1,721,040 research outputs found
Educational status and time trends of hypertension prevalence and treatment in males and females in Northern Italy.
Servizio Sanitario di emergenza-urgenza in Lombardia nel 1998. Pricipali descrittori di richiesta e di gestione degli interventi per I soccorsi primary
Esposizione a breve termine al PM10 e consumo di farmaci respiratori in Lombardia
Introduzione. Solo rari studi si sono finora occupati di analizzare come l‟esposizione a particolato
atmosferico (PM) possa influire sul consumo di farmaci di tipo respiratorio[1]. Il presente lavoro ha
l‟obiettivo di analizzare la relazione a breve termine tra PM10 ed erogazione di determinati farmaci
respiratori in Regione Lombardia.
Metodi. Lo studio ha coinvolto la popolazione domiciliata in sette comuni lombardi nel biennio 2005-
2006 (circa 500.000 soggetti). I dati relativi alle prescrizioni farmacologiche di una selezione di
trattamenti respiratori (glucocorticoidi sistemici ed inalatori, adrenergici inalatori, anticolinergici
inalatori, teofillina), erogate nel corso del biennio di interesse ai soggetti in studio, sono stati estratti
dalla data warehouse DENALI, che raccoglie e organizza i principali database sanitari amministrativi
relativi agli assistiti dal Sistema Sanitario Regionale lombardo. I dati ambientali sono stati forniti da
ARPA Lombardia. La relazione tra consumo di farmaci ed esposizione a PM10 è stata indagata
separatamente per i trattamenti selezionati con un disegno case-crossover stratificato per mese ed
appaiato per giorno della settimana[2]. L‟effetto ritardato del PM10 è stato indagato fino a 7 giorni sia
come single lag che come distributed lag non vincolato. L‟analisi è stata stratificata in stagione calda e
fredda.
Risultati. Sono state selezionate complessivamente 324.881 prescrizioni, destinate a 85.593 soggetti. La
concentrazione media giornaliera di PM10 è stata 48 μg/m3 (Standard Deviation 32 μg/m3). L‟analisi con
distributed lag non vincolati ha evidenziato che il consumo di glucocorticoidi per aerosol ed adrenergici
per aerosol incrementa significativamente all‟aumentare della concentrazione di PM10, con un ritardo
fino a 3 giorni: nel modello che considera i lag da 0 a 3 è stato stimato un rischio relativo di
prescrizione, associato ad un incremento di 10 μg/m3 nella concentrazione di PM10, pari a 1,004
(Intervallo di Confidenza (IC95%): 1,000-1,008) per i glucocorticoidi ed a 1,007 (IC95%: 1,003 –
1,011) per gli adrenergici. Nell‟analisi stratificata per stagione è emerso che il consumo di
glucocorticoidi per aerosol è influenzato maggiormente dall‟esposizione a PM10 durante la stagione
calda, mentre quello di adrenergici per aerosol durante la stagione fredda.
Conclusioni. L‟esposizione ad elevate concentrazioni di PM10 può corrispondere ad un incremento nel
consumo di alcune tipologie di farmaci respiratori, impiegati perlopiù per il trattamento delle
manifestazioni acute di asma. La presenza di prescrizioni farmacologiche dei suddetti farmaci potrebbe
essere, dunque, un surrogato per l‟individuazione di eventi asmatici che non conducono a ricovero o a
decesso.
Bibliografia
[1] F. Menichini et al., Drug consumption and air pollution: an overview. Pharmacoepidemiol Drug Saf.
1300-15, 19(12) (2010).
[2] T.F. Bateson et al., Control for seasonal variation and time trend in case-crossover studies of acute
effects of environmental exposures. Epidemiology. 539-44, 10(5) (1999).
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Un approccio analitico e modellistico integrato nella valutazione del rischio
sanitario da polveri respirabili nel settore delle fonderie
Beatrice Moroni1,*, David Cappelletti1, Cecilia Viti2
1 Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale,Università di Perugia,06125
2 Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Siena, 53100
* Corresponding author. Tel: +39 075 5853862, E-mail: [email protected]
Keywords: Microscopia elettronica, esposizione multipla, biodisponibilità
Sebbene numerosi studi abbiano evidenziato un aumento dell‟incidenza di diverse patologie
neoplastiche nei lavoratori delle fonderie, le prove epidemiologiche fin qui raccolte sono reputate
insufficienti a correlare inequivocabilmente le attività di fonderia con l‟insorgenza del cancro [1].
Ciò dipende senz‟altro dalla multifattorialità di questo tipo di patologie, ma anche dalla varietà
degli agenti di rischio presenti in questo particolare ambiente di lavoro. D‟altra parte gli studi
tossicologici, pur avendo riscontrato in molti casi precisi indizi di tossicità, solo raramente si sono
occupati di correlare gli effetti riscontrati con le proprietà dei diversi materiali [2]. In questo lavoro
vengono presentati i risultati della caratterizzazione morfochimica e strutturale di aerosol industriali
di fonderia allo scopo di fornire, attraverso l‟esame dettagliato dei materiali nella loro varietà e
complessità, elementi utili a correlare i dati epidemiologici con le evidenze tossicologiche.
Campioni di aerosol industriali e materie prime provenienti da diverse postazioni di lavoro in due
fonderie di ghisa sono stati caratterizzati mediante microscopia elettronica a scansione (SEM) e in
trasmissione (TEM) con annessa analisi di immagine e microanalisi EDS, e mediante
catodoluminescenza da SEM. La concentrazione e la solubilità del Fe e di altri metalli
potenzialmente tossici (Mn, Zn, Pb) sono state determinate nel campione totale mediante
spettrometria di assorbimento atomico al plasma accoppiato induttivamente (ICP-AES). I risultati
evidenziano modifiche sostanziali della struttura cristallina e della morfologia superficiale del
quarzo passando dalle materie prime alle polveri aerodisperse, ed effetti di contaminazione del
quarzo da parte di particelle metalliche e di grafite. Tutti questi aspetti sottolineano la rilevanza
delle proprietà di superficie sulla reattività delle particelle, e le possibili azioni sinergiche di
magnetite, quarzo e/o grafite presenti nello stesso ambiente di lavoro. Le dosi di esposizione sono
state determinate in funzione dell‟area superficiale e confrontate con i valori di soglia risultanti
dagli studi tossicologici [3]. La maggiore rilevanza del rischio sanitario nel settore di fusione/colata,
quale evidenziata dai dati epidemiologici, trova così spiegazione nell‟azione sinergica delle diverse
componenti particellari, mentre le concentrazioni confrontabili e la bassa solubilità delle specie
metalliche spiegano i fenomeni di modificazione istonica effettivamente riscontrati nei lavoratori
del settore [4].
Bibliografia
[1]. IIAC, Position paper 29 (2011) http://iiac.independent.gov.uk.
[2]. NATO RTO, Final Report of HFM-057/RTG-009 (2008) http://rto.nato.int.
[3]. M. Ghiazza et al., Chem. Res. Toxicol. 99-110, 24 (2011).
[4]. L. Cantone et al., Environ. Health Perspect. 964-969, 119 (2011)
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