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Scritti in viaggio: dal “Diario americano” al reportage cinematografico di Italo Calvino
A partire dal 1959 il rapporto di Italo Calvino con gli Stati Uniti si arricchisce di nuove implicazioni: l’intensa passione giovanile per i film hollywoodiani, l’attenzione verso gli autori americani e l’osservazione della politica oltreoceano si combinano con una “immediata reazione emotiva” di fronte alla società statunitense e alle sue grandi città. Sono molti i testi nati nel quadro del dialogo con “il Paese di Dio”: oltre alle notissime conferenze americane e ad alcuni interventi non sistematici, Calvino ha scritto una serie di diari e dei testi ibridi che sarebbero confluiti in "Un ottimista in America", il memoriale-reportage ritirato in fase di bozze. L’intervento ricostruisce i primi dialoghi con l’America e si sofferma su un episodio meno noto della bibliografia calviniana: il commento parlato al documentario "America paese di Dio" (Luigi Vanzi 1966), un testo che prende le mosse dall’opera “disvoluta” e che si presenta come una descrizione di immagini per “quell’altro mondo che era il mondo”.Starting in 1959, Italo Calvino’s relationship with the United States is enhanced with implications: his intense youthful passion for Hollywood movies, his interest in American writers, and his scrutiny of American politics merged with an “immediate emotional reaction” to American society and its big cities. Many texts emerged from his engagement with “the God’s Country”: in addition to the well-known American lectures and a few unsystematic writings,
Calvino wrote some American diaries, a variety of hybrid texts that would be included in the memoir-reportage withdrawn at the draft stage ("Un ottimista in America"). This paper traces the first dialogues with America and aims to shed light on a lesser-known episode in Calvino’s bibliography: his commentary for Luigi Vanzi’s documentary "America" (1966), a script that draws on the work “disvoluted” and presents itself as a description of pictures for “the other world that was the world”.A partir de 1959, la relació d’Italo Calvino amb els Estats Units es reforça amb elements nous: la intensa passió juvenil per les pel·lícules hollywoodianes, l’interès cap als autors americans i l’observació de la política d’ultramar es combinen amb una “immediata reacció emocional” davant de la societat estatunidenca i les seves grans ciutats. Hi ha molts textos que van néixer en el marc del diàleg amb “el País de Déu”: a banda de les més que famoses conferències americanes i d’algunes intervencions no sistemàtiques, Calvino va escriure un seguit de diaris i textos híbrids que confluirien en "Un ottimista in America", el memorial-reportatge que va retirar en fase de correcció de proves. Aquesta contribució reconstrueix els primers diàlegs amb Amèrica i es detura en un episodi poc conegut de la bibliografia calviniana: el comentari oral que va fer en el documental "America paese di Dio" (Luigi Vanzi 1966), un text que parteix de l’obra refusada i que es presenta com una descripció d’imatges d’“aquell altre món que era el món”
Un’idea di Calvino. Letture critiche e ricerche sul campo, Laura Di Nicola, Carocci, 2024
La recensione affronta il volume "Un’idea di Calvino. Letture critiche e ricerche sul campo" di Laura Di Nicola e le prospettive critico-teoriche proposte dalla studiosa
Davanti alla macchina da presa: gli interventi cine-televisivi di Italo Calvino
L’intervento propone una prima ricognizione degli interventi cine-televisivi di Italo Calvino guardando alla postura dell’autore davanti alla macchina da presa e alle sue parole come a una delle possibili chiavi di accesso alla molteplicità delle manifestazioni del suo pensiero.The essay presents an initial survey of Italo Calvino’s interviews for film and television by addressing the author’s stance in front of the camera and his spoken words as one of the potential entry points to the manifold expressions of his thought
Scrittrici per il cinema. Un itinerario italiano dalle origini al neorealismo
Se nel corso degli ultimi decenni l’attività dei letterati al cinema è stata abbondantemente approfondita, un cono d’ombra continua ad avvolgere le scrittrici “prestate” al cinema. Ancora oggi la relazione delle letterate con la settima arte rimane in gran parte inesplorata, ad eccezione di rare e significative occasioni, e ancor meno riconosciuto è il loro apporto culturale alla fabbrica degli immaginari.
Di conseguenza il lavoro che segue si configura in primis come registrazione delle fonti storico-cinematografiche individuate, circoscritte ai casi esemplari di dodici autrici e a un arco cronologico che va dalle origini del cinema all’avvento della televisione. Attraverso l’analisi di un ampio corpus di testi per lo schermo (soggetti, trattamenti, sceneggiature), di brani critici (interventi, recensioni, interviste) e di scritture “attorno” al cinema (comprese le scritture private), ci si propone di restituire un quadro, certamente parziale ma piuttosto significativo, di un fenomeno di più ampia portata. Allo stesso tempo si intende osservare il dialogo di alcune narratrici del Novecento letterario italiano con il mezzo, l’industria e la cultura cinematografica del secolo scorso considerando anche alcune questioni fondamentali che presuppongono l’analisi del rapporto tra scritture femminili e scritture cinematografiche
"Il rimorso", storia di un adattamento
L'intervento ricostruisce attraverso numerose fonti d'archivio il lavoro di adattamento per il cinema del romanzo "Il rimorso" di Alba de Céspedes, curato dall'autrice insieme a Giorgio Bontempi. Quest'opera di riscrittura si è protratta per circa un decennio di lavoro e, sebbene l'esito compiuto di questo testo non abbia mai raggiunto lo schermo cinematografico, ha lasciato importanti testimonianze che gettano luce sul suo modo di lavorare alle scritture cinematografiche.Using numerous archive sources, the paper reconstructs the work of adapting Alba de Céspedes' novel "Il rimorso" (Remorse) for the cinema, edited by the author together with Giorgio Bontempi. This rewriting work lasted about a decade and, although the completed outcome of this text never reached the cinema screen, it left important evidence that sheds light on her way of working on film scripts.À l'aide de nombreuses sources d'archives, l'article reconstitue le travail d'adaptation au cinéma du roman "Il rimorso" (Le remords) d'Alba de Céspedes, édité par l'auteur en collaboration avec Giorgio Bontempi. Ce travail de réécriture a duré une dizaine d'années et, bien que le résultat final de ce texte n'ait jamais atteint l'écran de cinéma, il a laissé des traces importantes qui éclairent sa façon de travailler sur les scénarios de films
Epistolario - Interviste scritte
L'intervento ricostruisce il rapporto di Italo Calvino con le interviste rilasciate al mondo della carta stampat
Interviste audiovisive
L'intervento introduce gli interventi di Italo Calvino alla radio e alla tv italiane e frances
Uomini e no di Valentino Orsini: il «secondo tempo della verità»
Attraverso l’analisi delle scritture per la visione (il copione di lavoro, il film e la successiva edizione in volume), l’intervento mira a illustrare il modo in cui Orsini ha "gettato un ponte tra passato e presente", innestando nella narrazione degli anni ‘70 appena conclusi il concetto di "non uomo" che caratterizza il romanzo di Vittorini
Le intellettuali e il cinema. Il caso Alba de Céspedes
Il progetto si è proposto di indagare il contributo delle narratrici del Novecento italiano alla cultura cinematografica della prima metà del secolo scorso, concentrandosi sulla produzione di testi ‘per’ il cinema (soggetti, trattamenti, sceneggiature) e ‘sul’ cinema (recensioni, articoli, testi critici), editi e inediti. Se l’attività intellettuale dei letterati attorno al cinema è stata approfondita dalla letteratura scientifica degli ultimi decenni, un cono d’ombra avvolge ancora oggi il fenomeno delle ‘letterate prestate al cinema’: il loro dialogo con la settima arte è stato poco studiato e il loro apporto culturale ancor meno riconosciuto. Situazione che rende necessario ricorrere alla documentazione archivistica per chiarire le origini e le caratteristiche di non poche presenze rimosse.
Dopo un’accurata ricostruzione dei quadri storiografici in cui hanno operato diverse generazioni di letterate, dalle origini del cinema alla società dei consumi, la tesi si è concentrata su un primo tentativo di mappatura sistematica delle fonti storico-cinematografiche, partendo da una numerosa serie di casi esemplari: Matilde Serao, Annie Vivanti, Grazia Deledda, Sibilla Aleramo, Anna Banti, Elsa Morante, Gianna Manzini, Fausta Cialente, Renata Viganò, Paola Masino, Alba de Céspedes, Anna Maria Ortese.
Le fonti (testi per la visione, scritti sul film, prose attorno al cinema, ma anche scritture private come carteggi e diari) sono state analizzate attraverso una metodologia interdisciplinare posta all’intersezione tra prospettive storiografiche (letterarie prima che cinematografiche) e di critica letteraria secondo un’ottica di genere e quindi organizzate, in forma di bibliografia, in una appendice conclusiva.
La bibliografia delle scritture cinematografiche definisce l’elenco dei testi editi, i luoghi di conservazione delle fonti d’archivio e segnala le lacune identificate – un esempio su tutti il ‘copione’ di «Una donna» di Sibilla Aleramo, ad oggi disperso – proponendosi come un primo strumento di ricerca per ulteriori studi.
Una seconda parte della tesi approfondisce il rapporto di Alba de Céspedes con il cinema, che tra tutti è sembrato il più significativo. Il ‘caso de Céspedes’ è rilevante non solo dal punto di vista quantitativo – de Céspedes ha scritto quattordici sceneggiature per registi del calibro di Blasetti, Alessandrini, Antonioni, Fellini, Clouzot, ha curato una rubrica cinematografica, ha scritto di cinema e tv su numerose riviste di settore o generaliste – ma anche per la qualità del suo carattere interlinguistico e interdisciplinare, posto al punto di intersezione tra cinema, letteratura e giornalismo.
La ricerca s’inquadra, quindi, all’interno di un percorso di indagine e di valorizzazione delle scritture delle donne in ambito nazionale ed internazionale e si propone come una delle possibili esplorazioni dei profili di ‘intellettuali italiane del Novecento’ al fine di una ridefinizione degli assetti critici, storici, letterari e cinematografici. La tesi si inserisce inoltre nell’ambito delle recenti tradizioni di studi fondate sull’analisi dei patrimoni archivistici nazionali che vedono nel confronto diretto con le fonti pubbliche e private il fondamento del lavoro di intervento sui quadri storiografici ‘tradizionali’
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