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    Struttura sociale e cultura della povertà: per un approccio contestualista

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    L’articolo sottolinea l’importanza di integrare struttura e cultura nelle riflessioni intorno alla cultura della povertà. Ciò è possibile, secondo l’autore, se si tiene presente che le recenti acquisizioni in tema di cultura della povertà costituiscono un passo in avanti nel dibattito su povertà e neighborhood effects. In questa direzione il passaggio dal modello delle subculture a quello dell’eterogeneità culturale costituisce un valore aggiunto negli studi sugli effetti di quartiere se valorizza l’imprescindibile importanza del contesto evitando i pericoli di una de-contestualizzazione culturalista. Nello stesso tempo il modello dell’eterogeneità culturale, volto a cogliere i meccanismi e le condizioni in cui agisce il neighborhood effect, consente di evitare i rischi di una tipizzazione strutturalista (universalistica), da un lato, e di una rappresentazione folclorica dall’altro, dei quartieri poveri

    Avviso di liquidazione di principale postuma: come contestare la pretesa fiscale

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    L’Agenzia delle Entrate notifica al Notaio Tizio un avviso liquidazione di maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale relativamente ad un atto registrato telematicamente nei sessanta giorni precedenti (c.d. imposta principale postuma). L’avviso di liquidazione, notificato al solo Notaio, contiene l’intimazione ad effettuare il pagamento entro il termine di 15 giorni; il mancato rispetto del quale determina l’applicazione degli interessi moratori e della sanzione per il tardivo pagamento (art. 3-ter, d.lgs. n. 463/1997 ed art. 13, d.lgs. n. 471/1997). L’avviso di liquidazione risulta tra gli atti impugnabili dinanzi al giudice tributario nel termine di 60 giorni dalla notifica. Nell’ipotesi in cui i soggetti passivi (notaio e parti) abbiano intenzione di contestare la maggiore ripresa fiscale dell’Ufficio, ci si chiede quali siano i comportamenti possibili e consigliabili

    Spazio pubblico, densità ed eterogeneità urbana

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    Utilizzando il framework teorico di Richard Sennet riguardo al yema del public realm , l'autore presenta i principali risultati di una ricerca empirica sul tema dello spazio pubblico a Bologna focalizzata su due luoghi simbolo: Sala Borsa e Piazza Verdi che evidenziano come dinamiche di coesistenza e conflitto tra popolazione urbane emergano come tratti salienti della fruizione dello spazio pubblico bolognese

    La città contesa. Popolazioni urbane e spazio pubblico tra coesistenza e conflitto

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    Il tema dello spazio pubblico urbano, della sua organizzazione, delle dinamiche sociali e delle popolazioni che lo attraversano e lo utilizzano, sviluppandovi appartenenza e identità, appare sempre più un nodo fondamentale nella riflessione intorno al futuro delle nostre città, soprattutto con riferimento all’idea di città compatta e sostenibile. In quest’ottica cercare di capire, attraverso studi e analisi empiriche sul campo, cosa avviene e come viene utilizzata dalle diverse popolazioni urbane la risorsa “spazio pubblico” diventa un passaggio imprescindibile per arricchire il dibattito. La ricerca presentata nel volume, utilizzando un approccio prevalentemente etnografico, si muove in questa direzione ricostruendo il “senso dello spazio pubblico” attraverso lo studio di due luoghi simbolo della città di Bologna. Il primo, Piazza Verdi, emblema della contestazione studentesca negli anni ’70, è oggi un fulcro della movida bolognese. Uno spazio in cui si evidenziano, in modo più netto che altrove, le dinamiche – coesistenti e conflittuali – che si sviluppano tra le diverse popolazioni urbane (residenti, studenti, senza dimora, stranieri). Il secondo, Sala Borsa, è uno spazio pubblico atipico, una “biblioteca non biblioteca” che si configura come una Piazza Coperta in cui le differenze sembrano riuscire a coesistere rilanciando l’ipotesi che, proprio nella dimensione dello spazio pubblico, emerga più che altrove quel tratto distintivo e caratterizzante dell’urbanità: l’eterogeneità come combinazione di differenza e indifferenza

    Localismo e fruizione turistica

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    Il tema su cui verte questo saggio è quello del rapporto fra localismo e fruizione turistica. Per cercare di approfondire la tematica si fa riferimento ad una ricerca condotta in una piccola località dell’Isola d’Elba denominata Naregno. Da un punto di vista metodologico in tale ricerca si è scelto di integrare un approccio qualitativo ed un approccio quantitativo. Qualitativamente sono state realizzate interviste in profondità con alcuni abitanti del luogo che hanno rivestito un ruolo fondamentale nell’avvio dell’esperienza turistica locale. In un’ottica quantitativa, invece, sono stati somministrati ad un gruppo di riferimento empirico costituito da 895 turisti presenti a Naregno. Dalle risultanze emerse dal nucleo dei dati e delle informazioni raccolte si cerca di evidenziare gli elementi salienti che hanno concorso a formare l’identità della località che ha raggiunto, e consolidato nel tempo, una propria specifica “vocazione turistica”
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