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    Gaetano Arfè, Firenze e le sue altre città

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    L'articolo ricostruisce la ricca e articolata vicenda umana di Gaetano Arfè, dagli anni della Resistenza nelle file di Giustizia e Libertà al percorso professionale e politico nel secondo dopoguerra, che trovò in tante città, non solo italiane, sedi, incontri e stimoli che ne segnarono le tante tappe della vita. Dalla Napoli dell'Istituto di Studi storici e gli insegnamenti di Croce e Chabod, alla Firenze tra gli anni '50 e '60 dove i nuclei intellettuali azionisti, socialisti, comunisti, ma anche l'incontro con Don Milani lo arricchirono profondamente; alla Milano degli anni '60 dove diressse l'Avanti e fu legato ai tanti intellettuali che convergevano nel capoluogo lombardo, alla Parma dove venne eletto quando ormai era lo storico del socialismo italiano, a Strasburgo dove come parlamentare europeo condivise l'esperienza della prima legislatura a suffragio diretto con personaggi di grande rilevanza europeista e in primo luogo con Altiero Spinelli. Una vita da storico, da politico, da militante aperto al dialogo con chi avesse ascendenze diverse, destinata a chiudersi ancora nella sua Napoli quando ormai era scomparso quel Partito socialista che rappresentava il suo riferimento fin da quando il padre gliene descriveva i pionieri come Camillo Prampolini e Filippo Turati

    Alle origini dei partiti. La Federazione socialista toscana (1893-1900)

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    Gli anni compresi tra il 1892 e il 1900 videro la prima sperimentazione organizzativa del Partito socialista italiano, che si presentò come formazione politica a carattere nazionale. Non mancarono tuttavia i tentativi per favorire una maggiore articolazione territoriale della sua struttura politica, spesso dovuti alla volontà di garantire l'autonomia tattica, ma che talvolta contribuirono a rendere più costante e dinamico il rapporto tra la "periferia" e il "centro". In questo ambito si collocarono quindi le Federazioni regionali, per alcuni anni riconosciute anche dallo Statuto del partito. In Toscana una tale esperienza si concretizzò in un organismo capace di dare continuità alle proprie scadenze congressuali e di esprimere una linea unitaria in quelle nazionali. Pur segnata da differenze e difficoltà interne, la Federazione socialista toscana seppe comunque dotarsi di un apparato organizzativo piuttosto ampio, mobilitando delegati e propagandisti in tutte le province. Con l'inizio del '900 la scelta tattica della nuova Direzione nazionale contribuì allo scioglimento delle Federazioni regionali, ormai sostituite da organismi ritenuti più validi per la propaganda elettorale. Ma sia in Toscana che nel resto d'Italia fino al primo dopoguerra il Psi non ebbe un efficace coordinamento interno, in cui l'impegno ufficiale e costante sul piano periferico concorresse a rafforzare la struttura del partito nel suo complesso

    Introduzione alla lettura del Catalogo Lacaita

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    L'introduzione al Catalogo 2003 ripercorre la vicenda umana e culturale dell'editore Piero Lacaita e lo sviluppo della sua impresa. Dalle ascendenze gobettiane alla sempre maggiore attività professionale, Piero Lacaita è stato definito un "Gobetti del profondo Sud", capace di porsi come "guida intellettuale" per i suoi conterranei e di confrontarsi con i maggiori intellettuali di tutto il Paese, fin dall'impegno per una terza via nell'Italia divisa dell'immediato dopoguerra. Dagli anni '50 in poi ha così contribuito a diffondere i testi di Norberto Bobbio, ma anche Luigi Russo, Lelio Basso, Riccardo Bauer e si è aperto all'europeismo collaborando con Andrea Chiti-Batelli e pubblicando scritti di Altiero Spinelli

    Giuseppe Emanuele Modigliani dalla dimensione locale e nazionale del socialismo italiano al pacifismo europeista

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    Conosciuto soprattutto come esponente di spicco del socialismo riformista italiano tra '800 e '900, tra la Prima guerra mondiale e l'esilio antifascista G.E. Modigliani ricoprì un ruolo fondamentale anche nel pacifismo europeo e nella Internazionale operaia e socialist

    "Presentazione" in Rinascita socialista, Periodico del PSULI, Parigi, 1928-1930

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    «Rinascita socialista» fu un organo politico ufficiale – quindicinale del Partito socialista unitario dei lavoratori italiani -, ricostituito a Parigi dopo una breve esperienza in Italia in continuità con il PSU di Giacomo Matteotti, nel quale era confluita la tradizione riformista del socialismo italiano. La sua esperienza si calava quindi nella difficile eppure politicamente vivace realtà dell’emigrazione antifascista, che a partire dal 1926 vide la Francia diventare per tanti italiani una vera e propria «patria dell’esilio». Per questo suo ruolo, e per lo scopo primario della riunificazione socialista che essa si pose, «Rinascita socialista» è principalmente conosciuta ed è stata adeguatamente valutata in sede storiografica. Oltre a costituire una preziosa fonte su questo tema, va sottolineato che il suo ispiratore Giuseppe Emanuele Modigliani ne fece un punto di riferimento per tutta la Concentrazione antifascista, accogliendo il dibattito dei socialisti soprattutto con Giustizia e Libertà e Carlo Rosselli, così come quello condotto sul piano sindacale. Ma soprattutto, la ristampa anastatica del periodico intende offrire una concreta testimonianza di come Modigliani desse al proprio giornale una dimensione effettivamente internazionale, collegata all’impegno da lui riversato nel movimento pacifista europeo all’epoca della Prima guerra mondiale, ma anche al ruolo che ora rivestiva nell’Internazionale Operaia e Socialista e nel suo organo «Informations internationales». Ristampa anastatica, Piero Lacaita Editore, Manduria-Bari-Roma, 200

    Una famiglia tra Siena e l'Europa. I Montucci 1762-1877

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    L’avvincente percorso dei Montucci muove da Siena e attraversa Firenze, Londra, Edimburgo, Berlino, Dresda. Lascia un’impronta in Vaticano per poi tornare nella città di origine, dove innesta nuove radici prima di approdare a Parigi. Ci offre così un originale spaccato di variegati fenomeni culturali e sociali che tra ‘700 e ‘800 nascono, si trasformano, s’intrecciano a Siena, in Italia, in Europa. Antonio spiccò tra i maggiori studiosi della lingua cinese, in gara per il primato del dizionario europeo; la britannica moglie Enrichetta ebbe una vasta cultura e animò i salotti senesi; il figlio Enrico seguì una parabola poliedrica, da matematico e cospiratore mazziano, a esperto di langues vivantes e collaboratore ministeriale con Napoleone III. Alla storia generazionale e di genere si affiancano ulteriori ambiti storiografici grazie alla cifra esistenziale che accomuna padre e figlio nella spasmodica grafomania e aspirazione alla conoscenza diffusa, oltre a quella linguistica. I Montucci furono protagonisti della circolazione dei libri e della lettura, della politica degli Stati europei verso l’Estremo Oriente, dell’insegnamento tecnico, del confronto tra sistemi scolastici nazionali e di altro ancora. Intanto Siena si staglia immutabile ma anche ricca di fermenti: la vivacità culturale all’epoca di Pietro Leopoldo e dei soggiorni di Vittorio Alfieri; la modernità nella Restaurazione; l’impegno risorgimentale dell’Università. Ancorata all’epoca d’oro della Repubblica ma sempre meno “irraggiungibile”, la città costituì un punto di riferimento fondamentale per la formazione e la vita pubblica dei Montucci. Del resto questa famiglia ne rispecchia la tradizionale coesistenza tra conservazione della propria identità e proiezioni verso l’estern

    Les Etats-Unis d’Europe. Un Projet Pacifist. The United States of Europe. A Pacifist Project

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    L’allargamento dell’Europa segna oggi il compimento di un processo avviato dalla Lega della Pace e della Libertà nel 1867. La federazione repubblicana europea e una Costituzione comune come deterrenti contro i conflitti interni, ma anche come garanzia per la pace mondiale. Era questo il progetto pacifista propugnato su Les Etats-Unis d’Europe, il giornale della Lega pubblicato in Svizzera con un nome ispirato da Victor Hugo. Si intendeva così diffondere nella società civile l’idea che solo l’unione di tutti gli stati europei potesse evitare la guerra e promuovere la prosperità economica. Il volume nasce dalla collaborazione internazionale di venti studiosi e ripercorre le vicende del giornale fino al periodo successivo alla Prima guerra mondiale. I diversi contributi ne ricostruiscono le ascendenze saint-simoniane, ne analizzano le proposte in riferimento alle crisi internazionali e agli strumenti per dirimere i contenziosi (primo tra tutti l’arbitrato), e infine ne collocano il contributo nel vasto e articolato contesto del pacifismo mondiale tra ‘800 e ‘900. Se lo scoppio della Grande guerra rappresentò una pesante battuta d’arresto, l’impegno federalista de Les Etats-Unis d’Europe ricopre indubbiamente un ruolo fondamentale alle origini dell’europeismo contemporaneo. L’élargissement de l’Europe marque aujourd’hui l’accomplissement d’un processus commencé par la Ligue de la Paix et de la Liberté en 1867. La fédération républicaine européenne et une Constitution commune comme éléments de dissuasion envers les conflits internes, mais aussi comme garantie pour la paix mondiale. C’était le projet pacifiste défendu sur Les Etats-Unis d’Europe, le journal de la Ligue publié en Suisse et dont le nom fut inspiré par Victor Hugo. On entendait ainsi diffuser dans la société civile l’idée que seule l’union entre les états européens pouvait éviter les guerres et promouvoir la prospérité économique. Ce volume naît de la collaboration internationale de vingt chercheurs et parcours les vicissitudes du journal jusqu’à la période succédant la première guerre mondiale. Les diverses contributions en reconstruisent les influences saint-simoniennes, en analysent les propositions faites par rapports aux différentes crises internationales et aux moyens pour résoudre les contentieux (le principal étant l’arbitrage), et enfin en situent l’apport dans le contexte du pacifisme mondial entre le 19e et le 20e siècle. Si le début de la Grande guerre représenta un coup d’arrêt brutal, l’engagement fédéraliste de Les Etats-Unis d’Europe revêt sans aucun doute un rôle fondamental aux origines de l’européisme contemporain. The expansion of Europe to comprise most of the countries in the continent marks the end of a process begun by the League of Peace and Freedom in 1867. A European republican federation and a shared Constitution as deterrents against internal conflicts, but also a guarantee of world peace. This was the pacifist project advocated in Les Etats-Unis d'Europe, the journal of the League published in Switzerland with a name inspired by Victor Hugo. Its objective was to spread in civil society the idea that the union of all European states could prevent war and promote economic prosperity. This volume is the result of the international collaboration of twenty scholars and covers the journal's alternating fortunes up until the period following World War I. The essays trace its Saint-Simonian origins, analyze its proposals in relation to international crises and to the instruments for settling disputes (mainly arbitration), and place its contribution in the context of world pacifism between the 19th and 20th century. While the outbreak of World War I represented a serious setback, the federalist commitment of Les Etats-Unis d'Europe undoubtedly played a fundamental role at the origin of contemporary Europeanis

    Stampa periodica e Università nel Risorgimento: giornali e giornalisti a Siena

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    Nevralgica per l’opinione pubblica nazionale, la stampa periodica del Risorgimento ebbe a Siena caratteri sia originali che emblematici. L’antica tradizione dell’Ateneo trovò nell’impegno giornalistico un nuovo mezzo per diffondere le idee, il sapere e il confronto intellettuale, investendo la comunità cittadina. Fermenti giacobini, dibattiti tra giuristi, cospirazioni, stampa clandestina alimentarono un periodo intenso e vivace. Studenti e docenti furono accumunati dagli ideali “liberali” fino alla stagione neoguelfa con la mobilitazione per Curtatone e Montanara, mantenendo l’opposizione al governo dopo il 1849. Si conferma così il ruolo della Toscana nell’unificazione, con il superamento della tradizione leopoldina e la scelta piemontese. L’Università era protagonista anche nella modernizzazione tipica del Risorgimento: pur legata al mito medievale della Repubblica, Siena visse il processo risorgimentale quale veicolo e sponda verso la modernità. Viene inoltre ridimensionata l’immagine di città legittimista, con il ceto imprenditoriale che si affiancò all’aristocrazia come nuova classe dirigente, ma anche con una variegata componente democratica. I rapporti con i giornali toscani furono costanti e particolarmente significativo si dimostrò il “Popolo”, nato dalla svolta riformista del 1847. Il percorso di alcuni studenti, poi famosi giornalisti, consente di guardare alla costruzione dell’opinione pubblica nel Regno d’Italia mentre la nuova stampa senese si presentava ricca e articolata. Il clima postunitario comunque smorzò la tensione ideale del Risorgimento, ma a Siena restava la memoria di una vicenda che aveva segnato tutta la città
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