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    Sonetti di corrispondenza tra Benedetto Varchi e Lionardo Salviati (Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco rari 60)

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    Sotto la segnatura Banco rari 60 della Biblioteca nazionale centrale di Firenze è conservata una raccolta di sonetti di corrispondenza tra Benedetto Varchi e Lionardo Salviati, ad oggi ignota agli studi: nel complesso, 29 sonetti del primo e 36 (di cui due in duplice redazione, per un totale di 38 pezzi) del secondo. Si tratta di sonetti realmente scambiati, scritti su bifolii ripiegati e forniti di destinatario, in un arco temporale limitato, tra l’agosto 1562 e il luglio-agosto 1564. Sette scambi, con un singolo sonetto per parte, vertono su questioni varie (per es. la difesa di Avignone contro gli ugonotti, la morte di Garzia de’ Medici, la malattia di Cosimo nell’ottobre 1563, le orazioni in morte di Michelangelo). Il carteggio più corposo è costituito da 24 scambi, tutti avviati da Varchi, contro Iacopo Corbinelli, l’esule antimediceo che nel tardo inverno 1563 aveva postillato una copia della Seconda orazione nella morte dello illustrissimo S. Don Garzia de’ Medici di Salviati (copia oggi conservata alla Biblioteca ariostea di Ferrara), ridicolizzandone la vuota retorica e attaccando l’idea varchiana della preminenza del toscano sulle lingue classiche. Del ciclo dei «Corbinelli» ad oggi erano noti solo le proposte di Varchi, fatte copiare da Salviati nel Magl. vii 306 della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. La raccolta conserva anche cinque sonetti di Salviati, inviati a Varchi come omaggio o per proporne la pubblicazione e dedicati a vari destinatari (Paolo Giordano Orsini e la moglie Isabella de’ Medici, il cardinale Ferdinando de’ Medici, il medico Baccio Baldini, Laura Battiferri).Ms. Banco rari 60 (Florence, Biblioteca Nazionale Centrale) preserves an unknown collection of correspondence sonnets between Benedetto Varchi and Lionardo Salviati: 29 sonnets by the former and 36 (two copied twice, for a total of 38 sonnets) by the latter. The sonnets were written on bifolios with the addressee’s name penned on them. In fact, they were exchanged as actual letters between the two poets in a limited time span: from August 1562 to July-August 1564. Seven exchanges, conducted on a one-sonnet basis by the two correspondents, concern a variety of topics including Lorenzo Lenzi’s defence of Avignon against the Huguenots, Garzia de’ Medici’s death, Cosimo’s illness in October 1563, Varchi’s funeral oration at Michelangelo’s funeral and Salviati’s commemoration of the great artist. The most substantial part of the correspondence consists of 24 exchanges, all started by Varchi. These texts were written against Iacopo Corbinelli, an anti-Medici exile who in late winter 1563 had sarcastically annotated a copy of Salviati’s Seconda orazione nella morte dello illustrissimo S. Don Garzia de’ Medici (nowadays in the Biblioteca Ariostea in Ferrara), mocking Salviati’s empty rhetoric and questioning Varchi’s claim that the Tuscan language was preeminent over Latin and Greek. Until now, only half of the sonnets against Corbinelli were known, namely Varchi’s proposals, which were reproduced by Salviati’s usual copyist in ms. Magl. vii 306 (Florence, Biblioteca Nazionale Centrale). Ms. Banco rari 60 also contains five sonnets sent by Salviati to Varchi with no aim to solicit a poetical response from him. They were presented to Varchi as gifts or just submitted to him for printing, and were dedicated to various addressees: Paolo Giordano Orsini and his wife Isabella de’ Medici, Cardinal Ferdinando de’ Medici, physician Baccio Baldini, Laura Battiferri

    I gallicismi nei testi dell’italiano antico (dalle origini alla fine del sec. XIV)

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    Analisi e classificazione dei gallicismi attestati dalle Origini al 1375

    Francesismi

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    Lavoro divulgativo sulla storia dei prestiti dal francese (e dal provenzale) in italiano. Il francese è, tra le lingue moderne, quella a cui l’italiano deve di più. La vicinanza geografica e il prestigio di cui il francese ha goduto nei secoli hanno determinato un continuo afflusso di parole. Mangiare, giorno, viaggio, liquore, progetto, progresso, globalizzazione, riciclaggio... In molti casi quelle parole si sono perfettamente integrate in italiano, così che oggi non abbiamo alcuna consapevolezza della loro provenienza; in altri, hanno mantenuto il loro aspetto esotico proprio per riflettere il fascino di certe mode: coiffeur, boutique, omelette, consommé, décolleté, parquet, soirée... Questo libro ci racconta la storia delle une e delle altre: i percorsi che le hanno portate in Italia, le curiose vicende che ne hanno determinato la fortuna, il destino di quelle che ormai appartengono al passato

    "Il giovinetto filologo"

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    Lo studio tratta del "Giovinetto filologo" di Venerio Orlandi, fortunato libro di avviamento alla fraseologia italiana e alla cultura classica per gli studenti del ginnasio inferiore, pubblicato la prima volta nel 1879, successivamente rimaneggiato e ampliato fino al 1901 (6a ed.) e poi riedito fino al 1921 (11a ed.): se ne indagano le fasi redazionali, i modi narrativi e la lingua.This paper examines Venerio Orlandi’s Il giovinetto filologo, a successful introduction to Italian idioms and classical culture for 12-13 years-old schoolboys: it was first published in 1879, then revised and increased up to 1901 (6th ed.) and republished up to 1921 (11th ed.). The analysis concerns its editorial stages, narrative form and language
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