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    L’agricoltura italiana tra sviluppo economico e fallimento ambientale. Il caso dell’Italia centrale. Toscana, Marche e Umbria dal secondo dopoguerra alla fine degli anni Ottanta.

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    L’idea di sviluppare un progetto di ricerca volto ad analizzare i mutamenti intervenuti nell’agricoltura di tre particolari regioni quali Toscana, Umbria e Marche è scaturita dall’osservazione di alcune immagini, scattate da Henri Desplanques nelle campagne dell’Italia centrale nell’arco di un ventennio (1953-1973), che mettono in luce in maniera molto vivida e impietosa le graduali e progressive trasformazioni che il paesaggio agrario di una regione, come del resto anche Toscana e Marche, caratterizzata da secoli di peculiari assetti colturali e paesaggistici, ha subito in un lasso di tempo piuttosto breve. Nella prima metà degli anni Sessanta Desplanques descrive in questi termini le colline umbre “(...) i pendii sembrano come morti, anche se qualche rado cespuglio o zolla erbosa vi si abbarbica qua e là. I dissodamenti d’un tempo avevano costretto il bosco ad indietreggiare, oggi le colture sono sostituite da vegetazione stopposa”. Queste brevi considerazioni unite alla forza delle immagini hanno creato l’interesse di andare ad indagare le motivazioni sottese ad un così radicale e repentino stravolgimento di assetti agricoli che per secoli hanno sostenuto e caratterizzato le campagne dell’Italia centrale. In questo studio sono state esaminate le realtà agricole di Toscana, Umbria e Marche regioni in cui l’evoluzione dei patti mezzadrili è stata piuttosto difficile e ha lasciato importanti strascichi sia sul piano strettamente produttivo che su quello paesaggistico-ambientale. L’arco temporale preso in considerazione va dagli anni Cinquanta del Novecento fino a tutti gli anni Ottanta. Nel corso di questi quaranta anni l’agricoltura è stata investita da molteplici e variegate trasformazioni dettate dalle politiche internazionali che sempre più incisivamente hanno condizionato le realtà locali. Per avere una visione che andasse oltre le dinamiche interne alle singole realtà regionali, si è voluto prendere in considerazione sia i principali provvedimenti emanati a livello comunitario in merito alla politica agricola sia le principali tendenze di mercato che hanno visto come protagonisti i prodotti agroalimentari. I primi due capitoli infatti, hanno come oggetto lo studio delle interazioni esistenti tra le caratteristiche del mercato agricolo nazionale ed internazionale con i principali provvedimenti emanati a livello comunitario. Dall’esame delle dinamiche inerenti l’andamento dei mercati agricoli e le sue implicazioni sulla Politica Agricola Comunitaria sono emersi alcuni fattori cruciali che si sono rivelati utilissimi per la comprensione sia del comportamento degli enti locali e degli addetti al settore agricolo nelle tre regioni oggetto di studio, che delle trasformazioni degli assetti colturali e aziendali regionali. Successivamente si è passati allo studio della situazione agricola di Toscana, Marche e Umbria negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale per avere un quadro di partenza chiaro da utilizzare come termine di confronto per gli sviluppi del settore primario nei decenni successivi. Mediante una analisi dettagliata delle strutture agricole e delle colture esistenti nei territori di Toscana, Marche e Umbria, da sempre aree d’elezione di vite ed olivo e contraddistinti da molteplici forme paesaggistiche, si è cercato di ricostruire il processo che ha portato alla formazione degli attuali assetti agricoli e colturali inserendolo nel panorama dei grandi mutamenti di mercato che hanno investito l’Europa. Come già accennato in precedenza, le motivazioni che hanno portato a circoscrivere l’ambito della ricerca all’agricoltura di queste tre particolari regioni sono da ricercare nella complessità relativa alle dinamiche inerenti l’evoluzione dei patti di mezzadria. Le aziende mezzadrili, indissolubilmente legate ai tradizionali assetti colturali che sin dal basso medioevo vigevano in questi territori non avevano fatto altro che confermare ed accentuare i caratteri storici e le tendenze di queste economie, contribuendo all’esaltazione del carattere promiscuo della valorizzazione della terra. Il paesaggio che ne emergeva vedeva i seminativi sempre più arborati e i campi divisi con arte fra arbusti, macchie, aree da pascolo, vigne, frutteti misti. E’ solo dopo la metà del XX secolo che questi assetti e tutti i suoi complessi equilibri verranno sconvolti. Uno studio relativo a queste aree mostra chiaramente come le politiche sottese allo sviluppo e alla diffusione dell’agricoltura industriale abbiano cercato non solo di livellare le caratteristiche variegate di un paesaggio agrario modellato da secoli e secoli di tradizione, ma siano riuscite ad accelerare in maniera traumatica i processi di abbandono della terra da parte dei contadini già in atto, seppur con lieve intensità, nell’immediato dopoguerra. Infatti, nel presente studio ci si è soffermati ad analizzare le dinamiche relative all’emigrazione rurale, sottolineando un fatto fondamentale: sono stati i giovani per primi a battersi al fine di ottenere migliori condizioni di vita nelle campagne e, soltanto in un secondo momento, sfiduciati e delusi da politiche incapaci di rispondere alle esigenze di rinnovamento e di conseguenza incapaci di trattenere i contadini sulla loro terra, hanno dato luogo a fenomeni migratori mai visti prima nelle suddette regioni. Con l’istituzione della Comunità Economica Europea nel 1957 e con la nascita della Politica Agricola Comunitaria all’inizio degli anni Sessanta gli indirizzi seguiti in ambito agricolo erano volti essenzialmente al sostegno dei prezzi. Tale pratica però, si è rivelata quasi immediatamente non adatta ad assolvere il compito di ammodernamento strutturale di cui necessitava il settore agricolo; le crisi di sovrapproduzione ricorrenti per tutto il corso degli anni Settanta ne sono la testimonianza. Soltanto intorno alla metà degli anni Ottanta cominciano ad essere avvertite, sia a livello europeo che locale, le distorsioni relative alla inadeguatezza dei provvedimenti in materia di politica agricola fino ad allora attuati. Tutto ciò ha avviato un vivace dibatto intorno alla necessità di una radicale ristrutturazione dell’agricoltura europea che ha visto protagonisti sia le parti politiche che gli operatori e gli studiosi del settore. Da queste discussioni, oltre all’esigenza di natura strettamente economica di razionalizzazione e ottimizzazione dei fattori produttivi, è emersa l’esigenza, ormai non più procrastinabile, di arginare l’esodo dalle campagne che ormai era diventato un male cronico delle aree marginali interne alle regioni e che, recidendo l’antico legame del contadino con la terra, aveva prodotto gravissimi squilibri sia sociali che ambientali. Occorre precisare, però, che già nella seconda metà degli anni Cinquanta l’esodo dalle campagne era stato percepito come una grave minaccia per le aree rurali di queste tre regioni e soprattutto in Umbria e nelle Marche, dove la popolazione agricola raggiungeva livelli molto elevati e l’agricoltura all’inizio degli anni Sessanta era la principale fonte di reddito, gli enti locali e i partiti di sinistra avevano sollevato questa problematica proponendo una riforma agraria più incisiva di quella attuata agli inizi degli anni Cinquanta. Dunque il problema dell’emigrazione dalle campagne non costituiva certo una novità ma, proprio durante gli anni Ottanta, nel pieno sviluppo dei rapporti capitalistici, i sistemi di produzione fino ad allora attuati e sostenuti in ambito internazionale, aggravati dalle principali conseguenze derivanti dagli avvenimenti del decennio precedente come la crisi petrolifera e le ricorrenti crisi da sovrapproduzione, hanno manifestato le loro più gravi distorsioni. La presa di coscienza di questo stato di cose ha indotto dunque vari osservatori a considerare l’agricoltura non solo dal punto di vista relativo a modelli di efficienza produttiva, ma anche come la sola attività capace di attuare sistemi di salvaguardia territoriale nelle aree marginali di regioni come le Marche e l’Umbria, in cui il passaggio dalla mezzadria alla piccola proprietà non si è realizzato in maniera univoca ed indolore ma ha lasciato una scia di contraddizioni e povertà che ha segnato in modo indelebile le realtà agricole di queste due regioni. Per quanto riguarda la Toscana, invece, oltre alle ricerche relative ai rapporti di produzione e alle loro evoluzioni nei decenni considerati, l’attenzione si è concentrata sulle trasformazioni che hanno investito il settore vitivinicolo ed il settore olivicolo. E’ stato scelto di esaminare dettagliatamente queste due produzioni perché esse rappresentano le coltivazioni prevalenti e caratterizzanti il territorio regionale. E’ risultato particolarmente interessate seguire le vicende che hanno visto protagonisti la vite e l’olivo nell’ambito agricolo internazionale e osservare come di volta in volta i provvedimenti di carattere sovranazionale hanno influenzato in modo ben visibile le campagne toscane. Molto stimolante è stato vedere come nel volgere di pochi decenni le colture consociate, tipiche degli assetti mezzadrili, hanno lasciato il posto ai vasti appezzamenti adibiti a colture specializzate imposte dalle esigenze di mercato

    Migrant care workers as protective factor against caregiver burden: results from a longitudinal analysis of the EUROFAMCARE study in Italy

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    Objective. The aim of the analysis is to assess the impact of privately employed Migrant Care Workers (MCWs) on the burden of Italian family members who are caring for a disabled older person. Methods. EUROFAMCARE is a one-year prospective survey carried out to provide evidence on the availability and use of support services by family carers of older people in Europe. In Italy, 990 family caregivers were enrolled and successful follow-ups were completed for 863 subjects. The survey assessed also the level of caregiver burden using the COPE index, which has three sub-sections: “Positive Value”(-PV), “Quality of Support”(-QS) and “Negative Impact”(-NI). We used the one-year change of the COPE-NI as dependent variable and we realised multilevel regression models to estimate the longitudinal predictors of caregivers’ burden increase. Results. At cross-sectional level, the most burdened caregivers are those caring for a demented relative (COPE-NI=13.6), with no educational title (14.5) and looking after their own spouses (15.1). Longitudinally those employing a MCW are significantly protected against burden increase (regression coefficient:-1.52;p<0.01) while those who cannot rely on the support of other family members are exposed to the risk of burden increase (0.991;p<0.05).Other formal services do not have any protective effect. Conclusion. Our study suggests that employing a MCW, rather than using formal services, is associated with a reduction of caregiving burden. Further research should assess whether the shift in care responsibilities to MCWs implies also a transfer of care burden, and understand how these workers can be better supported by existing formal services

    The life and Story of Rosa Maria:Brazil's First Black Author

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    Thirty years after the release of Rosa Maria Egipcíaca's biography by Brazilian historian LuizMott in 1993, one of Rio de Janeiro's strongest carnival samba schools, Unidos do Viradouro, finally brought her name into Brazilian mainstream culture. Rosa Maria is Brazil's first black author, having written a book and letters of prophecy. Her story is global in both space and time. In her journey, Rosa traversed three different continents - Africa, South America and Europe - interconnected by the colonial ties of transatlantic slavery and Catholicism, and though she lived in the eighteenth century, her 'afterlife' extends until today, as will be described through the context of Brazil's carnival

    Socioeconomic determinants of influenza vaccination among older adults in Italy

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    Abstract Objectives Seasonal influenza represents a major threat to public health but vaccination campaigns are strongly recommended to reduce the risks of serious complications and mortality among community-dwelling elderly persons. We investigated on potential social predictors of influenza vaccination among older adults in Italy. Methods Data analysis was based on the national survey “Health and use of health care,” which was carried out in 2004/2005 and reached a sample of 25,183 elderly persons. After initial univariate and bivariate statistics, we used multivariate logistic regression to evaluate potential independent predictors of influenza immunization. Results 62.6% of the recruited subjects declared to be vaccinated against influenza. At bivariate analysis, significative differences in immunization rates arose by each socioeconomic variable investigated. Logistic regressions confirmed that individuals in lower social classes have higher chances of being vaccinated. Moreover, older age and chronic disease were associated with higher likelihood of immunization. Conversely, reporting good health predicted a lower uptake. Conclusion In our analysis we found several independent predictors of influenza vaccination. Surprisingly, individuals belonging to lower social classes have higher chances of being vaccinated. These results suggest that vaccination policies have a positive effect in preventing socioeconomic inequalities in access to this service in Italy

    Sub Rosa

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    In this stunning debut novel, Amber Dawn subverts and transgresses the classic hero's quest adventure to create a dark post-feminist vision not for the faint of heart. Sub Rosa's reluctant heroine is known as "Little," a teenaged runaway unable to remember her real name; in her struggle to get by in the world, she stumbles upon an underground society of ghosts and magicians, missing girls and would-be johns: a place called Sub Rosa. Not long after she is initiated into this family of magical prostitutes, Little is called upon to lead Sub Rosa through a maze of feral darkness, both real and imagined--a calling burdened with grotesque enemies, strange allies, and memories from a foggy past. Written with a kind of gasping urgency, Sub Rosa is a beautiful and gutsy allegory of our times, a fairy-tale-like fantasia imbued with a grave, unapologetic realness. --From publisher description.Women's literatureFictionLGBTQ+Lesbian literatur

    Migrant care workers as protective factor against caregiver burden: results from a longitudinal analysis of the EUROFAMCARE study in Italy

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    Objective. The aim of the analysis is to assess the impact of privately employed Migrant Care Workers (MCWs) on the burden of Italian family members who are caring for a disabled older person. Methods. EUROFAMCARE is a one-year prospective survey carried out to provide evidence on the availability and use of support services by family carers of older people in Europe. In Italy, 990 family caregivers were enrolled and successful follow-ups were completed for 863 subjects. The survey assessed also the level of caregiver burden using the COPE index, which has three sub-sections: “Positive Value”(-PV), “Quality of Support”(-QS) and “Negative Impact”(-NI). We used the one-year change of the COPE-NI as dependent variable and we realised multilevel regression models to estimate the longitudinal predictors of caregivers’ burden increase. Results. At cross-sectional level, the most burdened caregivers are those caring for a demented relative (COPE-NI=13.6), with no educational title (14.5) and looking after their own spouses (15.1). Longitudinally those employing a MCW are significantly protected against burden increase (regression coefficient:-1.52;p<0.01) while those who cannot rely on the support of other family members are exposed to the risk of burden increase (0.991;p<0.05).Other formal services do not have any protective effect. Conclusion. Our study suggests that employing a MCW, rather than using formal services, is associated with a reduction of caregiving burden. Further research should assess whether the shift in care responsibilities to MCWs implies also a transfer of care burden, and understand how these workers can be better supported by existing formal services

    FILOSOFO NEL DIPINGERE:SALVATOR ROSA TRA ROMA E FIRENZE (1639-1659)

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    Si tratta della prima mostra italiana sul celebre artista Salvator Rosa, nato a Napoli nel 1615 e morto a Roma nel 1673. Alla mostra l’autrice ha collaborato come comitato scientifico, come redattrice di numerose schede, e come autrice di un corposo saggio sull’attività dell’artista a Firenze negli anni Quaranta del Seicento e a Roma negli anni Cinquanta. Ricco di materiale inedito, frutto di lunghe ricerche condotte dalla studiosa sull’importante artista, il saggio restituisce la figura del Rosa pittore, poeta e protagonista di una svolta artistica e culturale di metà Seicento che prelude già all’arte del secolo successivo. This is the first exhibition dedicated to the famous painter Salvator Rosa in Italy. Born in Neaple in 1615 he died in Rome in 1673. The author, that was studying the artist’s oeuvre and biography since many years, worked on the exhibition with many entries and was part of the scientific committee. She wrote also a big chapter on the activity of the painter in Florence, during the 1640th, and in Rome during the 1650th. Rich in unpublished material, the essay gives us a new idea on the biography and artistic production of Salvator Rosa painter and poet, leading artist of the turning point between Seventeenth and Eighteen Century

    Rosa Luxemburg: Periphery and Perception

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    Rosa Luxemburg was a critical thinker and author of many political and social reflections which to readers of today seem quite up to date. Particularly in the Global South, there seems to exist a stronger interest in Luxemburg’s work today, which is not surprising at all, considering that many problems she thought about are still existent – especially there. The participants of the International Rosa Luxemburg Conference in Bodø, Norway, in March 2023, discussed her role in the 21st century in quite some detail. The present anthology contains the conference’s extended proceedings and particularly focuses on two important elements in regard to Luxemburg: Her role for and within the global ›periphery‹ and her ›perception‹ in relation to other intellectuals, social democracy or the political left in a broader sense of the spectrum

    Rosa Gauditano - a mesma luta = Rosa Gauditano - the same struggle

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    The photobook "A Mesma Luta" (The Same Fight) comprises 25 black and white photographs of social movements in São Paulo from 1978 to 1984. Photographer Rosa Gauditano (São Paulo, Brasil 1955) documented the ABC strikes, the Custo de Vida (Cost of Living) movement, women's demonstrations such as the murder of Eliane de Grammount, SOS Mulher, the 3 Congresses of the Paulista Woman, the protest of the Mothers of The Plaza de Mayo, the first demonstrations of the Unified Black Movement and the demonstration against the murder of the metallurgist Santo Dias by the police. The edition of this work is focused on this women's struggles and its important role for the change of Brazilian society that culminated in the end of the dictatorship from Diretas Já. Author Rosa Gauditano began her career as a photographer in the 1970s, working for small printing houses from the Imprensa Nanica (journalists who wrote against the ideas of the dictatorship, it was so called because few were the ones who dared to write something against the government given the strong repression), taht include Versus, Movimento and Em Tempo. Later she worked as a hired photographer for Folha de São Paulo and Veja magazine until she founded Studio R where she continues to work to this day

    Rosa\u27s Welt

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    Eingangsstatement aus der Veranstaltung „Author meets Critics. Hartmut Rosa: Resonanz - Eine Soziologie der Weltbeziehung“
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