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La sequenza di scavo del cimitero di S. Lorenzo
Historical records attest to the presence of several cemetery areas used from the Middle Ages to the modern age by the communities that lived within the village and in the Nonantola territory. The consistent data concerning the cemetery of S. Lorenzo church identify it as a burial area reserved for the Nonantola lay community. Archaeological investigations conducted in 2004-2005 unearthed a sector of the cemetery area and the identification of 182 burials. The burials identified during the last excavation campaign in 2015 (a total of 38) have confirmed the finding regarding the high percentage of sub-adults
Geophysical survey at Jesolo: interim report
Nel novembre 2017 gli spazi compresi tra il monastero di San Mauro e la cattedrale di Santa Maria Assunta e tra l’area residenziale posta a sud della cattedrale e il cimitero sono stati sottoposti a rilievo gradiometrico (Fig.1). I’indagine ha interessato complessivamente una superficie di nove ettari ed è stato effettuata tramite il sistema fluxgate a 4 sensori Foerster Ferex (Fig.2). Le misure hanno risoluzione di 50 cm tra i profili e 5 cm lungo gli stessi. Entrambe le aree indagate hanno restituito misure di elevata qualità prive di eccessivi elementi di disturbo e quindi maggiormente favorevoli alla lettura e interpretazione archeologica.
L’analisi dei risultati ha permesso di riconoscere in totale circa 300 anomalie che abbiamo ricondotto alle seguenti di macro categorie interpretative: argine, lotto di bonifica, magnetizzazione termo-rimanente, attività contemporanea e infine anomalie non identificabili
Catalogo e analisi delle singole sepolture
Analytical description and material culture catalogue of all graves and grave goods from the Lombard necropolis of Andrazza, Forni di Sopra (UD
Sistemi insediativi del territorio bolognese tra storia e archeologia: i secoli XI-XIV
I processi di acculturazione rivestono un ruolo di primo piano nello studio dell’insediamento rurale. Nella regione Emilia Romagna i fenomeni di acculturazione che influiscono sul popolamento e, quindi, anche sul paesaggio, riguardano specialmente i secoli altomedievali con l’occupazione longobarda, prima, e carolingia, poi, a cui si affianca la compresenza dei bizantini.
In particolare, per quanto concerne la gestione delle proprietà agrarie e di riflesso la distribuzione del popolamento nella Pianura Padana uno dei temi oggetto di approfonditi studi è quello del sistema curtense tra Langobardia e Romania.
Nell’ambito dei miei interessi di studio ho concentrato l’attenzione sullo sviluppo insediativo del territorio rurale di Bologna in età medievale, con specifiche indagini sugli abitati presenti nella fase di passaggio tra altomedioevo ed età comunale.
Il presupposto metodologico di analizzare parallelamente e in maniera paritaria le fonti scritte e le fonti materiali ha comportato un restringimento del campo di indagine, limitato all’area della pianura bolognese settentrionale compresa tra le città di Modena, Bologna, Ravenna e Ferrara, quindi proprio laddove si poneva il confine tra Langobardia e Romania.
Nel presente contributo si tenterà di mettere in luce i fenomeni di ricomposizione e, se vogliamo, di semplificazione dell’insediamento che avvengono in età comunale per opera in particolare dei governi cittadini, per comprendere su un lungo periodo lo sviluppo degli abitati rurali e le dinamiche secondo cui vengono abbandonati alcuni sistemi di gestione del territorio e introdotti dei nuovi
Jesolo/Equilo. Lunga storia sulla Laguna fra tarda antichità e Medioevo
In questo articolo si presentano in forma divulgativa i risultati delle ricerche archeologiche condotte nel sito di Jesolo, l'antica Equilo. I villeggianti che in estate affollanno la celebre località balneare nordadriatica non immaginano quanto complessa e affascinante sia la storia di questa “terra sull’acqua” fra una stazione di posta per i naviganti tardoantichi e ciò che resta di una grandiosa cattedrale romanica capace di suggerire da sola uno splendido passato
Nonantola. Storie di un monastero
Il borgo di Nonantola appare oggi come una delle tante modeste comunità del territorio modenese, molte delle quali emerse nei secoli a partire da insediamenti agricoli o borghi fortificati di età medievale. Nonantola però è stato uno dei centri fondamentali per la religiosità nell’alto medioevo, per questo è stata oggetto di approfondite ricerche archeologiche per circa un decennio. In questa sede si presentano i risultati più significativi in forma divulgativ
L’abbazia di Nonantola alla luce dell’archeologia
Il monastero di Nonantola rappresenta uno dei maggiori complessi benedettini, di fondazione altomedievale, presenti sul territorio nazionale e, indubbiamente, uno dei cenobi più importanti dell’Europa medievale. Fondato nell’VIII secolo nell’orbita culturale longobarda, il monastero accrebbe i suoi possedimenti ed il suo prestigio nel tempo, arrivando a comprendere anche territori lontani (in Toscana, Lombardia e Veneto).
Le indagini pluriennali condotte dall’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno restituito una cospicua mole di materiali eterogenei che dipingono un quadro particolarmente complesso delle fasi di frequentazione che si sono succedute non solo all’interno del complesso abbaziale, ma anche dell’intero borgo di Nonantola nei secoli compresi tra l’VIII e il XV. I dati desunti dagli scavi archeologici si inseriscono, poi, in un quadro interpretativo più ampio di carattere territoriale, grazie alle indagini di ricognizione di superficie condotte su un’ampia superficie del nonantolano e dei territori limitrofi.
Il nostro intervento si concentrerà sui dati relativi all’età carolingia seguendo il duplice binario della ricostruzione del complesso monastico e del rapporto con gli insediamenti presenti nel territorio circostante
Ricerche archeologiche nel Monastero di Nonantola (MO) e nel territorio
The village of Nonantola appears today as one of the many modest communities in the Modenese territory, many of which emerged over the centuries from agricultural settlements or fortified villages of medieval times. Nonantola was one of the fundamental centers for religiosity in the early Middle Ages, which is why it has been the subject of extensive archaeological research over the years
Introduzione storica
In recent decades, archaeology has given a crucial contribution
to the historical reconstruction of the settlement
of Nonantola, whose crucial role throughout the
Middle Ages is linked to the monastery founded
in the 8th century. The archaeological approach has favored a
wide-ranging reading, aimed at understanding the
environmental, as well as social, political and economic context,
in which the monastery, first, and the castrum later. During the summer of 2015, a large sector of the main square in the historic center was investigated. The archaeological research was preliminary to an intervention of urban redevelopment already planned by the municipal administration of Nonantola
Gli indicatori di artigianato tessile. I reperti in osso
Archaeological finds related to some production activities carried out at the early medieval housing structures identified in Piazza Liberazione are presented. These are ceramic spindles and bone objects related to the domestic activity of spinning and weaving
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