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Franco Tortorelli 1937:lo Sferisterio di via Giulio Cesare
Manufatti di interesse e valenza storici abbandonati al degrado. Una museificazione immotivata
’architettura della grande dimensione tra il 1950 e il ’70 in Italia. Storia e critica per Risanamento e Rigenerazione.
Nel panorama architettonico internazionale, dopo la stagione più felice del Razionalismo, il più importante movimento che si è sviluppato nell’ambito del secolo scorso - nel ventennio che va dal 1950 al 1970 nel passaggio fra la condizione moderna e post-moderna, la ricerca più avanzata - è quella basata sullo sviluppo e sulle anticipazioni del futuro che si sono espresse attraverso manifestazioni utopiche e che spesso hanno seguito matrici progettuali con supporti storico-critici fondati sulla poetica megastrutturalista, anticipata e sostenuta dal critico inglese Reyner Banham
Ricordo di Rogers. 50 anni Op. Cit.
In occasione dei cinquant'anni della rivista sono stati scelti articoli considerati fra i più significativi pubblicati in questi 50 anni. Ricordo di Rogers fu scritto per il centenario della nascita di Ernesto Nathan Rogers, numerosi furono i convegni, gli scritti, le manifestazioni organizzate in Italia e all’estero che hanno ulteriormente rivalutato storiograficamente la figura di un personaggio che, grazie allo spessore culturale ed innovativo, ha sempre fornito un rilevante contributo già negli anni del regime e principalmente nel successivo periodo del secondo dopo guerra, contributo essenziale per la critica e la cultura architettonica italiana ed europea
La stazione di Montesanto
Il progetto della stazione di Montesanto è stato affidato a Silvio D’Ascia, giovane architetto di origini napoletane, ormai da tempo trapiantato a Parigi, dove con AREP ha realizzato progetti di alto livello qualitativo e vincitore di numerosi concorsi, tra i quali quello della stazione porta Susa di Torino.In questo progetto D’Ascia ha avuto un compito difficile: rispettare e restaurare la preesistenza storica ed integrarla con una stazione moderna, multifunzionale, tecnologica, che riuscisse a riammagliare una serie di architetture e spazi urbanistici ormai disaggregati e scollegati tra loro
“Centri storici e periferie: Occasioni perdute”
Il principio storicistico afferma che il presente ha le sue radici nel passato e costruisce il futuro, pertanto non è possibile conoscere il presente delle nostre città e programmarne il futuro senza un attento studio storiografico che serva a rilevare anche gli errori compiuti e leggerli criticamente, per consentire a chi progetta e pianifica di poter migliorare la qualità della vita nei centri urbani che devono, comunque, adeguarsi ai tempi attuali caratterizzati dagli «ismi» dei nuovi linguaggi, dall’alta tecnologia, dalla velocità di tempi, di mezzi, d’informazione, di comunicazione
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