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    ASPETTI ETICO-SOCIALI IN ECONOMIA AZIENDALE

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    Negli ultimi anni si è andato progressivamente sviluppando del mondo accademico e di quello professionale sui temi dIe riguardano gli aspetti etici e sociali dell'attività aziendale. Già a partire dagli anni settanta è notevolmente cambiata la concezione dell'azienda. Essa è stata più volte richiamata ad assumeE una responsabilità sociale più estesa, insistendo sul concetto che la sua funzione non si esaurisce soltanto nel conseguimento del massimo profitto, ma si estende al più ampio concetto di creazione durevole di valore, in termini di produzione e di equa distribuzione della ricchezza verso la collettività ed i suoi rappresentanti, prestando particolare attenzione alle risorse umane e all'ambiente naturale. Si afferma un nuovo paradigma di governo aziendale basato sulla responsabilità sociale che non mette in discussione l'importanza e l'opportunità di sviluppare il mercato globale o la centralità dell'attività produttiva, quanto le modalità di sviluppo dell'economia basate sullo sfruttamento intensivo, non solo dei fattori produttivi elementari (capitale e lavoro), ma anche delle risorse naturali, con conseguenze disastrose sull'ampliamento delle disuguaglianze socio-economiche tra i paesi avanzati e in via di sviluppo e sullo svilimento della carryng capacity del pianeta

    L'IMPRESA RESPONSABILE: VERSO UNA FORMA DI CAPITALISMO INTELLIGENTE

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    Nel 2000 il Consiglio Europeo di Lisbona ha indicato quale obiettivo strategico dell'Unione Europea quello di "diventare, entro il 2010, la più competitiva e dinamica economia della conoscenza, in grado di affrontare una crescita economica sostenibile accompagnata da un miglioramento qualitativo e quantitativo dell'occupazione e da una maggiore coesione sociale".' In tal senso fu lanciato un appello per stimolare le imprese a sviluppare iniziative nella formazione continua, nell'organizzazione del lavoro, nelle pari opportunità, nell'integrazione sociale e nello sviluppo sostenibile. Un significativo risultato di questo orientamento comunitario è stata la pubblicazione, da parte della Commissione Europea, del "Libro Verde - Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese" nel 2001 e della "Comunicazione della Commissione relativa alla Responsabilità sociale delle imprese: un contributo delle Imprese allo Sviluppo Sostenibile" nel 2002. Questi due documenti tracciano le linee guida della Commissione Europea sulle questioni che riguardano la Corporate Social Responsibility. L'approccio CSR considera l'etica e il business come due aspetti integrati della gestione strategica. Ciò emerge dalla definizione proposta nel Libro Verde, secondo la quale la CSR è "un concetto attraverso il quale le organizzazioni integrano questioni sociali e ambientali nelle loro operazioni di business e nei loro rapporti con gli stakeholders su base volontaria"

    L'economia dei gruppi aziendali nella riforma del diritto societario

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    La globalizzazione dei mercati ha diretta influenza sulla legislazione degli Stati perché spinge alla concorrenza fra gli ordinamenti. Questa discende dalla consapevolezza che gli investimenti tendono a dirigersi laddove trovano le condizioni giuridiche più favorevoli. Ma l'esigenza di far sì che anche tale "concorrenza" abbia a svolgersi non considerando il "capitale" come una "variabile indipendente", ma salvaguardando lo "zoccolo duro" delle regole di tutela della persona, del lavoro, dell'ambiente, acquisite nei Paesi più evoluti, spinge gli ordinamenti verso statuti organizzativi dell'impresa e del lavoro tendenzialmente più omogenei. Nello stesso tempo la "concorrenza" fra gli ordinamenti si dispiega nella ricerca di moduli organizzativi aperti all'autonomia negoziale, per assicurare alle imprese le migliori condizioni di competitività; ma anche di ordinamenti sostanziali e processuali considerati capaci di assicurare certezza del diritto, capacità di far osservare le regole poste, prevedibilità dei contenuti e tempestività elci tempi delle decisioni amministrative e giudiziarie. La spinta alla privatizzazione, concessione ai privati del controllo di imprese pubbliche, non solo corrisponde ad obiettivi di politica economica, quali la riduzione del debito pubblico e la diffusione dell'azionariato con corrispondente potenziamento della capitalizzazione di borsa, ma, sul piano del diritto, è conseguente .n'attuazione del regime concorrenziale e comporta una espansionedel diritto privato. Scopo principale delle presenti note è quello di guardare in che modo la scelta di fondo del nuovo contesto giuridico, di presentarsi come elemento di competitività del sistema economico, considera e disciplina la struttura a gruppo, adottata non solo da quasi tutte le più grandi imprese del nostro Paese, ma anche da un elevato numero di aziende di piccole e medie dimensioni. Per meglio raccordare il filo che unisce le moderne finalità economiche del gruppo agli obiettivi della norma e coglierne le possibili congruenze, si analizzano, preliminarmente, le motivazioni che spingono alla costituzione di tali aggregati economici, osservandoli come modalità di ricerca della grande dimensione, come forme efficienti di governo delle transazioni, come moltiplicatori del capitale controllato, come architetture organizzativo-giuridiche per la creazione di un assetto istituzionale più efficiente ed efficace. La seconda parte del lavoro è tutta dedicata alla ricerca della costruzione giuridica del gruppo ed ai suoi tratti evolutivi nella recente normativa sulla corporate governance, con particolare riferimento alla sperimetrazione, di volta in volta, rilevante per garantire diverse forme di tutela, generali e speciali, individuate, con la finalità di giungere a considerazioni conclusive circa l'efficacia delle soluzioni adottate, anche con riferimento. alla legislazione internazionale esistent

    La rendicontazione sociale nell'università: l'esperienza dell'Università di Bari

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    Negli ultimi anni le aziende delle pubbliche amministrazioni italiane hanno sperimentato strumenti di rendicontazione sociale. Tali pratiche rappresentano il segnale di una presa di coscienza del settore pubblico sulla necessità di soddisfare le mutate e ampliate esigenze informative espresse dagli stakeholder e di rendere conto dell'azione amministrativa svolta, segnalandone priorità, modalità e risultati, soprattutto in termini sociali e ambientali. Il G.B.S., Associazione Nazionale per la ricerca scientifica sul Bilancio Sociale, nell'aprile 2005 ha presentato, presso la sede del CNEL (Roma), uno "Standard di base" per la rendicontazione sociale nel settore pubblico. A quasi un anno dalla presentazione dello standard si ritiene che siano maturi i tempi per una prima verifica sulla collocazione e sull'applicazione del modello elaborato e proposto specificamente per le pubbliche amministrazioni. Docenti e ricercatori di alcune università italiane, con la collaborazione dell'Associazione G.B.S. e della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, hanno pensato di organizzare una giornata di studio e di confronto per raccogliere, comprendere e analizzare le riflessioni più significative suscitate dal modello
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