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    Geografia e minoranze

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    (C. Cerreti è autore delle pp. 7-94). Il testo individua e discute le molteplici accezioni del concetto di 'minoranza', proponendone una interpretazione e una griglia definitoria. Esamina quindi il quadro della competizione tra maggioranze e minoranze, concludendo che si tratta sempre, per l'essenziale, di un quadro spaziale, territoriale. Concludono il lavoro numerose 'schede' su minoranze/maggioranze in vari Paesi

    Commiato

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    Geografia sociale e democrazia La sfida della comunicazione

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    Il confronto fra gruppi e individui, progetti e interessi, culture e valori genera specifiche organizzazioni dello spazio geografico, dà forma allo spazio. Lo spazio è un prodotto sociale, così come l'organizzazione sociale è un prodotto anche dello spazio territorializzato. Lo spazio generato dalla dialettica democratica ha caratteri variabili secondo i contesti storici e geografici e secondo la scala in cui lo si prende in esame. Tanto più oggi, quando la dialettica democratica può utilizzare strumenti di comunicazione «non convenzionale», compresi quelli definiti «virtuali», che a loro volta producono spazi specifici di confronto che non sono meno reali dello spazio geografico tradizionalmente inteso. Sulle dinamiche spaziali prodotte da un accesso mai così ampio ai canali della comunicazione, sulle opportunità e sui rischi che questo accesso e la sua regolazione comportano per un felice esercizio del confronto democratico, si interrogano gli autori dei saggi raccolti in questo volume.Claudio Cerreti, Isabelle Dumont e Massimiliano Tabusi sono geografi universitari. Da qualche anno si sono incontrati sul fertile e complesso terreno della Geografia sociale, promuovendo incontri internazionali e pubblicazioni, nell'intento di richiamare l'attenzione su un ambito di studi ancora poco coltivato in Italia

    Tracce di geografia sociale: l’anomalia italiana

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    A series of clues suggests that the concerns that would have converged, over time, under the academic label of “social geography” were already well present, over a century ago, also in Italian geography, albeit often under other denominations. While the denomination of social geography was used in Italy, likewise very soon, but to indicate something quite different from what we can understand today. This contribution therefore intends to propose an attempt at clarification on the level of official definitions and above all, at the same time, to trace and contextualize the first organic proposals, in Italy, of what we today would define social geography
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