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ETICAM. Scuole popolari di economia all’Università di Camerino, per una finanza al servizio del bene comune
CREATIVITÀ, IMPRESA E TERRITORIO Convegno di chiusura della I edizione (2018-2019) del Master in Manager dei processi innovativi per le start up culturali e creative ed apertura della II edizione (2019-2020)
Il concordato fallimentare delle società
1. Premessa: il ruolo dell’autonomia privata tra riforma societaria e riforma concorsuale.—
2. Esecuzione concorsuale e organizzazione sociale. — 2.1. Autonomia ed eteronomia nella
riorganizzazione concordataria della società. In particolare: il ruolo dei creditori e le proposte
concorrenti.—2.2. Superamento della diatriba sulla natura giuridica dei concordati; centralità del
piano. — 2.3. Piano di concordato e autonomia d’impresa. — 3. Le operazioni societarie
straordinarie come contenuto del piano di concordato: profili e problemi generali. — 3.1. La
ricapitalizzazione della società. — 3.2. La costituzione di una newco. — 3.3. Le operazioni
straordinarie in senso proprio: la trasformazione. — 3.4. Segue: la fusione e la scissione. Loro
generale compatibilità con il concordato.—3.5. La fusione.—3.6. La scissione.—3.7. Problemi
comuni: la tutela dei creditori e le opposizioni. — 4. La fase introduttiva del concordato sociale.
—4.1. Competenza alla presentazione del piano nelle società di persone...—4.2. ...e nelle società
di capitali e cooperative. — 4.3. Verbalizzazione della proposta. — 4.4. Potere di rappresentanza
nella presentazione della proposta.—5. La fase di approvazione del concordato.—5.1. Categorie
di azioni vs. obbligazioni e strumenti finanziari.—5.2. Il divieto di voto per le società del gruppo;
spunti per una ricostruzione della disciplina del gruppo nel concordato. — 6. Omologazione. —
7. Le fasi successive all’omologazione. — 7.1. Chiusura del fallimento ed esecuzione del
concordato vs. scioglimento ed estinzione della società. — 7.2. Autonomia e connessione tra
concordato sociale e fallimento del socio... — 7.3. ...e tra concordato del socio e fallimento della
società.—7.4. Riorganizzazione societaria, risoluzione e annullamento del concordato, riapertura
del fallimento
Il regolamento assembleare nella società per azioni
1. Premessa.
2. Nascita, evoluzione e ruolo attuale dell’istituto.
3. Regolamenti di auto- ed etero-organizzazione tra diritto dell’impresa, autonomia privata e sistema delle fonti
4. Potere regolamentare degli organi sociali e procedimentalizzazione delle decisioni nelle organizzazioni collettive.
5. Regolamenti consiliari e di altri organi sociali. Spunti dalla disciplina in materia di remunerazione degli amministratori...
6. Segue: ...e dalla disciplina delle operazioni con parti correlate.
7. L’assemblea come fenomeno composito. Il ruolo del regolamento. Cenni alla regolamentazione delle decisioni negli altri tipi societari.
8. Tipologie di regolamenti assembleari in base al rango normativo: regolamento substatutario, statutario, substatutario «rinforzato», substatutario «depotenziato».
9. Segue: ...ed in base all’oggetto della disciplina. Regolamenti assembleari speciali.
10. Regolamenti in senso ampio.
11. Segue: ...deroghe e modifiche al regolamento.
12. Segue: Regole organizzative ad hoc. Regolamenti «effimeri».
13. Segue: regolamento e poteri del presidente; il c.d. «editto» presidenziale.
14. Iniziativa per l’adozione del regolamento: potere originario dell’organo amministrativo...
15. Segue: ...e potere residuale di altri organi sociali e dei soci.
16. Il regolamento assembleare tra «tipo» e «modello».
17. Il regolamento nel sistema di amministrazione dualistico. Rassegna delle tesi e critica.
18. Considerazioni sulla competenza assembleare in materia di esenzioni dal divieto di concorrenza nel sistema dualistico e conclusioni in ordine alla persistente competenza residuale dell’assemblea all’approvazione del regolamento.
19. Interpretazione del regolamento.
1. Il regolamento nella dinamica del procedimento assembleare tra efficienza deliberativa e istanze partecipative.
2. Il contenuto del regolamento. Profili generali e criticità derivanti da un uso timido dell’autonomia regolamentare.
3. La fase introduttiva della riunione assembleare. Costituzione degli uffici assembleari; designazione del presidente e del segretario.
4. Segue. Diritto di intervento e diritto-dovere di partecipazione.
5. Segue. Assistenza. In particolare, il consulente del socio.
6. Sospensione e aggiornamento (o c.d. rinvio «atipico») della seduta.
7. La discussione: «ordine del giorno», «materie da trattare» e loro inversione.
8. Segue: ordine e durata degli interventi; repliche.
9. Votazione. Proclamazione. Verbalizzazione.
10. Conclusioni sul regolamento assembleare come strumento di equilibrio tra istanze partecipative ed efficienza dei processi decisionali
Le licenze collettive a presidio dello sfruttamento culturale: le opere fuori commercio
L'attuazione della direttiva 2019/790/UE introduce una regolamentazione puntuale e piuttosto dettagliata alla disciplina delle opere fuori commercio, aggiungendo un ulteriore e consistente tassello all’ormai ampio novero delle eccezioni e limitazioni al diritto d’autore introdotte negli ultimi anni sulla spinta armonizzatrice del diritto dell’UE e, più in particolare, a quelle volte a consentire la valorizzazione e la fruizione dei contenuti culturali e creativi nel mercato unico digitale. Nell’acquis eurounitario, ciò costituisce un fattore essenziale per garantire la diversità culturale, promuovere il patrimonio culturale comune europeo e lo sviluppo dell’economia della conoscenza in Europa
La “proprietà” nell’impresa collaborativa
L’articolo raccoglie alcune prime considerazioni sul possibile inquadramento giuridico del fenomeno economico e sociale, di recente emersione, della sharing economy, osservato da una prospettiva di diritto dell’impresa ed ordinato attorno alle tematiche lato sensu proprietarie.
La configurazione delle piattaforme collaborative impone una ridefinizione dei connotati classici della fattispecie impresa, al fine di accertare se essi si modificano in ragione del coinvolgimento a vario titolo dei prestatori di beni e servizi erogati dalla piattaforma (quando non, addirittura, degli stessi fruitori degli stessi) nella gestione dell’impresa. Nella prima parte del lavoro i temi di rilievo sono ordinati intorno alla nozione, più problematica che dogmatica, dell’impresa collaborativa come fase terminale e per certi versi irreversibile dell’evoluzione dell’impresa capitalistica.
Nella seconda parte il lavoro si sofferma sulle diverse accezioni della «proprietà» nell’impresa collaborativa, ordinate secondo la triplice prospettiva della proprietà dell’impresa, dei mezzi produttivi e dei risultati dell’attività, evidenziando una serie di problemi bisognosi di soluzioni armoniche con il diritto dell’impresa.
La terza parte del lavoro contiene alcuni spunti di riflessione sui «nuovi beni» che caratterizzano le imprese collaborative le quali, grazie all’innovazione tecnologica e digitale, sono ormai una fucina di nuovi beni in precedenza fuori mercato o aventi mercati fortemente delimitati per struttura e ambito territoriale; questi nuovi mercati presentano connotati peculiari rispetto ai mercati tradizionali, con evidenti ricadute sul piano del diritto dei contratti, dei rapporti con i produttori-consumatori, delle regole di concorrenza. Tra questi nuovi beni possono collocarsi anche fiducia e reputazione, big data, valute complementari e beni comuni.
Parole chiave: sharing economy, impresa collaborativa, piattaforme on lineThis paper collects some initial considerations on the possible legal framework of sharing economy as a social phenomenon recently emerging, observed from an enterprise law perspective and ordered around ownership issues.
On line platforms impose to redefine the classic features of the enterprise, in order to ascertain if it changes as it involves suppliers of goods and services provided by the platform, as well as users themselves, into the management of a collaborative enterprise. In the first part of the work the relevant themes are organized around the notion, that is more problematic than dogmatic, of the collaborative enterprise as a terminal, someway irreversible phase of the evolution of the capitalist enterprise.
In the second part, the work focuses on the different meanings of «ownership» in the collaborative enterprise, ordered according to the threefold perspective of the ownership of the company, the productive means and the results of the activity, highlighting a series of problems requiring harmonious solutions with enterprise law.
The third part of the work contains some food for thought about new goods in collaborative enterprises which, thanks to technological and digital innovation, are now a forge of new goods previously out of the market or having markets strongly delimited by structure and area; these new markets have peculiar characteristics compared to traditional markets, with evident effects on contract law, producer-consumers dynamics and competition rules. Among these new assets can also be placed trust and reputation, big data, complementary currencies and common goods.
Keywords: sharing economy, collaborative enterprise, on line platform
La sostenibilità delle imprese collaborative
Le imprese collaborative, intese come quelle che operano essenzialmente attraverso una piattaforma on line mettendo in comunicazione prestatori e fruitori di beni e servizi, acquisiscono di giorno in giorno un’importanza sempre maggiore nell’odierna realtà economica e sociale, pur non avendo ancora ricevuto una compiuta regolamentazione sul piano giuridico, né a livello nazionale né europeo.
Diversi e molto distanti tra loro sono le tipologie di imprese collaborative a seconda dei beni e servizi offerti sul mercato e del conseguente modello organizzativo adottato: secondo la suddivisione in quadranti proposta da Bauwens (2014) vi sono, infatti, imprese-piattaforma tipicamente vocate al profitto per chi ne ha la «proprietà» o la gestione (si parla al riguardo di netarchical o distributed capitalism ovvero di rental economy) ed imprese-piattaforma che non si propongono un guadagno capitalistico ma sono animate da una vocazione sociale ovvero mutualistica (es. global commons, local resilience, platform cooperativism).
L’analisi di questi modelli organizzativi suscita considerazioni e conclusioni differenti in punto di sostenibilità sociale, dato anche il grado di coinvolgimento delle community di prestatori e di fruitori dei beni e servizi prodotti dalle imprese collaborative. Ognuno, peraltro, avente i propri, peculiari punti di forza e di debolezza ed oggetto di valutazione, anche a livello reputazionale, da parte del mercato sotto diversi punti di vista, dalla disciplina dei contratti alle regole di concorrenza
Nuovi diritti e tutele rafforzate per i “titolari”
L’articolo 9 del decreto legislativo n. 15 interviene a novellare in modo significativo l’articolo 20 del c.p.i., rafforzando i diritti attribuiti al titolare di un marchio registrato sotto molteplici profili:
a) Estende la protezione dei marchi che godono di rinomanza;
b) Aumenta e specifica il novero dei casi in cui il titolare di un marchio registrato può vietare ai terzi l’uso del proprio marchio nel confezionamento del prodotto, in particolare negli imballaggi ed in tutte le altre componenti del packaging e della logistica qualora ciò possa integrare un rischio di violazione del diritto sul marchio;
c) Sancisce il diritto del titolare di vietare l’introduzione in Italia da paesi extra UE di prodotti (e relativi imballaggi) non immessi in libera pratica e recanti un marchio contraffatto;
d) Sancisce il diritto del titolare di opporsi all’uso volgarizzante del marchio in dizionari o enciclopedie
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