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    L'interazione tra accordi internazionali dell'Unione europea ed accordi conclusi dagli Stati membri con Stati terzi per il contrasto dell'immigrazione e irregolare

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    This paper tries to shed light on the interplay between Member States (MSs) agreements and EU agreements concluded with third countries to fight against irregular migration, proposing a general taxonomy of relevant relationships and illustrating some solutions to overcome possible inconsistencies and clashes among the two different sets of rules. To this end, after some introductory remarks (Section 1), the general paradigm governing the interaction of EU agreements with MSs’ agreements adopted in the very same subject-matter is illustrated (Section 2). Then the analysis moves to the application of such a paradigm to the specific context of the migration policy, with particular reference to the return and readmission policy (Section 3), also in the light of the most recent trends showed by relevant practice, which seem to suggest a significant shift by both the Union and its MSs towards a more pragmatic and informal approach (Section 4). The main outcomes of this legal analysis are summarized in Section 5

    La proiezione esterna dei valori dell’Unione europea nelle relazioni con un ex Paese membro

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    This contribution examines the impact of the values of the European Union on relations between the EU, its Member States, and the countries that have triggered the withdrawal procedure under Article 50 TEU, thereby leaving the EU integration process. Although the former Member States undoubtedly contributed to constructing the identity matrix now codified in Article 2 TEU, sharing the same values does not necessarily imply that they are given the same legal importance. That is, they (or rather, the obligations arising from them) may have a different impact depending on whether one is referring to a Member State or a country that is no longer a Member State. In this sense, since respect for EU values constitutes the basis for accession to the Union within the meaning of Article 49 TEU and, therefore, for the membership, assessing their impact on relations with former EU Member States also makes it possible to measure the “weight” of the loss of status as a member of the organization. Or, in other words, the “weight” of participation in the EU legal integration

    Inge Govaere and Sara Poli (eds.), EU Management of Global Emergencies: Legal Framework for Combating Threats and Crises, Leiden and Boston, Brill Nijhoff, 2014, pp. 422.

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    Review of the following book: Inge Govaere and Sara Poli (eds.), EU Management of Global Emergencies: Legal Framework for Combating Threats and Crises, Leiden and Boston, Brill Nijhoff, 2014, pp. 422

    La Corte di giustizia torna a pronunciarsi sugli onorari (minimi) previsti per l'esercizio della professione forense e sulla loro compatibilità col diritto UE antitrust: un passo avanti e due indietro?

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    Il contributo realizza una disamina dettagliata della recente giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di onorari degli avvocati alla luce dell'art. 101.1 TFUE. In particolare, viene analizzato l'iter argomentativo dei giudici di Lussemburgo e se ne delineano - in un'ottica critica - luci ed ombre, anche con riferimento al controllo che lo Stato può esercitare sugli organi privati cui è demandato un potere di regolamentazione

    Per una vera Unione di diritto: cinque priorità per l’ordinamento giuridico dell’Unione Europea

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    Il 25 marzo 1957 si celebrava a Roma la cerimonia di firma dei Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea e della Comunità Europea per l’Energia Atomica. Le due Comunità, che sarebbero formalmente nate l’anno successivo, si aggiungevano alla neocostituita Comunità Europea per il Carbone e l’Acciaio ed avrebbero dato vita assieme ad essa al fondamento del processo di integrazione poi consolidatosi con la nascita e l’affermazione dell’Unione Europea (UE). 68 anni dopo, le sfide che l’Unione Europea ed i suoi Stati membri si trovano a dover affrontare, benché diverse, richiamano da vicino quelle che caratterizzarono gli anni della fondazione: il ristabilimento della pace in un continente lacerato da un conflitto che ha cambiato gli assetti delle relazioni internazionali; la protezione del libero commercio rispetto al riaffacciarsi di approcci protezionistici e caratterizzati dalla coercizione economica; il contrasto nei confronti delle spinte centrifughe e disgregazioniste sostenute da populismi e movimenti neonazisti e neofascisti. Nel suo editoriale del 12 marzo 2025, Enrico Letta ha individuato con chiarezza cristallina le 5 lezioni sulle quali costruire la reazione europea all’attuale (dis)ordine globale. In questo contributo, vorrei evidenziare 5 priorità che l’Unione Europea ed i suoi Stati membri dovrebbero darsi per garantire, sul piano giuridico, che possa continuare a rafforzarsi l’integrazione avviata nel secolo scorso, consentendo all’Unione di affermarsi davvero come Unione di diritto

    La tutela dei valori dell’Unione europea e le prerogative sovrane degli Stati membri: quale limitazione?

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    Il contributo cerca di valutare in che modo i valori fondamentali dell’Unione europea possono incidere sulle prerogative sovrane degli Stati membri. Ciò alla luce della c.d. teoria della limitazione, vale a dire la dottrina affermatasi in via giurisprudenziale secondo la quale l’esercizio della competenza riservata agli Stati membri viene limitato in nome della realizzazione degli obiettivi dell’Unione. Con un evidente richiamo ad alcuni degli elementi costitutivi della statualità, e a situazioni giuridiche che il diritto internazionale tutela a seguito dell’acquisto della personalità giuridica da parte di uno Stato, l’indagine guarda anzitutto all’impatto che tale teoria può avere sulla sovranità territoriale degli Stati membri (par. 2). Quindi, il contributo si occupa dell’applicazione della teoria in relazione all’acquisto e perdita della cittadinanza (par. 3). Si prendono poi in considerazione applicazioni della teoria concernenti l’esercizio di ulteriori poteri d’imperio degli Stati membri (par. 4). L’analisi è completata con alcune riflessioni conclusive (par. 5).This contribution aims to assess how the fundamental values of the European Union may affect the sovereign prerogatives of Member States. This is done in light of the so-called ‘framing of powers’ doctrine, i.e., the doctrine established by the EU Court of Justice according to which the exercise of powers reserved to Member States may be limited to achieve the objectives of the Union. With explicit reference to some of the constituent elements of statehood and to the legal situations protected by international law following the acquisition of legal personality by a State, the study first examines the impact that this doctrine may have on the territorial sovereignty of Member States (Section 2). The paper then discusses the application of the doctrine concerning the acquisition and loss of citizenship (Section 3). It then examines the applications of the doctrine relating to the exercise of additional prerogatives by Member States (Section 4). The analysis concludes with some final observations (Section 5)

    Eleftheria Neframi (Ed.), Objectifs et compétences dans l’Union européenne. Brussels: Bruylant, 2013. 450 pages. ISBN: 9782802735380. EUR 78.

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    Critical review to the Neframi's volume exploring the interplay among competences and objectives of the European Union

    Il (possibile) ruolo del diritto dell’Unione europea nella soluzione delle controversie tra Stati membri: alcune considerazioni sistemiche a partire dal caso Slovenia c. Croazia

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    Il caso Slovenia c. Croazia costituisce il primo procedimento portato alla cognizione dei giudici di Lussemburgo in cui essi sono stati chiamati a pronunciarsi direttamente su di una questione relativa ad una controversia territoriale tra Stati membri. Muovendo da una breve ricostruzione dei fatti e della decisione della Corte (§§ 2-3), il presente contributo analizza, in ottica critica, le considerazioni svolte da quest’ultima al fine di delineare l’esistenza di un collegamento funzionale tra la soluzione di controversie tra Stati UE e diritto sovranazionale (§§ 4-6). Il lavoro si conclude con alcune considerazioni di insieme sulle implicazioni derivanti dalla sentenza in commento (§ 7)

    Novembre. Lo Stato di diritto preso sul serio.

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    Il presente contributo intende mettere in evidenza la portata innovativa del il Reg. (UE, Euratom) n. 2020/2092, concernente un meccanismo di condizionali per la tutela dello Stato di diritto con riguardo al budget e agli interessi finanziari dell'Unione europea, nel più generale contesto relativo alla reazione dell’Unione a violazioni gravi e persistenti dello Stato di diritto da parte degli Stati membri; un tema, quest’ultimo, che ha contraddistinto gli ultimi dieci anni del processo di integrazione europea e che è stato ulteriormente portato alla ribalta dal contesto emergenziale determinato dalla pandemia di COVID-19 e da talune draconiane misure limitative dei diritti e delle libertà individuali adottate in alcuni Stati membri. Verrà dunque delineato il potenziale impatto dello strumento adottato dal legislatore dell’Unione europea, ma si evidenzieranno anche i limiti che ne caratterizzano il contenuto e che derivano dal contesto concernente la sua adozione. Come si avrà modo di meglio sottolineare, il Reg. (UE, Euratom) n. 2020/2092 rappresenta un tassello di un più articolato processo volto ad enfatizzare l’importanza che il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione europea riveste nella ricostruzione della membership all’Unione europea nei termini di una c.d. mutual membership, una partecipazione, cioè, che, oltre che su quelle tra Stati membri e istituzioni sovranazionali, incide profondamente anche sulle relazioni tra gli Stati membri dell’Unione

    Il turismo nel Trattato di Lisbona: un personaggio non più in cerca di autore

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    Il contributo, dopo aver ricostruito le tappe più significative che hanno condotto al riconoscimento del turismo come settore di interesse sovranazionale, illustra le principali novità per il settore turistico, in termini di competenze e strumenti normativi, che conseguono all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. In particolare, esso mette in luce le implicazioni derivanti dal riconoscimento espresso, nel diritto primario, di una politica europea del turismo e ne prospetta i possibili sviluppi alla luce dei primi elementi di prassi delle istituzioni
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