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    Nutraceutici in gravidanza

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    L'importanza dei nutrienti in gravidanza, razionale per una corretta alimentazione ed integrazione di micronutrienti

    Nutrizione aspettativa di vita

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    L'invecchiamento fa parte del naturale processo di vita. La definizione più accreditata di tale processo nell'uomo è la perdita funzionale ed energetica progressiva accompagnata da una riduzione della fertilità e da un aumento della mortalità con l'avanzare dell'età. Promuovere una alimentazione corretta e varia contribuisce a ridurre significativamente il rischio di patologie maggiormente prevalenti con l'invecchiamento quali quelle cardiovascolari e tumorali. Accanto a ciò maggior enfasi va data anche ad una attività fisica regolare di tipo aerobico che, insieme alla prevenzione dell'accumulo di massa grassa, può aumentare l'aspettativa di vita attraverso effetti regolatori a livello mitocondriale. È stato stimato che la combinazione di questi comportamenti contribuisce sostanzialmente ad aggiungere salute agli anni oltre che aspettativa di vita alla vita stessa. In questo articolo vengono discussi diversi risultati raccolti in studi mirati a valutare l’impatto della dieta sulla salute e sulla longevità

    Polimetossiflavoni e Policosanoli nel Trattameno della dislipidemia

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    Le malattie cardiovascolari (o Cvd) rappresentano, al giorno d’oggi, una delle principali cause di morte e di disabilità nei paesi industrializzati1. Solo in Italia, infatti, rappresentano la prima causa con il 32,7% di tutti i decessi, precedendo la mortalità per patologia tumorale ferma al 26,3%2. Molteplici sono i fattori di rischio coinvolti nelle Cvd tra i quali sono compresi fattori così detti non modificabili (sesso, ereditarietà, età) e modificabili (dislipidemia, fumo, pressione arteriosa, peso corporeo, sedentarietà) 3. Tra i fattori modificabili più importanti legati allo sviluppo e alla progressione della patologia aterosclerotica vi è senza dubbio la dislipidemia4. È stato dimostrato, infatti, che una riduzione del 10% dei valori di colesterolo plasmatico abbassa del 13% la probabilità di mortalità per eventi cardiovascolari5. La dislipidemia, oltre a essere facilmente evidenziabile tramite il rilevamento dell’alterazione dei livelli ematici di colesterolo totale, colesterolo Ldl, Hdl e trigliceridi, è potenzialmente controllabile tramite diverse e consequenziali strategie terapeutiche. Il primo approccio deve essere senza dubbio di tipo medico- nutrizionale, ovvero la correzione delle abitudini alimentari, tramite l’impostazione di un ade- guato schema dietetico bilanciato in macronutrienti, e la modifica di stili di vita, come la dismissione al fumo, l’incremento dell’attività fisica e la riduzione della sedentarietà. E se, dopo un adeguato periodo di adesione alle prescrizioni, i risultati non sono ottimali? In questi casi si può ricorrere a una terapia nutraceutica prima e farmacologica (statine, fibrati, ecc.) poi
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