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Autogestione del lavoro, territorio ed istituzionalità popolare: l'esperienza della fabbrica recuperata ‘19 de Diciembre' in Argentina
Nella crisi del capitalismo stanno emergendo in America Latina nuove pratiche di autorganiz-
zazione che, a partire dall’autogestione del lavoro, si estendono al territorio ridefinendo dal basso le relazio-
ni sociali e le forme di conflitto nello spazio metropolitano. Aprendo nuovi percorsi di organizzazione della
produzione e della riproduzione sociale, queste eterogenee trame sociali, politiche, economiche e culturali
contribuiscono alla produzione di spazi comuni nei quartieri popolari dove formazione, lavoro e riproduzio-
ne sociale si riorganizzano dentro e contro i processi di spossessamento e sfruttamento che caratterizzano
l’urbanizzazione neoliberale. L’attuale regime di accumulazione neoliberale globale combina dismissione del
welfare, privatizzazione dei servizi e finanziarizzazione dell’economia, intensificando lo sfruttamento della co-
operazione sociale e i processi di controllo negli spazi urbani. In tale contesto, analizzando l’esperienza della
fabbrica recuperata “19 di Dicembre”, con cui ho svolto una ricerca etnografica sul campo a Buenos Aires,
rifletto sulle implicazioni delle sue trame comunitario-popolari e sulla loro capacità di ridefinire dal basso l’ur-
bano sperimentando nuove modalità di organizzare il lavoro e la vita in comune, come infrastrutture sociali di
una nuova istituzionalità popolare che contribuisce a rinnovare le pratiche sociali, sindacali e cooperative e ci
permette di delineare nuovi spazi dove si dispiega e si rinnova il conflitto social
Tessere il Comune. Autogestione del lavoro e pratiche socio-spaziali nelle economie popolari urbane a Buenos Aires
Il presente contributo sui processi di autogestione del lavoro nelle economie popolari urbane prende le mosse da una ricerca antropologica collaborativa presso una cooperativa tessile nell’area metropolitana di Buenos Aires. L’articolo dialoga con differenti prospettive critiche a livello transdisciplinare tracciando una genealogia politica delle economie popolari, analizzando problematiche, potenzialità e ambivalenze delle pratiche di autorganizzazione nelle economie popolari a partire dal campo e dai dati etnografici, con l’obiettivo di contribuire ai processi di lotta ed organizzazione nelle economie popolari e al dibattito critico sulle pratiche e gli spazi del comune e nelle esperienze di autogestione del lavoro
Fabbriche recuperate e pratiche del comune nello spazio urbano
Il presente contributo si concentra sulle esperienze di recupero delle imprese occupate e rimesse in produzione dai lavoratori, sulla base di un lavoro di ricerca etnografica a livello transnazionale. Verrà posta particolare attenzione sulle pratiche di commoning nelle esperienze di autogestione produttiva in Argentina, sviluppatesi a partire dalla crisi del 2001 nell’ambito dell’espansione dell’economia popolare, e nell’Europa mediterranea durante la recente crisi economica. L’autogestione della produzione e le reti sociali che rendono possibile l’esperienza delle fabbriche aperte sono intese come parte di un processo costantemente rinnovato di produzione della città, del vivere in comune, di pratiche di mutualismo e solidarietà che ridefiniscono in maniera conflittuale lo spazio urbano, a fronte dei processi di frammentazione sociale che attraversano le metropoli contemporanee
Popular urban economies and community self organization in Buenos Aires
The processes of territorial self organization and labour self management in
Latin America are constitutive of popular economies, these heterogeneous
frameworks of productive and reproductive activities, subjectivities, practic es, spaces and social relationships that make possible reproduction of life of
popular classes, facing neoliberal dispossession and exploitation. The debate
on popular economies is actually developing throughout the academies, the
public institutions and the popular organization in South America: from our
perspective, popular economies frameworks combine production, reproduc tion, modes of exploitation and accumulation and at the same time reor ganize socio-spatial relationships, infrastructure in the territories and social
conflicts. From this perspective, we focus on self organized popular strategies
and analyze new configurations of urban life, sustainability over time of popu lar urbanization processes and the reinvention of community infrastructures.
Starting from an ethnographic fieldwork developed in Buenos Aires and the
analysis of memories and life stories, we present ambivalences and potenti alities of the self organization and community finance frames in the popular
neighbourhood Ramón Carrillo and the textile cooperative Juana Villca in Ciu dadela. Analyzing the data we recollected during our fieldworks, our hypothe sis is that these processes, developing new forms of producing, valorising and
disputing the common in the crisis, represent a challenge for an extitutional
perspective of urban planning and open up possibilities for reinventing ur ban-popular politics, inside and against the neoliberal city
Reinventing the Common. Practices, Experiences, and Conflicts in the Popular Economies of Argentina
Starting from ethnographic research on popular economies carried out in the metropolitan area of Buenos Aires, I aim to contribute to reflection on the common as a mode of production, analyzing the popular community frameworks, practices of self-management of work, and the processes of political subjectivation in the experience of the textile cooperative Juana Villca. In dialogue with the experiences and subjectivities encountered in the field, I reflect on the relationships between crisis, self-organization, and conflict, analyzing the productivity of the political dimension and the politicization of production and reproduction in self-management dynamics. In the article, I maintain that these experiences constitute the infrastructure of an emerging popular institutionality, which, considered as such, contributes to the analysis of the common as a mode of production and social relationship capable of building a political and productive alternative
“Trasformazioni metropolitane ed educazione popolare a Buenos Aires”
Il presente lavoro analizza le trasformazioni metropolitane e le esperienze di educazione popolare a Buenos Aires. Durante gli anni novanta, infatti, le riforme neoliberali hanno profondamente trasformato l’organizzazione del lavoro e gli spazi urbani in Argentina lasciando molti spazi vuoti. In particolare l’area metropolitana di Buenos Aires è stata profondamente colpita dalle politiche neoliberali, luoghi in cui le “nuove povertà” si sono materializzate in una separazione tra quartieri ricchi e poveri, questi ultimi mancanti di infrastrutture minime ed abitati per lo più da migranti e giovani in condizioni economiche precarie e dunque fortemente vulnerabili. I movimenti sociali hanno iniziato ad organizzarsi in forme autorganizzate, a partire dalle assemblee di quartiere e l’autogestione della produzione nelle fabbriche: a partire dalla crisi del 2001 in particolare sono fallite tante fabbriche e i lavoratori hanno iniziato ad occuparle e autogestire la produzione.
Al tempo stesso le riforme educative hanno profondamente trasformato l’intero sistema educativo, così sono nate nuove esperienze di educazione popolare nelle fabbriche autogestite che hanno dato vita ad un nuovo progetto pedagogico sperimentando nuove forme di relazione con lo Stato
Experiencias, prácticas y saberes de la autogestión. Apuntes desde la investigación colaborativa con empresas recuperadas y cooperativas de la economía popular
Las economías populares, ensamblajes heterogéneos de actividades productivas y reproductivas, subjetividades, prácticas, espacios y relaciones sociales, han desarrollado relaciones variables con el Estado y las finanzas a lo largo de los últimos años (Gago y Mezzadra, 2015). Este conjunto de actividades garantizan la reproducción de la vida de los sectores populares y “revelan la pluralidad de formas laborales y ponen de relieve las fronteras mismas de lo que llamamos trabajo” (2014:23). Además, en estos emprendimientos productivos heterogéneos conviven diferentes racionalidades económicas, que incluyen cálculo y pragmatismo, apropiación de valores neoliberales desde abajo (Gago, 2014) y practicas comunitario-populares (Gutiérrez Aguilar, 2015). Desde esta perspectiva es posible analizar las reconfiguraciones de las dinámicas de explotación y visibilizar la capacidad productiva y estratégica de las múltiples y heterogéneas experiencias de autogestión del trabajo que han asumido particular protagonismo político a partir de la conformación de una nueva herramienta sindical, la Confederación de Trabajadores de la Economía Popular - CTEP . Poner el relieve el “vínculo genealógico de las actuales economías populares con los movimientos sociales que pusieron en crisis la legitimidad política del neoliberalismo” (Gago, 2016:182), o sea con los movimientos piqueteros, asambleas barriales e iniciativas autogestivas como las empresas recuperadas, surgidas alrededor de la crisis del 2001, permite tener presente el origen político de estos entramados productivos. A la vez, ocurre tener en cuenta las transformaciones, innovaciones y articulaciones con el mercado, el consumo y las políticas públicas durante los gobiernos progresistas (2003-2015) para interrogar los actuales procesos de subjetivación, organización y conflictividad de la autogestión del trabajo en los territorios urbanos. En este marco, focalizando la atención sobre las dinámicas de organización, subjetivación y resistencia que contribuyen a la creación de nuevos “entramados comunitarios” (Gutiérrez Aguilar, 2015), me propongo desarrollar una reflexión etnográfica en torno a la producción de saberes desde la autogestión. En este sentido, las prácticas de autoformación que serán analizadas en este trabajo se entretejen con la misma estrategia metodológica, y la articulación entre práctica etnográfica y posible despliegue de imaginación política y capacidad estratégica colectiva representa un aspecto fundamental del compromiso con la misma experiencia de autogestión.
Por lo tanto, este trabajo está articulado en distintos apartados que dan cuenta de esta trama: en el primero presentaré las dos experiencias cooperativas con las cuales he desarrollado el trabajo de campo, formulando las problemáticas y las preguntas de investigación, mientras en el segundo será explicitada la estrategia metodológica y los desafíos de la práctica etnográfica en el campo. En el siguiente capítulo, el tercero, se profundizarán las trayectorias de lucha y autogestión de la cooperativa Juana Villca, para abordar en el cuarto la reflexión sobre saberes y experiencia a partir del taller de mapeo colectivo del proceso cooperativo de la Juana Villca. En el sexto apartado se presentará la empresa recuperada 19 de Diciembre y los desafíos de la abertura de la fábrica al barrio a partir del taller de mapeo colectivo llevado adelante en el marco del proyecto Colabor. Finalmente, en las reflexiones finales, se busca dar cuenta del papel de la autoformación en los procesos de autogestión como práctica para aprender en común y espacio de elaboración estratégica colectiva
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