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La regolamentazione degli organismi geneticamente modificati e il principio di precauzione alla luce della sentenza della Corte di giustizia UE, causa C-111/16
L'articolo intende analizzare attraverso il commento della sentenza della Corte di giustizia dell'UE,
13/09/2017 (C. 111/16), la regolamentazione degli OGM a livello europeo e nazionale e le interazioni tra
diritto ambientale, diritto alla salute e all'economia. Attraverso l'esame della normativa nazionale, europea e internazionale verrà analizzata come è stata elaborata l'interpretazione (da considerare discutibile)
dalla Corte di Lussemburgo in merito all'applicazione del principio di precauzione che comporta asimmetrie
e conseguenze di una certa importanza nei rapporti tra diritto europeo e diritto interno, cercando di
trovare una possibile composizione. Si evidenzia come il diritto contemporaneo deve, quindi, affrontare una nuova sfida perché è necessario trovare adeguate soluzioni giuridiche in modo che lo sviluppo scientifico, tecnologico ed economico non limiti i diritti fondamentali.The paper intends to analyse through the comment of the ruling of the EU Court of justice, 13/09/2017 (C. 111/16), the regulation of GMOs at European and national level and the interactions between environmental law, the right to health and the economy. Through the examination of national, European and international proceedings it will be explained how the interpretation (to be considered debatable) elaborated by the Court of Luxembourg concerning the application of the precautionary principle involves asymmetries and consequences of a certain importance in the relations between European law and domestic law, trying to find a possible composition of them. So, consequentially, contemporary law is to face a new challenge which is the need to find appropriate legal solutions so that scientific, technological and economic development does not limit fundamental right
Economia circolare e intervento pubblico nell'economia: spunti di riflessione
Lo scritto evidenzia i motivi del declino del tradizionale modello di economia che ha comportato conseguenze non di poco conto in relazione all’inquinamento, alle inefficienze derivanti dagli sprechi e alla scarsità di risorse nello scenario mondiale. Si rileva la necessità di proporre un nuovo modello di sviluppo che non comprometta ulteriormente le esigenze delle generazioni future e riesca ad armonizzare la dimensione ecologica, economica e sociale. In tale contesto si colloca il concetto di economia circolare, strettamente legato allo sviluppo e alla crescita sostenibile. Essa si basa sull’assunto che i materiali di cui è composto un bene, una volta che quest’ultimo ha terminato la sua funzione, devono essere reintrodotti nel ciclo economico, in modo che gli scarti vengano continuamente riutilizzati generando ulteriore valore e posti di lavoro. L’obiettivo di riconciliare crescita, ambiente e società, su cui si incentra l’economia circolare, tuttavia, non è privo di ombre e difficoltà e per questo si propone di ibridare l’economia circolare con un’altra “nuova” tipologia di economia quella c.d. sociale e solidale. L’economia sociale e solidale, infatti, proponendosi una governance partecipativa, in senso personalista e pluralista del fenomeno economico, prevede il coinvolgimento dei cittadini nella co-gestione delle decisioni pubbliche, integrando e sopperendo le mancanze contenute nel concetto di circolarità che, da parte sua, invece, può mitigare i lati più utopici della prima.This paper, pointing out the reasons of the decline of the traditional economic model that involved serious consequences related to pollution, inefficiency originated by the wastefulness, and the worldwide shortage of resources, is about the concept of sustainable development also in the economic field particularly related to the State intervention in the economy. The circular economy is based on the assumption that the materials of which an asset is composed of, once the latter has finished its function, must be reintroduced into the economic cycle, so that the scraps are continuously reused generating additional value and jobs. However, the aim of combining growth, environment and society, on which circular economy is based upon, is quite difficult to realize. For this reason, the proposal is to link circular economy with another “new” form of economy, that is the social and solidarity economy, because both focus on the principles of equity and efficiency, as well as on the creation of human and social value. The social and solidarity economy, in fact, provides for the participation of the citizens in the co-management of the public decisions, integrating the structural weakness of circularity
Questioni attuali in tema di “nuovi diritti”
ll contributo concerne il tema dei “nuovi diritti” che sorgono da esigenze della società ma che vengono anche mutuati dagli ordinamenti internazionali e dell'U.E. con l'ausilio dell'opera esegetica della giurisprudenza. Si pone in evidenza come l'integrazione dei "nuovi diritti" nel nostro ordinamento presenta non trascurabili nodi problematici e suggerisce stimolanti riflessioni anche dal punto di vista del diritto dell'economia. Si sottolinea, poi, l'importanza del potere giudiziario e di come, forse, a volte, esso, a causa dell'evanescenza dei "nuovi diritti" assuma un ruolo che esula dalle funzioni affidategli dalla Costituzione
Prospettive del project financing nella gestione dei beni culturali
Il lavoro intende mettere in evidenza la normativa e le peculiarità del project financing, una particolare modalità di applicazione del Public Private Partnership, nel settore dei beni culturali. Questi ultimi, sebbene possiedano un rilievo economico e sociale non trascurabile, sono funzionali e intrinsecamente legati allo sviluppo della persona umana e quindi non possono essere considerati solo come beni puri e semplici. Ciò comporta la necessità, nella gestione dei beni culturali, di trovare il giusto equilibrio tra il loro utilizzo economico e le funzioni di tutela, valorizzazione e fruizione ai fini pubblici, esigenza che ben può essere soddisfatta attraverso varie forme di collaborazione tra amministrazioni pubbliche e tra queste e i privati e, in particolar modo, proprio con il project financing. La P.A., infatti, con questo particolare contratto può reperire risorse con il vantaggio di realizzare opere e servizi senza (o quasi) oneri finanziari. Si dimostra, tuttavia, come l'impiego di tale negozio giuridico, almeno per la materia beni culturali, è ancora in fieri e non manca più di qualche profilo problematico nella sua attuazione pratica
La gestione dei beni culturali tra i livelli essenziali delle prestazioni e il principio di sussidiarietà
La monografia intende approfondire il nuovo modo di intendere i beni culturali e le attività a essi collegate.
Si mette in evidenza che il valore di detti beni non è solo legato alla loro estrinsecazione fisica ed economica, ma, è anche, espressione della loro fondamentale funzione sociale, fattore di sviluppo intellettuale della collettività e perciò oggetto di nuovi diritti sociali. Questi ultimi tendono all'affermazione di quella libertà, eguaglianza e dignità della persona umana sottolineata dall'art. 3, comma 2, Cost., in piena sintonia con le istanze dello Stato sociale e con la nuova concezione di cultura elaborata dalla nostra Costituzione. Si rileva, tuttavia, come le attività che interessano i beni culturali, per la loro particolare natura, sono sì ricomprese tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'art. 117, comma 2, lett. m), (ex d. lg. n. 146/2015), ma interessano anche l'aspetto patrimoniale di essi. In particolare la gestione, della quale si cerca di comprendere il suo peculiare significato, è l'attività che meglio rappresenta questa dicotomia insita nei beni culturali, mostrando inedite potenzialità per la sua idoneità a "far fruttare" il patrimonio culturale. Tale attività, peraltro, insieme alla valorizzazione di cui è una parte, presenta l'importante caratteristica di poter essere attuata anche attraverso la collaborazione dei privati e in attuazione del principio di sussidiarietà. A tal scopo si indagano le varie forme di gestione, comprese quelle realizzate attraverso particolari forme di accordo o veri e propri negozi tra parte pubblica e privata e le loro criticità, così come particolare attenzione viene attribuita alla funzione, sempre in continua evoluzione, svolta dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali in questo settore.The monograph aims to deepen the new way of understanding cultural heritage and the activities connected to it.
It is pointed out that the value of these goods is not only linked to their physical and economic expression, but is also an expression of their fundamental social function, a factor of intellectual development of the community and therefore the object of new social rights. The latter tend to affirm that freedom, equality and dignity of the human person underlined by art. 3, paragraph 2, of the Constitution, in full harmony with the demands of the welfare state and with the new conception of culture developed by our Constitution. It should be noted, however, that the activities that affect cultural heritage, due to their particular nature, are included in the essential levels of the services referred to in art. 117, paragraph 2, lett. m), (pursuant to Legislative Decree no. 146/2015), but also affect the equity aspect of them. In particular, the management, of which we try to understand its peculiar meaning, is the activity that best represents this dichotomy inherent in cultural heritage, showing unprecedented potential for its suitability to "make fruit" the cultural heritage. This activity, however, together with the enhancement of which it is a part, has the important characteristic of being able to be implemented also through the collaboration of private individuals and in implementation of the principle of subsidiarity. For this purpose, the various forms of management are investigated, including those carried out through particular forms of agreement or actual shops between the public and private parties and their critical issues, as well as particular attention is attributed to the function, always in continuous evolution, carried out by the State, by Regions and by local authorities in this sector
Servizi sociali e principio concorrenziale
Il lavoro muovendo da un parere reso dal Consiglio di Stato offre un contributo alla riflessione sul rapporto intercorrente tra terzo settore e concorrenza. Si rileva una disarmonia tra il codice dei contratti pubblici e il codice del terzo settore. Il punto di attrito si manifesta anche rispetto alla nozione di servizio d’interesse generale, che deve necessariamente rapportarsi non solo al citato codice degli appalti ma anche alle nuove disposizioni contenute nel c.d. decreto “sblocca cantieri”.The work, starting from an opinion rendered by the Council of State, offers a contribution to the reflection on the relationship between the third sector and competition. There is a disharmony between the public contracts code and the third sector code. The friction point also manifests itself with respect to the notion of service of general interest, which must necessarily relate not only to the aforementioned procurement code but also to the new provisions contained in the so-called decree "sblocca cantieri"
Aiuti di stato ed esenzione dell'ICI sugli immobili utilizzati dagli enti ecclesiastici
Lo scritto commenta la sentenza della Corte di giustizia UE (Grande Sezione) del 6 novembre 2018 (cause riunite da C-622/16 p a C-624/16 p, Scuola Elementare Maria Montessori/ Commissione) relativa alla compatibilità della disciplina sugli aiuti di Stato con l’esenzione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) in riferimento agli immobili utilizzati dagli enti ecclesiastici. Con questa pronuncia la Corte di Giustizia conferma la sua precedente giurisprudenza e nello stesso tempo introduce novità di un certo rilievo. L’organo di giustizia europeo, per la prima volta, si pronuncia sull’esistenza delle condizioni per la legittimazione ad agire di privati che sono posti in una situazione concorrenziale sfavorevole e falsata, rimarcando come solo quando l’attività dell’ente non presenti carattere economico, può ragionevolmente negarsi la qualificazione di impresa con la conseguenza che eventuali aiuti di Stato concessi all’ente possono considerarsi compatibili con il mercato interno. La Corte, inoltre, specifica quali sono i requisiti che integrano un’impossibilità assoluta di recupero dell’aiuto concesso e contrario alla normativa unitaria.The paper comments on the judgment of the EU Court of Justice (Grand Section) of 6 November 2018 (cases joined by C-622/16 pa C-624/16 p, Maria Montessori Elementary School / Commission) relating to the compatibility of the aid regulation State with the exemption of the municipal property tax (ICI) in reference to the properties used by ecclesiastical entities. With these rulings, the Court of Justice confirms its previous jurisprudence and at the same time introduces novelties of a certain importance. The European Court of Justice, for the first time, pronounces on the existence of the conditions for the legitimation to act of private individuals who are placed in an unfavorable and distorted competitive situation, and only when the firm's activity does not present character economic, the qualification of an enterprise can reasonably be denied with the consequence that any State aid granted to the firm can be considered compatible with the internal market. The Court also specifies what are the requirements that integrate an absolute impossibility of recovery of the aid granted and contrary to the unitary legislation
La valorizzazione/gestione del patrimonio culturale in funzione dello sviluppo economico: l'esperienza degli strumenti collaborativi
L'articolo approfondisce la disciplina degli strumenti giuridici atti a favorire la collaborazione pubblico-pubblico e pubblico-privato nella governance dei beni culturali inquadrando, preliminarmente il concetto di valorizzazione e di gestione dei beni culturali soprattutto come regolato dal Codice dei Beni culturali.
Si evidenzia come in tale Codice sembra rinvenirsi una sorta di «codificazione del principio consensuale» in quanto vi sono disposizioni che fanno riferimento, in maniera sia astratta sia più puntuale, ad accordi programmatici tra i vari soggetti interessati. Lo scopo di questo lavoro è, esaminare gli strumenti pattizi e le altre forme di collaborazione-cooperazione strutturale e funzionale, espressione dell’autonomia organizzatoria delle pubbliche amministrazioni dimostrando come essi siano il modo più adatto per dare attuazione concreta alla valorizzazione dei beni culturali. Coordinando tra loro le diverse parti pubbliche coinvolte e anche gli eventuali privati interessati attraverso le forme della governance partecipativa (tra cui anche la programmazione negoziata e le Partnership pubblico-privato previste nel codice dei contratti pubblici), infatti, possono risolversi le problematiche relative alla mancanza di fondi e all’assenza di adeguate competenze tecniche da parte delle P.A, dando risposta alle istanze di democratizzazione delle istituzioni politiche ed economiche, fornendo, allo stesso tempo, una notevole opportunità di sviluppo economico di un territorio
Calamità naturali e assicurazione obbligatoria - Approfondimento del 14 giugno 2024
La legge di Bilancio 2024 (l. 30 dicembre 2023, n. 213) ha previsto nell'
art. 1, commi 101-112 entro il 31 dicembre 2024, per la prima volta in
Italia, l'obbligo, per le imprese con sede legale in Italia e per le imprese
estere con una stabile organizzazione in Italia, tenute all'iscrizione nel
registro delle imprese, di stipulare contratti di assicurazione a copertura
dei danni ai terreni e fabbricati, agli impianti e ai macchinari nonché alle
attrezzature industriali, cagionati da calamità naturali ed eventi
catastrofali verificatisi sul territorio nazionale. Lo scritto, dopo aver
analizzato la nuova disciplina, ha inteso evidenziare gli elementi positivi e
gli eventuali dubbi che l'obbligo assicurativo per le imprese potrà
comportare nel quadro socio giuridico ed economic
Le sponsorizzazioni e la tutela del patrimonio culturale
Lo scritto analizza il “fenomeno” delle sponsorizzazioni, che rientra tra i vari e diversi modi con cui i privati possono partecipare e concorrere alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, esaminando la genesi e l'inquadramento giuridico dell'istituto. In particolare, si evidenziano le peculiarità delle sponsorizzazioni culturali che, avendo come oggetto i beni del patrimonio storico-artistico, sono soggette a una disciplina differente rispetto a quella ordinaria. Si approfondisce la normativa contenuta nell'art. 120 del Codice dei Beni Culturali, nel decreto del MIBAC del 03/10/2002 e quella prevista nel Codice degli appalti con le successive modifiche approvate anche in seguito alla vicenda Colosseo, evidenziando le criticità giuridiche e pratiche nell'attuazione delle sponsorizzazion
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