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    Struttura della coscienza e sapere assoluto. La Unruhe nella Fenomenologia dello spirito.

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    The aim of this article is to consider the connection between the structure of consciousness and absolute knowing, starting from the notion of Unruhe, “restlessness”. This word has two different meanings in the Phenomenology: 1) in the Introduction, Hegel uses it in order to define the experience of natural consciousness; 2) in the last chapter, it refers to the dialectical movement of the Concept. These two different meanings are strictly connected. The Unruhe that Hegel recognizes in every experience of consciousness implies an original conception of the relation between consciousness and its objects and between consciousness and truth. These aspects have been pointed out by the french interpretations of the Phenomenology, from Kojève and Hyppolite up to Lacan and Foucault. This restlessness of consciousness derives from the spiritual element (Geist) that appears progressively in every experience of consciousness itself. This first meaning of Unruhe is therefore based on the second one. Then absolute knowing, that is, the overcoming of every difference between consciousness and its object, doesn’t imply the disappearing of restlessness. On the contrary, Unruhe actually finds in absolute knowing its strongest expression, as essential restlessness of the Concept. The Unruhe that every consciousness goes through is therefore the sign of its belonging to the life of Spirit

    La distanza da sé. Politica e filosofia in Michel Foucault

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    Il libro intende proporre una lettura complessiva del pensiero di Michel Foucault secondo tre direttive fra loro strettamente intrecciate: lo statuto del pensiero, del soggetto e della politica. Alla base della ricerca foucaultiana viene individuato il problema della creazione di spazi di visibilità, che si aprono però solo mediante un movimento di distanziamento. Il filo conduttore della ricerca può essere infatti compendiato nella frase: “se dépendre de soi-même”, distanziarsi da sé. Essa esprime in primo luogo l’esigenza di produrre una distanza dai modi in cui ci è tradizionalmente noto tanto lo spazio della politica quanto quello della filosofia, come sola condizione per poterli pensare ancora. Questo si traduce e si prolunga poi in compito etico, il quale investe i soggetti e li interroga sulla loro capacità di assumere come problema i modi della loro produzione nel campo sociale

    Etica e Filosofia in Badiou

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    Il saggio intende ricostruire lo statuto della filosofia in Alain Badiou, in rapporto allo statuto della verità e alla concezione dell'etica nella prospettiva badiousiana. Dal punto di vista storico-filosofico, viene privilegiato il confronto da un lato con la filosofia di G.W.F. Hegel, dall'altro con quella di G. Deleuze. Il saggio intende far emergere anche alcuni elementi aporetici nella prospettiva di Badiou, soprattutto per quanto riguarda la determinazione dei caratteri specifici del discorso filosofico in relazione alle sue condizioni non filosofiche

    Governo e costituzione in Hegel. Le "Lezioni di filosofia del diritto"

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    Il libro propone una nuova strada nello studio delle Lezioni di Filosofia del Diritto di Hegel poiché non intende ridurle a semplici "aggiunte" chiarificatrici ai Lineamenti di Filosofia del Diritto (come invece tradizionalmente è stato fatto), ma neppure vuole ritrovare in esse la "vera" espressione della sua filosofia politica in opposizione al testo del 1820 (come ha proposto K. H. Ilting). Intende piuttosto cogliere nelle lezioni il luogo di una continua rielaborazione, da parte di Hegel, di questa parte del sistema, mostrando in pari tempo la logica sottesa a quella "comprensione del reale" che è propria del pensiero politico hegeliano. Questo approccio ha condotto a due risultati principali: 1) la possibilità di rendere ragione, mediante l'analisi rigorosa delle lezioni degli anni Venti, delle modifiche nell'esposizione dello spirito oggettivo che si riscontrano confrontando i Lineamenti di Filosofia del Diritto del 1820 con L'Enciclopedia del 1827-30; tali slittamenti riguardano principalmente il tema della corporazione e quello dell'articolazione dello Stato politico; 2) la comprensione rigorosa delle categorie che stanno alla base della filosofia del diritto hegeliana (eticità, costituzione, Stato) e della sua struttura sistematica (rapporto società civile - Stato, ruolo della corporazione)

    Che significato dare alle "Lezioni di Filosofia del Diritto" di Hegel?

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    Il saggio intende fornire una ricostruzione del dibattito attuale intorno al significato da attribuire alle Lezioni di Filosofia del Diritto di Hegel, che sono conosciute ora in modo ampio grazie a una serie di pubblicazioni di manoscritti di uditori apparse fra il 1983 e il 2005. Il saggio intende mostrare i limiti sia della tesi secondo cui questi testi valgono da semplici “aggiunte” chiarificatrici ai Lineamenti di Filosofia del Diritto, sia quella opposta secondo cui esse custodiscono il “vero” pensiero politico hegeliano. Le Lezioni devono piuttosto essere viste come luogo di possibile rielaborazione sistematica che mostra in atto l’attitudine hegeliana di “comprensione del reale”

    Diritto, eticità e Stato in Hegel / Right, Ethicity and State in Hegel

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    The aim of this article is to give an account of Hegel’s conception of right as a mutual implication of ethical and political life against the backdrop of the modern theories of right, based on the construction of a sovereign will authorized by the procedure of representation and on the notion of a threefold division of the powers of the State. After having clarified Hegel’s definition of State as the actuality of the ethical Idea, I will provide a stepwise reconstruction of the inner logic of the constitution (Verfassung), as it is articulated in its three main moments: the power of the monarch (singularity), the civil society (particularity), and the legislative power (universality). Specifically, I will argue that, from the Outlines of the Philosophy of Right (1820) to the Enciclopedia of 1827 and 1830, passing through the course of 1824/25, Hegel’s texts show the discontinuous development of a broad and original notion of government (Regierung), which, in the §541 of the Enciclopedia of 1830, culminates in the identification of government with the political State. Thus, the traditional distinction of powers ends up being transformed into the articulation of three ruling agencies, which are actively present in every sphere of the constitution, without, however, pretending to reduce or eliminate any of them

    L’etica in Teoria del soggetto di Alain Badiou

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    Il saggio si propone di ricostruire la concezione del soggetto e dell'etica in "Teoria del soggetto" di Alain Badiou, mediante la ricostruzione analitica del suo confronto con Lacan

    "Pensare nel vuoto dell'uomo scomparso". L'anti-umanismo nella filosofia francese contemporanea

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    Il saggio intende mostrare che l’“anti-umanismo” della filosofia francese contemporanea nomina una novità nel campo del sapere e della filosofia e che possiede una sua unitarietà al di là della molteplicità di campi in cui viene utilizzato. Il saggio si riferisce principalmente al pensiero di J. Lacan, M. Foucault, L. Althusser e J. Hyppolite e si concentra sulla definizione, nel campo dell’antiumanismo, dello statuto del soggetto e del concetto

    ­La questione del trascendentale nell'archeologia di Michel Foucault

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    Il saggio si propone di indagare il problema del trascendentale in “Le parole e le cose” di Michel Foucault. Il tema del trascendentale in questo libro non appare limitato all’ordine del discorso filosofico ma investe piuttosto la dimensione dell’episteme, assumendo un ruolo decisivo per la nascita dell’episteme moderna. Il pensiero antropologico delle scienze umane e quello anti-antropologico delle scienze strutturali sembrano infatti divergere proprio nella opposta modalità di declinare il tema trascendentale quale principio di dispiegamento e di organizzazione dei saperi. Da questo punto di vista, tale tema svolge un ruolo cruciale anche nella comprensione della stessa archeologia foucaultiana

    Michel Foucault: archeologia, governamentalità, governo di sè

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    The topic of the present thesis is the conception of thinking in Michel Foucault, in both its theoretical and practical dimension, from the archaeological works of the Sixties to the ethical problems of the last years. The text is organized in two parts. The first part (chapp. I-II) investigates the connections between thinking, philosophy and history in the archaeological works. Starting from Madness and Civilization and from a comparison with Bataille and Derrida, it is possible to identify the difference as a central concept (chap. I). In the following, the chap. II clarifies the theoretical structure of the archaeology on the basis of Order of Things and Raymond Roussel (concepts of visibility and repetition). The chap. III discusses the transition from archaeology to genealogy and it introduces to the second part about the political problem. The chap. IV is focused on the analytics of power develpoed by Foucault in the mid-Seventies (dispositifs, resistance). On this basis we get to the later foucauldian research (chap. V). This last chapter deals with two intimately connected questions developed in the lectures Security, Territory, Population and Birth of the Biopolitical and from the book The Use of Pleasure: the connection government - governmentality (with particular care to the theme of the liberal government) and its relationship with the ethical problematization
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