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    Castronovo di Sicilia. Ricerche di storia e archeologia 2014-2021

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    Il territorio di Castronovo, situato nel cuore della Sicilia tra Palermo e Agrigento, è stato al centro di una nuova ricerca archeologica intensiva che si è protratta tra il 2014 e il 2021. La straordinaria ricchezza e varietà del suo patrimonio archeologico ha, per altro, fatto sì che, a partire dal 2016, fosse la principale area di lavoro sul campo del progetto ERC The Archaeology of Regime Change. Sicily in Transition (6th to 13th centuries). Una complessa strategia di ricerca che ha combinato survey, scavo, studio dei reperti di ogni tipo, analisi tradizionali e innovative ha mirato a ricostruire le dinamiche di insediamenti, paesaggi e cultura materiale che si sono qui succeduti tra il periodo bizantino, islamico, normanno e svevo. Sono stati indagati siti molto diversi tra loro come: la fortezza bizantina del Monte Kassar, la stazione di posta con villaggio di Casale San Pietro, la necropoli rupestre di Capelvenere, la fortezza del Colle San Vitale e le terrazze irrigate dell’attuale centro di Castronovo. Una rilettura completa delle testimonianze storiche medievali e moderne, ha, infine, contribuito a comporre un quadro delle trasformazioni non solo degli assetti di potere, ma anche delle credenze, preferenze, reti di comunicazione, qualità della vita delle comunità che in questo territorio si sono susseguite. Cambiamenti molto netti, insieme a resilienze e continuità compongono ora la variegata ricostruzione delle vicende storico-archeologiche di quest’area della Sicilia, tutt’altro che periferica e sempre ben connessa alle sue principali reti di scambio. Le vicende di Castronovo contribuiscono a meglio comprendere tutta l’Isola e il suo ruolo nel cuore del Mediterraneo in secoli cruciali.The territory of Castronovo, located in the heart of Sicily between Palermo and Agrigento, was the focus of a new intensive archaeological research project that lasted between 2014 and 2021. The extraordinary wealth and variety of its archaeological heritage has, moreover, made it the main fieldwork area of the ERC project The Archaeology of Regime Change. Sicily in Transition (6th to 13th centuries). A complex research strategy that combined survey, excavation, study of artefacts of all kinds, traditional and innovative analyses aimed at reconstructing the complex dynamics of settlements, landscapes and material culture that occurred here between the Byzantine, Islamic, Norman and Swabian periods. Very different sites were investigated, such as: the Byzantine fortress of Mount Kassar, the post station with village of Casale San Pietro, the rock necropolis of Capelvenere, the fortress of Colle San Vitale and the irrigated terraces of the current centre of Castronovo. A complete rereading of the medieval and modern historical sources has, finally, contributed to compose a picture of the transformations not only of power structures, but also of the beliefs, preferences, communication networks, and quality of life of the communities that have followed one another in this territory. Very sharp changes, together with resiliences and continuities now make up the varied reconstruction of the historical-archaeological events of this area of Sicily, anything but peripheral and always well connected to its main exchange networks. The stories of Castronovo contribute to a better understanding of the history of the entire island and its role in the heart of the Mediterranean during crucial centuries

    Il "Realismo Costruttivo" per una banca moderna

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    Una introduzione storica di Valerio Castronovo sulle origini della Banca Nazionale del Lavoro apre un volume monografico dove vengono raccontate le esperienze urbanistiche della Roma degli anni Venti: come Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro pensarono via Veneto, via Bissolati e via Barberini, il palazzo della BNL, il MInistero delle Corporazioni, l'Hotel Ambasciatori e in genere l'area attorno a Termini. Il realismo costruttivo si propagava e la Banca ebbe un ruolo centrale in quanto commissionò numerose architetture. I saggi ne ripercorrono le vicende urbanistiche, architettoniche, decorative dopo l'avvenuto restauro

    RICERCHE 2016 A CASTRONOVO DI SICILIA. SICILY IN TRANSITION (PROGETTO ERC ADVANCED GRANT 2016- 693600)

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    The town of Castronovo di Sicilia (PA) and its environs are the subject of current archaeological investigations funded by the European Research Council and carried out with the collaboration of the Soprintendenza and the Comune of Castronovo. These investigations form part of a larger ERC project entitled ‘Sicily in Transition’ (sictransit), which is studying the nature of regime change over the island as whole. Four sites are being examined by survey and excavation: at Monte Kassar a Byzantine fortress of the 8/9th century, habitations have been found beside the extant defensive wall, and the headquarters building (the ‘casermetta’), was fully excavated and shown to have had two phases of construction, the earliest featuring a substantial tower. At the Colle San Vitale, the upstanding medieval ruins have been suject to a new survey. The present old town of Castronovo has also been surveyed and an underground water supply and irrigation system has been identified and mapped beneath it. Lastly, at Casale San Pietro situated on the plain below the town and beside the River Platani, an extensive Byzantine occupation of the 6-7th century has been partially located by geophysical survey, surface collection and trial excavation

    “Irriducibilmente diversi”. Una riflessione su ziganofobia e potere simbolico dello Stato

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    Il contributo propone una riflessione che punti ad illustrare in che modo il “potere simbolico dello Stato” abbia agito nei confronti delle minoranze rom e sinte, intervenendo nella soggettività, sotto forma di "pensiero di stato", e nella oggettività, ovvero nei dispositivi istituzionali in grado di riprodurre le diseguaglianze

    Three Times in One: Leisure, Fandom, and Sacred.

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    This paper aims to address the issue of Fandom and, in particular, activities connected with it and derived from it, which are one of the possible practices through which at present (but not only) the leisure time is spent. Among the objects that often generate fandom there are the so-called cultural products, such as TV series, manga, online role-playing games etc. Those who have a big passion for these products (people named fans) often choose to allocate a non-negligible part of their leisure time using the product itself or carrying out activities connected with it (these include: meetings, market-exhibitions, conventions, cosplay, collecting, fanart, fanfiction, and so on). Then, through this work we are going to deal with the issue related to fandom practices and to meanings connected to them, highlighting the points of contact with the concept of «sacred» (Durkheim É., 1895 trad. it. 2008). Moreover, the theoretical orientation on which rests this article consists also by the Cultural Studies, with particular reference to Media, Fandom, and Games Studies

    Tessere il comune nella crisi. Autogestione del lavoro e conflitti urbani nelle economie popolari a Buenos Aires

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    Questa tesi dottorale propone una analisi critica dei processi sociospaziali delle esperienze di autogestione del lavoro, a partire da una ricerca sul campo nell’area metropolitana di Buenos Aires con due esperienze di autogestione cooperativa, una fabbrica recuperata e una cooperativa tessile dell’economia popolare. La ricerca etnografica si è svolta nell’ambito di spazi di autoformazione e collaborazione con i lavoratori e le lavoratrici, con la partecipazione a percorsi di mobilitazione e formazione politica e sindacale. Analizzando le traformazioni del lavoro nella crisi, la tesi focalizza l’attenzione sui processi di soggettivazione dei lavoratori senza padrone, le modalità in cui queste trame ridefiniscono dal basso l’urbano producendo nuovi spazi, territori e dinamiche di conflitto urbano a fronte della riconfigurazione estrattiva del capitalismo finanziario globale. La tesi è strutturata in tre assi tematico-concettuali divisi in sei capitoli: dopo il primo capitolo dedicato alla revisione critica delle relazioni tra urbanizzazione, estrattivismo e accumulazione del capitale nella crisi, vengono analizzati i processi di soggettivazione nelle esperienze di autogestione (secondo e terzo capitolo), le trame sociospaziali e l’autogestione di servizi, reti produttive e riproduttive nei territori (quarto e quinto capitolo), i conflitti sociali e l’istituzionalità popolare (sesto capitolo). Dopo aver delineato nel primo capitolo problematiche, concetti e prospettive critiche che dall’America Latina contribuiscono a pensare l’eterogeneità e la moltiplicazione del lavoro oltre la nozione di informalità, il primo asse è dedicato all’analisi etnografica della soggettivazione politica nelle due esperienze. Nel secondo capitolo si ricostruisce la genealogia della cooperativa tessile Juana Villca, le ambivalenze e le difficoltà dell’autogestione del processo di lavoro da parte di lavoratori migranti inseriti in condizioni subalterne nel mercato del lavoro, riflettendo sulle forme di conflitto sociale nella crisi e i processi di soggettivazione politica. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi del processo di occupazione e recupero della fabbrica recuperata 19 de Diciembre, le sperimentazioni produttive e la creazione di nuove modalità di lavorare in autogestione e al tempo stesso di forme complesse, dense di ambivalenze, di negoziazione con lo Stato e con il mercato. Nel quarto e quinto capitolo viene sviluppato il secondo asse, l’analisi delle trame sociospaziali delle cooperative e le trasformazioni delle relazioni tra produzione e riproduzione sociale nel processo di autogestione. Analizzando laboratori di mappature collettive e interviste, si riflette sulle modalità in cui differenti soggettività producono, sostengono e riorganizzano nuovi territori urbani e ridefiniscono la relazione tra produzione e riproduzione, lavoro e militanza politica. Da una parte, le trame territoriali eccedono i limiti di ciò che chiamiamo lavoro, risignificandolo e connettendo modi di vivere, produrre e riorganizzare l’urbano, permttendoci di contribuire ad una conezione più ampia del processo di urbanizzazione popolare. Dall’altra parte, riprendendo la critica femminista dell’economia, vediamo come le separazioni e gerarchizzazioni tra attività produttive e riproduttive vengono messe in tensione e ripensate a partire dall’organizzazione materiale, pratica, discorsiva, spaziale e simbolica nelle due esperienze, modificando pratiche di lotta e modalità di oprganizzare il comune come relazione sociale e come modo di produzione. Il sesto capitolo, dedicato al conflitto sociale e al nuovo sindacalismo nelle esperienze di autogestione, è focalizzato sull’analisi delle pratiche della conflittualità sociale nella crisi, in relazione con i dispositivi estrattivi della finanza e con il concetto di istituzionalità popolare, per ripensare le relazioni tra autogestione del lavoro, urbanizzazione popolare e conflitto urbano. Infine, contestualizzando i processi di politicizzazione delle condizioni di vita e di lavoro nello scenario della crisi, si sostiene che le trame riproduttive, gli spazi e i processi sociali delle esperienze di autogestione del lavoro costituiscano le infrastrutture di una istituzionalità popolare emergente, di cui si analizzano limiti, ambivalenze e potenzialità
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