1,721,049 research outputs found
Fenilcicloesano come standard interno nella determinazione gas-cromatografica dei metil esteri degli acidi grassi sulla fase stazionaria SP-2330 in prodotti lattiero-caseari
La frazione lipidica nella caratterizzazione merceologica dei formaggi. Acidi grassi liberi volatili. Nota IV
Quantitative determination of free volatile fatty acids from dairy products on a Nukol capillary column
Interferenza di componenti di natura acida nella determinazione gascromatografica degli acidi grassi liberi nei prodotti lattiero-caseari
Il possibile utilizzo delle ceneri volanti e pesanti
Dalla combustione del carbone e di altri combustibili, del legno, di residui agricoli e di rifiuti
solidi urbani si può ottenere una gran quantità di ceneri.
Dall’incenerimento di una tonnellata di rifiuti urbani si ottengono circa 30 kg di ceneri volanti
e 300 Kg di ceneri pesanti.
Le ceneri volanti rappresentano la frazione fine, leggera o termolabile dei residui derivanti
dalla combustione dei rifiuti e/o possono costituire la frazione principale della combustione
del carbone che viene trascinata dai fumi via via più freddi, ricondensando sotto forma di
piccole particelle sferoidali.
Il residuo solido della combustione è rappresentato dalle ceneri pesanti; quelle provenienti
dalla combustione del carbone, chiamate così perché fondendo cadono direttamente sul fondo
della caldaia, ammontano al 10-15% dell’inerte di partenza.
Le ceneri volanti e pesanti, contaminate da preoccupanti inquinanti ambientali in quantità e
qualità a seconda della combustione da cui provengono e/o del rifiuto incenerito, se stoccate
in discarica, possono essere responsabili dell’inquinamento ambientale e pertanto nocive per
la salute umana.
Un modo per risolvere il problema è quello di convertirle in nuovi prodotti.
Questo lavoro si prefigge di fare un’ampia panoramica sulla provenienza delle ceneri volanti e
pesanti, sulla loro composizione e di conseguenza sull’uso che se ne può fare
La vetrificazione delle ceneri e il processo WBRM
Fly and bottom ashes, produced by incineration plants and/or as by-products of coal
combustion in thermal power plants, include, even if in different amounts, heavy metals,
dioxins and furans, as well as a considerable amount of SiO 2, that is the main component of
glass: therefore these wastes can be utilized as raw materials for the production of composite
materials.
Vitrification is a method that: i) allows to immobilize the dangerous materials if present in the
ashes; ii) produces materials that are inert towards a lot of chemical compounds and iii)
allows to notably reduce waste volumes.
The WBRM process, one of the most studied vitrification projects in the last years, substained
by the European Union, foresees glass fiber production by utilizing fly ashes coming from
municipal solid wastes and other special waste combustion, properly mixed with specific
different correctors according to their possible subsequent applications. The fibers obtained
show physical and mechanical characteristics analogue to the glass fibers of the type E, at
present used in the production of clothes, textiles, plastic materials and bituminous coverings,
and are more resistent to the attack of alkaline compounds in respect of the glass fibers of the
type E.
The WBRM process, by using and thermically treating fly ashes, gives full value to these
types of wastes, representing a useful alternative to landfills
Interference by ascorbic acid in the gaschromatographic determination of free fatty acids in dairy products
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