arcaica in area medio tirrenica
Il contributo propone un sintetico riesame dell'evidenza archeologica relativa agli insediamenti rurarali di epoca arcaica in area medio tirrenica, nonchè del loro significato storico e sociale
I grandi cantieri della Roma arcaica: aspetti tecnici e organizzativi
Le scoperte archeologiche degli ultimi decenni hanno profondamente modificato il quadro delle conoscenze sulle fasi più antiche della storia di Roma, nonché l’immagine stessa della città in epoca arcaica.
E’ ora infatti possibile delineare i caratteri dell’edilizia romana tra il VI e il V secolo, quale momento di particolare sviluppo della città che arriva, per la prima volta, ad emulare l’urbanistica e l’architettura dei principali centri del Mediterraneo.
Il contributo esaminerà l’organizzazione e l’economia connessa ai grandi cantieri urbani di Roma tra il VI e V secolo a.C., in particolare: le mura arcaiche e il tempio di Giove Capitolino, grazie ai dati raccolti in uno specifico progetto di ricerca, di cui i primi risultati sono presentati nel volume: “Architettura romana arcaica”, L’Erma di Bretschneider, Roma 2008.
Partendo dall’evidenza archeologica e dall’esame critico delle fonti letterarie verranno esaminati i sistemi di approvvigionamento di materiale litico, il ruolo di specifiche maestranze e, grazie anche alla comparazione di dati di archeologia sperimentale, saranno proposti modelli teorici di calcolo della manodopera e dei tempi necessari alla realizzazione, sia di singoli manufatti (es. tegole e blocchi di tufo, con le relative problematiche di trasporto e messa in opera) che di interi edifici (es. podio del tempio di Giove Capitolino o l’aggere “serviano”).
Questi dati saranno la base per un dibattito sul tipo di economia legata a tali opere edilizie e sul loro significato storico e sociale nel panorama della Roma arcaica
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