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Repainting the mechanical ballet. Restoration of colours in ‘Ballet mécanique’ by Fernand Léger
This article has been selected by the editorial board of the academic journal «Color Culture and Science» among the best papers presented to the “Conference of Color” in recent years. In «Color Culture and Science»,Vol. 4, Fall 2015, (ISSN 2385-9568). Re-release of the chapter already published in M. Rossi (ed.), Colour and Colorimetry. Multidisciplinary Contributions, Vol. IX B, Maggioli, Rimini, 2013, pp. 560-564 (ISBN 978-88-387-6242-0);
The essay includes the description of an experimental restoration project applied to a colored film of the 1920s European avant-garde. The project was addressed to replicate the tests to apply the colors on the film emulsion
Balli meccanici e drammi d'oggetti
Per gli artisti delle avanguardie storiche il cinema è il dispositivo che sovverte le arti visuali tradizionali grazie alla sua possibilità di intervenire sulla rappresentazione, trasformando le dimensioni (scala di piani) e i significati (associazioni metonimiche, dunque montaggio) di ciò che viene ripreso. Dei volti umani possono mostrare valori iconici e formali affini a quelli di un oggetto e al contempo gli oggetti inanimati possono acquisire un ritmo e una vitalità al di fuori della materia. Il film Ballet mécanique di Fernand Léger e Dudley Murphy (1924), esemplare nell’ambito dell’avanguardia europea, può risultare un interessante studio di caso sulla rappresentazione dell’inanimato a carico dell’avanguardia.For the avant-garde artists, the cinema is the device which subverts the traditional visual arts thanks to its possibility to intervene on the representation, by transforming the sizes (shot size) and the meanings (metonymic combintion, so montage). Human faces can show iconic and formal values similar to an object, and at the same time the lifeless objects can acquire a rhythm and a vitality out of the matter. Thefilm Ballet mécanique by Fernand Léger and Dudley Murphy (1924) may be an interesting case study on the representation of the inanimate matter by the Avant-garde
Mary Ann Doane, The Emergence of Cinematic Time. Modernity, Contingency, the Archive, Harvard University Press, Cambridge-Londra, 2002.
Cosetta G. Saba (a cura di), «Arte in videotape: art/tapes/22, Collezione ASAC-La Biennale di Venezia: conservazione, restauro, valorizzazione»
Pirati: la scena punk e post-punk in Italia=Pirates: the Punk and Post-punk Scene in Italy
Partendo dal caso di Pirata! (Cult Movie) (Paolo Ciaffi Ricagno, 1984) s’intende qui condurre una riflessione sull'impatto della scena Punk e Post-Punk nel panorama culturale italiano degli anni Ottanta. Insieme a pochissimi altri titoli del periodo, il film elabora un racconto distopico che introduce immaginario, estetica e sonorità legate alle sottoculture giovanili.
Sono anni in cui si assiste al progressivo venir meno delle tradizionali forme di costruzione identitaria, in un’epoca di cambiamento di riferimenti sociali, che elegge la propria
espressione in una sovversione dell’abbigliamento e degli oggetti simbolici, al di fuori dai modelli parentali o politici che avevano attraversato le epoche precedenti.Starting with the case of Pirata! (Cult Movie) (Paolo Ciaffi Ricagno, 1984) the essay aims at pursuing a reflection on the impact of the Punk and Post-Punk scene in the Italian cultural landscape of the Eighties. Together with a few titles of the same time, the film elaborates a dystopian tale which introduces imagery, aesthetics and sounds tied to the youth subcultures.
During these years we attend the gradual failure of the traditional forms of identity construction, in an age of change in social landmarks, which appoints its own expression in a subversion of the clothing and of the symbolic items, outside the models of family and
politics that have crossed the previous ages
Paesaggio sonoro nei film di Vittorio De Seta
Tra gli aspetti di maggiore interesse nell'opera di Vittorio De Seta c'è un'attenzione al paesaggio sonoro che contribuisce all'evocazione di un senso profondo del racconto sulla realtà. Grazie alle note dei restauratori della colonna sonora di molti suoi film, si può descrivere l'importante ricerca condotta dal regista nell'esplorazione degli ambienti sonori come strumenti del racconto documentario
Jean-Luc Nancy, Abbas Kiarostami. L’evidenza del film, Donzelli editore, Roma, 2004, 121 pagine (ed. or. L’Évidence du film. Abbas Kiarostami, Gevaert Éditeur, Bruxelles, 2001); Jean-Luc Nancy, Tre saggi sull’immagine, Edizioni Cronopio, Napoli, 2007, 90 pagine (ed. or. 2002)
Vivian Sobchack, Carnal Thoughts. Embodiment and Moving Image Culture, University of California Press, Berkeley and Los Angeles 2004
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