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    RICOSTRUZIONE, MOBILITÀ E SPAZI SOCIALI: IL TEMPO LIBERO DEGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI E DEGLI UNIVERSITARI A CONFRONTO

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    Il contributo si propone di presentare i risultati di un intenso lavoro di ricerca e di partecipazione portato avanti da un gruppo di giovani, tra i 16 e i 30 anni, aderenti al progetto europeo Youth Participatory Budgeting del programma Youth in Action e promosso dall’Assessorato alla Partecipazione del Comune dell’Aquila. Nello specifico, il gruppo si è concentrato sul tema della mobilità nel territorio aquilano stravolto nella sua configurazione urbanistico-territoriale a seguito del sisma dell’aprile 2009 ed è proprio dal tema scelto che prende il nome di Move Your City (http://www.moveyourcity.eu/). L’Indagine MYC è stata condotta attraverso metodologie partecipative poiché si ritiene che non sia possibile affrontare una problematica senza tenere in considerazione i punti di vista di coloro che la vivono maggiormente, in questo caso i giovani che rappresentano una delle categorie più implicate nel tema della mobilità. Pertanto il gruppo MYC, con un approccio partecipativo, ha coinvolto 1.240 giovani studenti delle scuole superiori e dell’università attraverso la somministrazione di un questionario con l’obiettivo di elaborare un’analisi della mobilità cittadina in relazione alle loro abitudini nel tempo libero e ai loro luoghi della socialità. Nell’articolo, i risultati dell’Indagine MYC sono presentati in maniera comparativa tra studenti delle scuole superiori e universitari sull’utilizzo del tempo libero, sulla frequentazione dei luoghi della socialità e sulle difficoltà di raggiungimento di tali luoghi

    TERRITORIO, SVILUPPO LOCALE E RAPPRESENTAZIONE CARTOGRAFICA: ESEMPI DALL’ATLANTE DELLO SVILUPPO LOCALE IN GUINEA BISSAU E BRASILE

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    L’Atlante dello sviluppo locale in Guinea Bissau e Brasile si propone innanzitutto la diffusione e la divulgazione dei principali risultati scientifici di due importanti ricerche di terreno svolte in Guinea Bissau e Brasile. Nel contempo, esso si propone anche come luogo di riflessione sul tema dello sviluppo locale. Nel caso della Guinea Bissau l’accento è posto in particolare sullo sviluppo dell’ecoturismo nel Parco Nazionale di Cantanhez con l’obiettivo di porre le basi per un miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali attraverso la valorizzazione conservativa delle risorse naturali. Nel caso brasiliano, invece, attraverso l’analisi di due comunità discendenti di quilombos, l’attenzione si concentra sull’identificazione delle risorse, delle organizzazioni interne e delle attuali dinamiche conflittuali che minacciano la sopravvivenza delle comunità e che ne compromettono, quindi, lo sviluppo

    Gli studenti di cittadinanza non italiana all'Università dell'Aquila in relazione al contesto nazionale

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    Il volume documenta un lavoro di ricerca pedagogica, con aperture anche alle scienze sociali e geografiche, svolto all'Università dell’Aquila. Nello specifico il capitolo 7 contenuto nel libro analizza: 1. la presenza degli studenti di cittadinanza non italiana iscritti nelle università italiane negli ultimi dieci anni; 2. le prime dieci nazionalità di studenti di cittadinanza non italiana iscritti nelle università italiane nell'ultimo decennio; 3. il numero di studenti di cittadinanza non italiana iscritti per ogni regione negli anni accademici 2004-2014; 4. le prime dieci università italiane con il maggior numero di studenti di cittadinanza non italiana iscritti; 5. la presenza degli studenti di cittadinanza non italiana verso l'Università dell'Aquila negli ultimi dieci anni; 6. le nazionalità più rappresentate all'Università dell'Aquila negli anni 2004-2014; 7. e in ultimo, la percentuale degli studenti di cittadinanza non italiana iscritti nelle diverse facoltà dell'Università dell'Aquila negli anni 2004-2014

    L’analisi integrata di dati territoriali per la prevenzione e la tutela dei beni culturali e paesaggistici: il caso di studio di tre comuni abruzzesi

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    Parlare di prevenzione e tutela dei beni culturali e paesaggistici significa tenere presente il concetto di paesaggio e di pianificazione del territorio. Affinché ci sia tutela, è necessario conoscere il territorio dal punto di vista geografico e geomorfologico nelle sue criticità e potenzialità. L’obiettivo della ricerca è di evidenziare l’importanza dell’analisi integrata delle caratteristiche del territorio al fine di rilevarne le criticità e i rischi in funzione preventiva e di salvaguardia attraverso l’utilizzo di dati vettoriali e raster. L’analisi riguarda tre comuni collinari della provincia di Teramo in Abruzzo, Italia. Si presentano, inoltre, due casi di studio: uno sui calanchi di Montefino, come esempio di bene paesaggistico a rischio, mentre il secondo caso riguarda l’analisi multitemporale dei valori paesaggistici del comune di Bisenti. Le metodologie geomatiche sono utilizzate per un’analisi preliminare dell’area di studio: i dati cartografici del nPPR (nuovo Piano Paesaggistico Regionale) e le mappe della pericolosità e del rischio si sono sovrapposte a un’immagine satellitare ad alta risoluzione, mostrando un rischio per il patrimonio storico e paesaggistico. L’analisi integrata si propone, quindi, come efficace strumento di monitoraggio per la conoscenza dello stato di conservazione del territorio a servizio delle amministrazioni locali che potrebbero intervenire sulle aree più a rischio secondo la logica della prevenzione e riduzione dei rischi (frane, alluvioni, terremoti)

    Disaster resilience e spazi pubblici. Strade, piazze e aree verdi nella storia dei terremoti aquilani (1315-2009)

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    This thesis intends to analyze the topic of post-disaster resilience and public spaces in an urban context following a catastrophe, to see if they have a strategic role and if they are somewhat resilient. Specifically, this study explores the public spaces (streets, squares and green areas) of the city of L’Aquila in the history of its most disastrous earthquakes in 1315, 1349, 1461, 1703, 1915 and 2009. At present, the geographic literature, which connect the subject of resilience with that of public spaces are rather small and, according to this approach, no other comparable studies are studied in the case of L’Aquila. The aim of the research is to demonstrate the ability of urban public spaces, in post-disaster contexts, to be resilient, studying their morphological and functional evolution, both on a practical and symbolic level, following the earthquakes that have affected the city from the 14th century to present. The aim is to trace the physical elements and / or social and economic uses on which the resilience of the public spaces of the city is structured, both as a result of seismic events as between earthquakes. The research criteria are as follows: In the process of erritorialisation, what happens when a territorial structure is affected by a disaster? Are public spaces able to return structural multistability to the affected community? How are public spaces, understood as sociotopic spaces, resilient in the aftermath of earthquakes that affect L’Aquila? Participation can be understood as a postdisaster resilience strategy, and therefore one of the possible forms and / or indicators of resilience? Does the cartographic representation contribute to provide new elements for the analysis of data and sources? The study course consisted in the search for direct and indirect historical sources at the archives of L’Aquila, in the cartographic, iconographic and photographic reconnaissance of the city and in the field survey carried out by the Move Your City group through a participatory approach that has allowed us to identify the uses of spaces by young people for leisure after the earthquake in 2009. Through this path it was possible to analyze the collected data by categorizing resilient public spaces by following two criteria: temporal (public spaces that after disasters have always been resilient and resilient, and those born after disasters that show resilience and functional forms) (resilient public spaces with respect to the type of use, so that functions can be political, economic, social or cultural). The research yields important results regarding the strategic role played by public spaces in the city of L’Aquila; following the categorization provided, it can be said, for example, that: Piazza del Mercato or Piazza Duomo, that is, the main square of the city, has always been resilient to the earthquakes, also changing its function (from housing area post-quake to religious, economic, political and social function). The urban walls prove to be resilient especially after the earthquakes of the medieval era by playing a political and defensive function, losing their role with the expansion of the city after the earthquake of 1915 but summarizing the value as a cultural asset following the quake of 2009 (it was one of the first assets to be restored). Such study, combining archive research with field inquiry through a participatory approach, would like demonstrates how a reflection on the resilience of urban sociotopic public spaces is crucial, as they represent the place where one moves away from individual experience and enters into the collective, and hence the place where the community confronts itself and enters into dialogue

    Participation as a Possible Strategy of Post-Disaster Resilience: Young People and Mobility in L'Aquila (Italy)

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    The aim of this paper is to present the early results of a survey conducted by a group of young people, aged between 16 and 30, on the subject of mobility in the area of L’Aquila, which was deeply affected in its urban and territorial configuration following the earthquake that struck the city in April 2009. The group is called “Move Your City” and was created as part of a European project on Youth Participatory Budgeting promoted by the Department of Participation of the Municipality of L’Aquila. The use of participatory methodologies is based on the idea that problems cannot be dealt with without taking into account the points of view of those who are affected by them. In this respect, young people represent the category that is most affected by the current problems of mobility in L’Aquila. With a participatory approach and through post- disaster resilience strategies, the team involved 1,240 students upper secondary schools and universities, with the aim to prepare a report on urban mobility in relation to the student habits in terms of leisure and places of socialisation. The second stage of the research involved high school students, leading, through techniques of participation, the return of the questionnaire results

    La riconfigurazione territoriale dell’Aquila dopo il sisma del 2009 e il cambiamento dei luoghi e dei comportamenti della quotidianità

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    Dal 2010 il gruppo di lavoro del Laboratorio Cartolab (Dipartimento di scienze umane dell’Università dell’Aquila) conduce ricerche finalizzate al monitoraggio dei cambiamenti del territorio aquilano a seguito del sisma del 2009 soprattutto dal punto di vista delle pratiche quotidiane dei suoi abitanti. Le ricerche sono state condotte secondo la metodologia della ricerca-azione partecipativa/partecipante (RAPP), messa a punto e affinata nel tempo per rispondere alle specifiche esigenze di analisi delle riconfigurazioni socioterritoriali in contesti di post-disastro. Al fine di illustrare come il territorio aquilano sia mutato dopo il sisma e come ciò abbia modificato i comportamenti delle persone, si darà conto dei principali risultati delle ricerche condotte, soffermando l’attenzione soprattutto sul tema del tempo libero. Il monitoraggio dei luoghi del tempo libero delle persone nel corso degli anni (confrontando prima e dopo il sisma, ma anche nel corso del post-terremoto) permette di mostrare in generale in che modo sia cambiato l’assetto socioterritoriale dell’Aquila e, quindi, nel complesso, come sia mutata la sua geografia sociale

    La tutela del patrimonio storico-architettonico e paesaggistico attraverso l'analisi integrata di dati territoriali: caso studio nel Teramano

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    Il tema della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico va trattato tenendo ben presente il concetto di paesaggio ma soprattutto quello di pianificazione del territorio. Affinché tale patrimonio venga tutelato è necessario conoscere il territorio sia da un punto di vista geografico che geomorfologico. È essenziale che si conoscano le criticità del territorio ma anche le sue potenzialità. Solo attraverso un approccio di questo tipo, che consideri il territorio nella sua totalità e complessità, si può pensare ad una sua “corretta” pianificazione, gestione e sviluppo. In questa prospettiva l’analisi integrata di dati vettoriali e raster si pone da un lato l’obiettivo di far conoscere in maniera puntuale i valori e le criticità del territorio, e dall’altro essere un necessario strumento dal quale partire per pianificare in maniera opportuna il territorio. L’obiettivo non è tanto quello di interrogare singolarmente le banche dati ma di proporre una lettura integrata di tali dati. La ricerca geografica, in questo senso, ha dato il suo contributo avvalendosi non solo di studi di terreno ma anche di tecniche e strumenti avanzati come, in questo caso, l’utilizzo del telerilevamento e del GIS. Infatti il lavoro ha riguardato l’analisi delle caratteristiche del territorio evidenziando le sue criticità e i rischi attraverso l’analisi cartografica e delle immagini telerilevate. Il caso studio, per il quale sono state esaminate le caratteristiche geografiche e geomorfologiche, riguarda tre comuni del teramano: Bisenti, Castiglione Messer Raimondo e Montefino. Si tratta di tre comuni collinari situati sulla fascia periadriatica che insieme all’area pedemontana fungono da raccordo tra i rilievi appenninici del massiccio del Gran Sasso e dei Monti della Laga (a sud-ovest) e la costa adriatica (ad est). Questo territorio, dal punto di vista geologico e geomorfologico, è di recente formazione e ciò comporta dei diffusi fenomeni franosi di diversa tipologia ed estensione, e il formarsi di morfologie calanchive. A questi fattori naturali si aggiungono sia la sismicità dell’area che le attività antropiche nei pressi dei centri abitati e delle infrastrutture viarie

    IL LABORATORIO CARTOLAB NEL POST SISMA AQUILANO: RICERCA E PARTECIPAZIONE ALL’INTERFACCIA TRA POLITICA E SOCIETÀ

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    Nel contesto aquilano post sisma, a partire dai primi mesi del 2010, alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, in particolare del Laboratorio Cartolab, hanno sviluppato e applicato (con il coinvolgimento di studenti e cittadini) una metodologia di ricerca-azione partecipativa/partecipante (RAPP) al contempo scientifica e politica. Dal punto di vista prettamente conoscitivo, la ricerca, in generale, si propone di far emergere e monitorare nel tempo, le percezioni e le narrazioni che i singoli e le comunità elaborano del proprio contesto di vita al fine di valutare la qualità del rapporto che, nello specifico contesto dell’Aquila post terremoto, si è andato instaurando tra il territorio e i suoi abitanti. Dal punto di vista dell’etica del ricercatore, invece, la RAPP si propone di orientare la prassi della ricerca verso l’attivazione di dinamiche sociali e/o politiche attraverso processi di comunicazione. L’intento di queste pagine è di fornire una illustrazione della RAPP per come finora è stata concretamente applicata nel contesto post sisma aquilano. Presentando all’occorrenza anche alcuni dei risultati conoscitivi più significativi sulla nuova geografia sociale dell’Aquila, un’attenzione particolare è posta sulla funzione della cartografia e dei GIS nelle varie fasi della ricerca
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