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    Manutenzione e riqualificazione della città storica. Criteri per un intervento eco-orientato

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    Il contributo illustra l'esperienza di ricerca condotta nell'ambito del corso di Requisiti Ambientali dei Prodotti per l'Edilizia, avente ad oggetto la metodologia di analisi ambientale degli spazi urbani, con particolare riferimento al sistema delle pavimentazioni e dell'uso del suolo anche in funzione dei possibili impatti derivanti da interventi di riqualificazione. Le conclusioni del paper aprono alcune prospettive sulla definizione di guasto ambientale come prodotto di interventi non controllati in termini di funzioni ambientale del sistema costruito

    Gestione dialogica dell’emotività: la dimensione socio-culturale

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    Lo scopo di questo lavoro è la messa a punto di un set di markers pragmatici scalari che consenta di misurare con precisione il grado di coinvolgimento di un dialogo, ovvero quanto un dialogo sia emotivamente investito o quanto si tratti di un dialogo distaccato, senza coinvolgimento emotivo. Vengono focalizzati i seguenti markers: markers che rivelano sia la presenza di involvement tra i due interlocutori, sia con l’oggetto del dialogo, il map-task: 1) negoziazione all’inizio ed alla fine del dialogo, 2) lunghezza del dialogo, 3) lunghezza media dei turni conversazionali, 4) indice di densità, 5) numero di turni conversazionali dedicati ad uno specifico landmark, 6) numero di interruzioni, 7) numero di sovrapposizioni e indice di sovrapposizione, 8) numero di revisioni del percorso del map-task, 9) disparità numerica tra giver e follower; markers che segnalano involvement rispetto al map-task: 1) quantificazione della presenza di turni con funzione “narrativa”, 2) presenza / assenza di figure del discorso, 3) numero di elementi deittici; markers che segnalano involvement solo tra i due interlocutori: 1) presenza di games comment, 2) presenza / assenza del pronome di prima persona plurale con valore inclusivo, 3) livello diafasico formale / informale, 4) fenomeni di politeness conversazionale

    Stili conversazionali e strategie comunicative nei dialoghi task-oriented del corpus CLIPS in diverse aree italiane meridionali

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    Task-oriented dialogues are supposed to be pragmatically very similar because of their sharing the conversational goal. But this work aims at showing how in different Italian areas the selection of different communication strategies can lead to pragmatically unlike dialogues, more or less involved, paying a different amount of attention to positive and negative politeness and so on. In particular, this work analyses three specific dialogues of CLIPS corpus, elicited in Lecce (DGtdA01L), in Bari (DGtdB02B) and in Napoli (DGtdA01N), starting from their previous annotation with PRATiD annotation scheme. It will be shown te presence or absence of conversational dominance for one of the two participants, the kinds and levels of this dominance and how it works in the conversation and task management, influencing the whole running of the dialogues

    La sintassi dialogica nei dialoghi tra logopedista e paziente afasico. Risonanza e diatassi in un corpus di 12 dialoghi

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    This work is a first attempt to analyze the conversations among a speech therapist and an aphasic patient in the light of the theoretical frame of dialogic syntax. The analysis of a corpus of 12 dialogues (6 dialogues among a speech therapist and an agrammatic aphasic, 6 dialogues involving a fluent aphasic) has shown that the participants, both strongly engaged in the conversation, co-construct the dialogue activating affinities across utterances (“resonances”, in dialogic syntax terminology). There have been recognized resonances derived from linguistic structures at all levels: lexical resonances, resonances on the diatactic frame, on the sentence level, across different dialogic turns. As the analysis of the data shows, agrammatic aphasics have a preference for resonances of content words, while fluent aphasics prefer structural resonances (total resonances, sentence resonances, resonances in the diatactic frame and function word resonances)

    L'atto linguistico del complimento: analisi di quattro talk show in russo

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    Il lavoro presenta i risultati di uno studio sul genere e sulla struttura del complimento in russo, sulla base di un corpus di 4 talk show televisivi. La scelta dell'ambiente comunicativo del talk show è stata dettata dalla specificità linguistica di questo genere televisivo simulatore del parlato spontaneo, colloquiale, più o meno simmetrico, con una buona costruzione di intimità tra parlanti. Il corpus è stato raccolto da video erogati in streaming delle trasmissioni televisive Modnyj prigovor (Condanna alla moda), Mužskoe/Ženskoe (Maschile/Femminile), Žena. Istorija ljubvi (Donna. Storia di un amore), Lolita, andate in onda negli anni 2015-2016. Nel corso del saggio viene data una breve caratterizzazione dei talk show citati. Il saggio parte dalla storia degli studi sul complimento in Russia, per poi indagarne i presupposti teorici dal punto di vista pragmatico e semantico. L'analisi del complimento si appunta successivamente sui principi di costruzione formale - sull'articolazione in turni, in sequenze, in catene e in serie - e sulla sintassi dialogica del complimento. L'analisi semantica del complimento si è concentrata sulle strategie di intensificazione e di deintensificazione, che operano sul piano lessicale, sintattico e fonetico. Dall'analisi dei dati raccolti sono emersi la forte marcatezza dell'atto linguistico del complimento su tutti i livelli linguistici (lessicale, sintattico, prosodico) e la sua scarsa formulaicità, intimamente connessa con la ricerca della creatività narrativa

    Le prestazioni ambientali delle pavimentazioni urbane. Strategie per il recupero e la progettazione eco-orientata

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    La ricerca ha come oggetto la riqualificazione degli spazi urbani della città storica in questi riconoscendo prestazioni determinanti per il controllo del rapporto tra ambiente naturale e costruito. Presupposto fondamentale è il riconoscimento dell’intrinseca sostenibilità della città storica in cui tecniche costruttive e prodotti edilizi esprimono una cultura materiale rispettosa dei cicli naturali e commisurata alla locale disponibilità di risorse. Questa impostazione focalizza l’attenzione sulle prestazioni ambientali del costruito storico che la ricerca ha cercato di oggettivare sia individuando le relazioni funzionali tra sistema costruito e sistema ambientale, sia applicando l’analisi qualitativa del ciclo di vita (LCA) agli elementi tecnici più significativi dell’identità locale. Lo studio trova la sua applicazione nell’ambito del progetto di riqualificazione degli spazi urbani, in questo ulteriormente privilegiando il sistema delle pavimentazioni poiché incidono fortemente sull’immagine dei luoghi urbani ed anche sulla gestione di importanti risorse naturali. Le pavimentazioni esterne, infatti, proprio in quanto frutto di quel sistema intrinsecamente sostenibile che è il costruito storico, esprimono compiutamente il funzionamento della città e dei suoi legami con l’ambiente: i tracciati determinano i percorsi dell’acqua meteorica, le superfici, con la loro diversità di trattamento, condizionano la velocità e la qualità dello smaltimento delle stesse ed inoltre la scelta del materiale adoperato e le modalità di costruzione dei diversi strati incide sul sistema di drenaggio e sul rapporto tra suoli permeabili e non. E’ evidente, quindi, che attraverso la gestione del sistema delle pavimentazioni è possibile controllare una serie di fattori che influenzano direttamente la percezione degli spazi urbani (anche in relazione alle funzioni di “invitare e respingere” tipiche dei trattamenti superficiali), ed il rapporto del costruito con le risorse acqua e suolo secondo logiche di messa in sicurezza dell’abitato

    Recupero e conservazione: qualità e sostenibilità passano dalla gestione

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    The need to recover the quality of the built-up environment (seen as a particularly complex and vulnerable arrangement) demands a systemic approach that can tackle what are among the main causes of failure in terms of projects and programmes. In spite of significant advances, the normative, managerial, cultural and economic system in Italy is often unable to come up with adequate answers, owing to the complexity of procedures, relationships and performance. An attempt as been made to recover the accumulated delay, to comply with European directives and to confront the situation of ever-decreasing funding, through a process of modernization of norms from the 1990s onwards, allied to systems of governance and organizational arrangements in line with the principles of New Public Management. The disappointing results of reforms stranded in the sphere of a bureaucratic management indifferent to results, indicate a need to eliminate obstacles that prevent the managerial sphere from enjoying the same institutional authority that is attributed to the juridical sphere. Moreover, the increase in competition, the acceleration of the processes of technological innovation, the need to carry out renovation operations that safeguard the delicate balance between conservation and transformation, demand the utilization of newer, more pragmatic and flexible methods, such as Project Cycle Management and Project Management. These methods are widespread and commonly applied on the European and international level, and can contribute to rendering the process of intervention more reliable. Beginning from this analysis, and examining the Herculaneum Conservation Project and the Project management office at the City council in Venice, this paper aims to demonstrate the validity of these instruments, which, thanks to a Lean approach, are capable of overcoming the restrictions of an inadequate institutional and normative system, by implementing more effective renovation and valorization actions with regard to historical centres and the cultural heritage
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