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The role of organizational trust and organizational support on employees’ well-being
Introduzione: In letteratura l’impatto della fiducia organizzativa e del supporto organizzativo percepito sul be- nessere dei lavoratori è stato prevalentemente riconosciuto senza una chiara distinzione focalizzata sui diversi livelli su cui tali variabili possono avere un effetto. Obiettivi: L’obiettivo dello studio è quindi quello di verificare un più diretto ruolo di queste variabili come precursori del benessere, della soddisfazione lavorativa e dell’intenzione di tur- nover. Per questo si sono tenuti distinti, concettualmente ed empiricamente, due livelli di indagine sia per la fiducia che per il supporto: la dimensione del gruppo di lavoro, cioè il contesto nei confronti del quale il lavoratore intrattiene relazioni interpersonali quotidiane e dirette e all’interno del quale costruisce la sua esperienza lavorativa, e la di- mensione organizzativa propriamente detta. Metodi: L’indagine è stata condotta tramite un questionario sommi- nistrato a oltre 1000 dipendenti di un’azienda ospedaliera pubblica siciliana. Le relazioni fra le variabili indagate sono state studiate mediante l’utilizzo di analisi di regressione gerarchica. Risultati: Fiducia e supporto percepito sono entrambi risultati associati significativamente alla salute psicofisica (fiducia nel gruppo di lavoro: β=.088; fi- ducia nell’organizzazione: β=.110; supporto dal gruppo di lavoro: β=.245; supporto dall’organizzazione: β=.082), alla soddisfazione lavorativa (fiducia nel gruppo di lavoro: β=.245; fiducia nell’organizzazione: β=.222 supporto dal gruppo di lavoro: β=.209; supporto dall’organizzazione: β=.168) e alle intenzioni di turnover (fiducia nel gruppo di lavoro: β=-.086; fiducia nell’organizzazione: β=-.164; supporto dal gruppo di lavoro: β=-.166; supporto dall’or- ganizzazione: β=.064). Tuttavia, il supporto dal gruppo di lavoro risulta avere un peso maggiore, mentre la fiducia risulta più incisiva a livello organizzativo. Conclusioni: Distinguere la dimensione del gruppo di lavoro da quella dell’organizzazione sembra permettere di comprendere meglio la relazione fra fiducia e supporto percepito da un lato e benessere e soddisfazione lavorativa dall’altro. Applicazioni concrete e indirizzi di ricerca dovrebbero quindi anche rivolgersi verso i differenti livelli di tali costrutti.Background: In available scientific literature, the impact of organizational trust and perceived organizational support on employees’ wellbeing has mainly been investigated without focusing on the different targets they can refer to. Objectives: The aim of the study is to test the direct role of these variables as precursors of well-being, job satisfaction and turnover intentions, by distinguishing two different levels in trust and support: the first one stemming from the employees’ own team (in which employees have direct and daily interpersonal relationships, and within which they build their work experience), the second stemming from the organization itself. Methods: In this study, a survey was administered to more than 1,000 employees of a Sicilian hospital. The relationships between the variables were studied through the use of hierarchical regression analysis. Results: Trust and perceived support are both significant predictors of mental and physical health (team trust: Β=.088; organizational trust: Β=.110; team support: Β=.245; organizational support: Β=.082), job satisfaction (team trust: Β=.245; organizational trust: Β=.222; team support: Β=.209; organizational support: Β=.168) and turnover intentions (team trust: Β=-.086; organizational trust: Β=-.164; team support: Β=-.166; organizational support: Β=.064). However, the support at the team level is a more important predictor, while trust is a stronger predictor at the organizational level. Conclusions: Distinguishing between team and organizational levels of trust and support allows to better understand the relationship between trust and support and wellbeing and organizational outcomes such as job satisfaction and turnover intentions. Practical implications, as well as future research, should therefore refer to the different levels of such predictors
La fotografia narrativa e la co-costruzione di fiabe durante il lockdown: "C'era una volta una corona magica"
“C’era una volta una corona magica” è un progetto di fotografia narrativa sociale proposto
durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, prevalentemente rivolto alle famiglie con bambini
che durante il lockdown non hanno avuto accesso alle attività abituali e ad aiuti esterni. Agli
adulti veniva chiesto di costruire e fotografare insieme ai bambini una corona magica con materiali
disponibili in casa, inventare una fiaba su di essa e condividere foto e testo sul gruppo
Facebook dedicato. L’obiettivo principale era valorizzare il tempo con i bambini costruendo
insieme qualcosa di innovativo, dando voce alle emozioni e narrando le loro esperienze.
Sono stati condivisi 202 contributi, tra cui prodotti collettivi realizzati da oltre 300 minori
e contributi individuali di 114 persone. L’analisi qualitativa dei testi mostra come il potere magico
attribuito alla corona sia quello di risolvere problemi (26%), salvare l’ambiente da disastri/
cataclismi (24%), portare gioia, amicizia e pace (19%), far viaggiare (5%), compiere imprese
incredibili (15%), far capire cose importanti (10%), produrre cambiamenti di vita (4%). Tra le emozioni citate, si osserva la netta prevalenza della felicità (47%), quasi esclusivamente
come formula finale classica della fiaba. All’interno della fiaba troviamo invece prevalenza di
paura (35%) e tristezza (34%). In oltre metà dei casi la fiaba era ambientata in luoghi chiusi.
Tenuto conto dell’ampia partecipazione, riteniamo che la co-costruzione di fiabe e fotografie
possa aver rappresentato un valido strumento d’intervento in ambito psico-sociale
favorendo il processo di integrazione dell’esperienza passando dal registro iconico a quello
verbale, facilitando l’espressione emotiva e riducendo la solitudine percepita
LA RICERCA-INTERVENTO SULLA QUALITA' E LA SALUTE ORGANIZZATIVA. RIFLESSIONI METODOLOGICHE A PARTIRE DA ALCUNE ESPERIENZE DI RICERCA IN CAMPO SANITARIO E EDUCATIVO
La qualità nei servizi dalla diagnosi all'intervento: principali problematiche e possibile utilità di un approccio psicosociale
La rilevazione di stress lavoro-correlato come premessa dell'intervento di ricerca-azione per il miglioramento del benessere organizzativo. Dati e considerazioni su un intervento presso una azienda ospedaliera in cambiamento
Con riferimento ad una visione dello stress lavoro-correlato come fenomeno che emerge ed acquista senso anche rispetto alla complessiva dinamica psicosociale e culturale dell’organizzazione, e che va collocato all’interno di una irriducibile bipolarità benessere/disagio, una richiesta di rilevazione avanzata da una Azienda Ospedaliera è stata rinegoziata come primo step di un intervento di ricerca-azione orientato al miglioramento del benessere.
È stato quindi costruito un questionario atto ad inquadrare i dati più direttamente riferibili allo stress (stato di salute psico-fisica, soddisfazione, senso di appartenenza e di fiducia) all’interno di una cornice ricavata da un altro set di dati relativo ai valori del lavoro e ad una configurazione delle fonti di stress lungo le tre dimensioni del rapporto con il lavoro, con il gruppo, con l’organizzazione; di queste tre dimensioni è inoltre indagata l’importanza loro attribuita al fine di ottenere dati sugli scarti importanza-percezione. La finalità è quella di restituire al committente una lettura dello stress come espressione delle rappresentazioni culturali del lavoro e dell’organizzazione ivi presenti. L’analisi, mediante Spss, dei dati tratti da 1246 questionari ha previsto una esplorazione della struttura fattoriale delle parti del questionario relative alle fonti di stress ed alla importanza loro attribuita, il calcolo dei punteggi medi delle diverse dimensioni considerate e, laddove prevista, degli scarti importanza/percezione, nonché l’esplorazione mediante modelli di equazioni strutturali, mediante Amos, delle relazioni fra le diverse variabili prese in considerazione.
L’elaborazione, ancora in corso, dei dati ha permesso di rilevare relazioni fra i tre citati livelli della esperienza organizzativa ed alcuni aspetti dello stress e della soddisfazione confermando l’utilità della adozione di una visione psicosociale piuttosto che di semplice relazione individuo-stressors
La qualità del servizio civile nazionale: prospettive, criticità e possibili interventi per l'avvio di processi di empowerment individuale, organizzativo e di comunità
Lo studio psicosociale dei gruppi e l’intervento con i gruppi: alcune riflessioni ed alcune categorie utili ad introdurre il discorso
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