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I modelli di coinvolgimento dei lavoratori nella governance della società europea, tra efficienza collettiva e soddisfazione individuale
Il lavoro riproduce, tradotto e ampliato anche nelle note, il testo della relazione presentata al IV forum internazionale Criteos Bari 11-12 diccembre 2008 e successivamente pubblicato in lingua inglese negli atti del Forum. Il saggio si occupa della disciplina comunitaria del coinvolgimento dei lavoratori nel governo delle società azionarie di tipo europeo (SE) e della sua attuazione in Italia e discute la relazione tra modalità del coinvolgimento e soddisfazione del lavoratore
Note minime in tema di responsabilità civile del vettore marittimo nell'abbandono del carico per fatti di pirateria
Collaboratori del sindaco e organizzazione del controllo contabile nelle società di capitali
Appunti critici in tema di governance dei contratti di rete
Il saggio analizza gli aspetti salienti della governance nei contratti di rete, partendo dalla struttura organica per considerare i profili problematici legati alle modifiche del contratto ed al recesso dei partecipant
Il regolamento sulla società europea e la connessa direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori
Incidenza sulla struttura societaria ed illiceità dell'organizzazione parasociale nei patti di sindacato: il caso AMEF-Mondadori
Poteri dei sindaci e governo dell'informazione nelle società quotate
L'opera è dedicata allo studio dei sindaci nelle società per azioni italiane e si propone di indagare sulle peculiari caratteristiche e modalità di esercizio dei poteri individuali e collegiali dei membri dell'organo di vigilanza interna delle spa di modello latino. La tesi proposta è che le diverse scelte legislative in merito ai poteri non collegiali si giustifichino nell'ottica di gestione efficiente delle dinamiche endosocietarie e non in prospettiva di tutela delle minoranze
Concentrazioni e attività bancaria
L'opera monografica prende le mosse dal rilievo della istituzione di una disciplina "speciale" in tema di concentrazioni per alcuni settori caratterizzati dalla rilevanza di interessi ulteriori rispetto alla tutela della concorrenza, quali il credito e le comunicazioni. La tesi è che, nonostante tali peculiarità,sul piano della fattispecie la nozione di concentrazione accolta nelle discipline settoriali, in particolare per il settore bancario è omogenea a quella generale; che le deroghe si inquadrano agevolmente nei principi della disciplina antitrust; e sul piano della disciplina, che la valutazione delle operazioni di concentrazione nel settore bancario va condotta alla luce dell'unico referente costituzionale dell'art. 41. La rilevanza degli interessi di settore, quale quello alla stabilità complessiva del sistema bancario, funge da limite esterno alla tutela della concorrenza, valorizzabile tipicamente attraverso l'istituto dell'autorizzazione in deroga. La conclusione divisata nella parte finale del lavoro, in un'ottica de jure condendo, era quella di una riconduzione della valutazione antitrust anche nel settore bancario alla competenza dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato; scelta che è stata in effetti recepita dal legislatore in una successiva riforma
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