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Castelli e fortificazioni della Campania
Il Convegno è stato programmato in occasione della presentazione della prima cartografia regionale sulle fortificazioni, castelli, borghi e masserie fortificate della Campania secondo la codifica internazionale del Bergen Institute che indica non solo la localizzazione dei siti di interesse, ma anche il loro stato di conservazione. La Regione Campania ha patrocinato questa iniziativa della sede campania dell'Istituto Italiano Castelli, associazione onlus riconosciuto a livello nazionale ed internazionale
Castelli e fortificazioni della Campania: conoscenza, recupero e valorizzazione
Presentazione della nuova cartografia dei castelli e fortificazioni della Campania curata dall'Istituto Italiano dei Castelli e pubblicata con il contributo della Regione Campania. tavola rotonda sui temi della conoscenza, recupero e valorizzazione delle fortificazioni e i castelli della Campania
Prometeo e dintorni. Introduzione
Articolo introduttivo al fascicolo della rivista di classe A area 11, dedicato a un'analisi filosofica della figura di Prometeo. La parte specificamente scritta da Giacomo Scarpelli corrisponde alle pagine 10-13: Sophia e Techne.
(La parte dell'introduzione scritta da Vallori Rasini corrisponde alle pagine 13-16, dal titolo: Téchne e Sophia, quella scritta da Enrico Castelli Gattinara corrisponde alle pagine 9-10, dal titol: Ritonare al mito?
Della forma che deve darsi alle lampane destinate all'illuminazione delle strade : dissertazione
del proposto Carlo Castelli socio corrispondente della Società Patriotica di Milano, dell'Accademia de'Georgofili di Firenze, e della Società fisica di ZurigoWasserzeichenAuch erschienen in: Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti. Tomo XI, 1778, S. 98-11
I modelli e le strategie di valorizzazione economica dei castelli: esperienze e orientamenti a confronto.
Nell’ambito del più ampio dibattito nazionale sul futuro dei beni culturali, il convegno ha
inteso offrire una preziosa occasione di confronto nel quale far confluire diverse esperienze
nazionali e internazionali quali i casi francesi e austriaci. Il dibattito ha affrontato
il tema del recupero e del restauro in relazione alle destinazioni d’uso dei castelli e della
modalità gestionale in rapporto alla sostenibilità economica. Altrettanto cruciale è il dialogo
delle esigenze culturali con quelle del turismo, inteso come risorsa ma anche come pericolo
per la tutela del patrimonio e del paesaggio. Quali dunque le forme di integrazione
compatibile tra beni culturali e turismo ai fini della creazione di un itinerario sostenibile di
valorizzazione dei castelli
C. Belingardi, F. Castelli, S. Olcuire, "Aprire spazi. Dialoghi per interrogare e sovvertire la violenza strutturale dello spazio urbano"
La Città avanza: i Castelli Romani tra dipendenza e resilienze
L'espansione metropolitana di Roma ha avuto un impatto significativo sull'area dei Castelli Romani, trasformandola in una "terra di mezzo" tra il centro urbano della Capitale e i territori collinari del Vulcano Laziale. Questo processo, avviato nel secondo dopoguerra e accelerato da politiche di sviluppo edilizio spesso non organiche, ha portato a una progressiva conurbazione, che influisce sulle dinamiche territoriali, socio-economiche e paesaggistiche. La configurazione attuale è caratterizzata da una crescente dipendenza dai servizi e dalle infrastrutture romane, associata a una riduzione delle attività agricole e a un crescente sprawl urbano.
Le tensioni tra l'identità territoriale dei Castelli Romani e l'avanzata della città metropolitana evidenziano la necessità di strategie di pianificazione integrata che bilancino le esigenze di sviluppo con la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Modelli innovativi di governance territoriale, orientati alla valorizzazione della ruralità e alla rigenerazione dei centri storici, potrebbero rappresentare un'opportunità per preservare l’autonomia e l’unicità dell'area, contrastando gli effetti di una progressiva omologazione metropolitana.The metropolitan expansion of Rome has had a significant impact on the area of the Castelli Romani, transforming it into a "middle ground" between the urban center of the Capital and the hilly territories of the Latium Volcano. This process, initiated in the post-World War II era and accelerated by often uncoordinated urban development policies, has led to a progressive conurbation, influencing territorial, socio-economic, and landscape dynamics. The current configuration is marked by increasing dependency on Roman services and infrastructure, coupled with a decline in agricultural activities and growing urban sprawl.
The tensions between the territorial identity of the Castelli Romani and the advancing metropolitan city highlight the need for integrated planning strategies that balance development needs with the preservation of environmental and cultural heritage. Innovative territorial governance models, aimed at enhancing rural values and regenerating historic centers, could represent an opportunity to safeguard the autonomy and uniqueness of the area, countering the effects of progressive metropolitan homogenization
Bodo Ebhardt, il Deutsche Baumeister e i castelli italiani
In questo saggio si intende fornire un quadro generale sulla figura dell'architetto Bodo Ebhardt (1865-1945), che può essere considerato il più importante studioso dei castelli europei per la notevolissima quantità di studi pubblicati sul tema, la sua non meno intensa attività professionale come architetto e restauratore ed il suo impegno all’interno dell’Associazione per la conservazione dei castelli tedeschi. Ne verrà delineata sinteticamente la biografia, le motivazioni culturali e politiche del suo interesse per i castelli, il suo particolare approccio al restauro, l’organizzazione dei viaggi di studio in Italia per la redazione della monumentale opera Die Burgens Italiens
I castelli di Rontana e Ceparano: archeologia e storia
Le origini e la diffusione dei castelli nel territorio romagnolo è da diversi anni al centro di alcuni progetti da parte di chi scrive, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, del Comune di Brisighella e del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Attraverso scavi, ricognizioni e analisi delle testimonianze scritte sta emergendo un quadro insediativo con caratteristiche non uniformi e molto articolate. Nel territorio della Romagna si sviluppano insediamenti legati a strutture religiose altomedievali, monasteri e pievi, che attraggono il popolamento rurale già tra VIII e IX secolo, oppure a insediamenti legati allo sfruttamento delle risorse minerarie presenti nel territorio (gesso, calcarenite), utili per produrre macine e altri elementi in pietra, o ad aziende curtensi da cui dipendono alcuni dei castelli conosciuti nei contratti di IX e X secolo. Altri castelli nascono come evoluzione di insediamenti rurali di età antica, convertite in casali tra VI e VIII secolo e in seguito fattorie fortificate, in alcune aree chiamate tombe o tumbe, soprattutto nelle aree dell’esarcato meridionale e in particolar modo nel territorio di Rimini. La concentrazione massima di villaggi e altri tipi di insediamento fortificato conosciuti in Romagna, si registra nel comune di Brisighella, fenomeno in gran parte legato alla frammentazione delle proprietà rurali che facevano riferimento nella tarda età imperiale alla città di Faenza e che nell’alto medioevo vengono amministrate dall’arcivescovo di Ravenna e rientrano nel patrimonio di S. Apollinare, diviso tra le élites ravennati associate all’imperatore romano, ai nascenti enti monastici e ad altri esponenti dell’apparato burocratico dell’esarcato
Castelli del Veneto tra archeologia e fonti scritte
Atti di un convegno, organizzato a Ceneda nel 2004, che ha fatto il punto sugli studi dei castelli costruiti nel Veneto tra X e XIII secolo. Contenuto: G. SCOTTA', Introduzione; G.P. BROGIOLO, Archeologia dei castelli medievali: dal censimento alla valorizzazione; C. AZZARA, I castelli tra fonti scritte e fonti materiali nell'altomedioevo; S: BORTOLAMI, I castelli del Veneto meridionale tra storia e stratigrafia; C. MALAGUTI, P. RIAVEZ, Il castello di Garda; F. SAGGIORO, Alla ricerca dei castelli in legno della bassa pianura veronese; S. TUZZATO, Il castello di Padova. Archeologi e storia; D. CALAON, I castelli dei Colli Euganei tra fonti scritte ed archeologia; C. CHEMIN, R. VERONESE, Il castello di Monselice; G. ROSADA, I castelli nel contesto topografico del pedemontano trevigiano; G. MARCHESE, Le tecniche costruttive dei cstelli della pedemontana occidentale friulana tra il XII e il XVII secolo; G. CAGNIN, Il castello di Rai. Committenza ed epoca di costruzione; D. CANZIAN, i castelli del cenedese nel basso medioevo. Strutture materiali ed organizzazione sociale: alcuni esempi; M. CORTELLETTI, Il castello di S. Martino a Ceneda attraverso la stratigrafia edilizia; S. FRANCESCHI, A. LAZZARI, L'intervento di ripristino del 1935 nel castello di San Martino a Cervarese Santa Croce (PD); F. PIUZZI, Recupero dei castelli allo stato di rudere e realizzazione di parchi archeologici medievali: il caso Friuli
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