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    Eresia e libertinismo nella Roma di fine Settecento. Il caso Chinard-Rater, in Roma repubblicana 1798-99, 1849, a cura di M. Caffiero

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    Abstract in inglese presente nella rivista: Beginning with the issue of the renowned sculptor J. Chinard, destined to become even more famous during the years of the Napoleonic Empire, and the young architect I. Rater, the two Frenchmen arrested by the Governor's police in Rome in 1792 with the charge of heresy and revolutionary conspiracy against the State and handed over to the Holy Office, this essay analyzes the politically reality of Rome in the nineties of the Eighteenth Century, before the proclamation of the Republic. These are years of religious condemnation of the French Revolution, considered to be heretic and an offspring of Jansenism, the Enligtenment, Freemasonry, and libertine tradition. Particular attention is accorded to the places used for social gatherings and the universe of the Roman artists, partucularly involved in the democratic movement, as well as the relevance of the popular idea at the time regarding symbolic and behavioral elements (clothing, lifestyle, sexuality, gesture-like expressiveness) in determining judgements, even popularly widespread, on political, moral, and religious identity of the French revolutionnaries and their Roman sympathizers

    La sponda sbagliata del Tevere. Mito e realtà di un'identità popolare tra antico regime e rivoluzione, con una prefazione di M. Meriggi,

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    Il libro ha per oggetto uno spazio urbano, il rione romano di Trastevere certamente il più famoso dei “vecchi” rioni della capitale, e un duplice arco cronologico: un primo periodo di tempo molto ampio, che prende le mosse dal tardo Medioevo per giungere fin quasi ai nostri giorni, che costituisce la “lunga durata” di riferimento di temi e problemi; un secondo, e più specifico, ambito temporale, coincidente con gli anni che vanno dal 1743 al 1799, vale a dire dalla riforma dei rioni voluta da Benedetto XIV all’esperienza della prima Repubblica romana. A questo secondo periodo fa diretto riferimento il titolo del volume, attraverso una terminologia che rimanda a uno dei temi principali presi in considerazione: l’analisi del passaggio, nella “città del papa” e a partire dalla scala ridotta di un rione, dall’ancien régime alla città “in rivoluzione”, una rivoluzione difficile, forse impossibile da realizzare nel breve volgere di diciannove mesi, oggi quasi scomparsa dalla memoria storica dei romani eppure, all’epoca, evocatrice, per il carattere spesso sconvolgente e traumatico degli eventi (ad esempio l’esilio del pontefice Pio VI), di apocalittici presagi o, all’opposto, di grandi speranze e progetti di trasformazione della realtà
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